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La Cina apre ufficialmente le porte alle console di videogiochi straniere

Image remixed from public domain.

Image non protetta da copyright.

Dopo 15 anni, il Ministero della Cultura cinese ha finalmente rimosso il divieto di vendita alle console per videogiochi. La nuova legge [zh, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] è entrata in vigore il 12 luglio, con l'autorizzazione rivolta alle aziende cinesi e straniere coinvolte nella produzione e nella vendita di console. Queste devono anche raggiungere un accordo sulla responsabilità da assumersi per la censura dei contenuti vietati, individuati da funzionari cinesi.

In Cina, da tempo i videogame vengono chiamati “eroina elettronica” e alcuni genitori ed esperti si preoccupano del fatto che una maggiore offerta potrebbe mettere in pericolo la salute mentale e fisica dei bambini. Nel 2000, il Consiglio di Stato, insieme al Ministero della Cultura e ad altri sette dipartimenti amministrativi, si è pronunciato, in merito al divieto di fabbricare e vendere console in Cina, poiché “questa produzione mette seriamente in pericolo i giovani e turba l'ordine sociale”. Ecco un estratto della nota:

自本意见发布之日起,面向国内的电子游戏设备及其零、附件生产、销售即行停止。任何企业、个人不得再从事面向国内的电子游戏设备及其零、附件的生产、销售活动。一经发现向电子游戏经营场所销售电子游戏设备及其零、附件的,由经贸、信息产业部门会同工商行政管理等部门依照有关规定进行处理。

Con la pubblicazione di questa nota, si decreta il divieto di fabbricazione e vendita di dispositivi e accessori per videogame in tutta la nazione. Tale divieto coinvolge tutti i cittadini e le imprese. In caso di violazione delle norme, i Dipartimenti per l'Economia e il Commercio, per l'Industria dell'informazione e l'Amministrazione Industriale e Commerciale puniranno (i cittadini e le imprese coinvolte), secondo le norme vigenti.

Lo sforzo normativo della Cina non ha influenzato pesantemente la cultura del gioco nel paese. Un utente di A9VG, un famoso forum di videogiochi, ha manifestato i suoi dubbi sull'efficacia degli sforzo governativo di vietare le console:

其实我一直怀疑到底有没有禁止过游戏机,因为这些年来我们想玩任何游戏机都可以通过实体店或者网络购买到,游戏机房也开的到处都是,当然这些游戏机房基本都靠赌博机,政府虽然面上禁止游戏机,却放任水货在中国横行,真奇葩。

In effetti, ho sempre avuto dubbi sul divieto delle console. Al momento, possiamo acquistare tutti i tipi di console da negozi fisici oppure online, e ci sono sale di gioco ovunque, anche se la maggior parte di queste fanno profitti sul gioco d'azzardo. Il governo vieta le console, ma in effetti permette la vendita delle console di contrabbando, e questo mi confonde.

Lunga vita al contrabbando e ai prodotti pirata

Il decreto del 2000 non è mai stato effettivamente efficace; le console e i giochi sono arrivati con facilità sui mercati illegali, come sulla piattaforma online Taobao o in negozi fisici di giochi, dove i commercianti vendevano apertamente beni arrivati illegalmente da Hong Kong, Giappone, Corea del Sud, Stati Uniti.

I giochi di contrabbando presentavano, comunque, dei problemi. Le console si surriscaldavano, alcuni dischi erano illeggibili, e sono emersi numerosi problemi, senza alcun supporto tecnico, dato che i produttori si sono rifiutati di fornirlo per acquisti illegali. In uno di questi casi, gli utenti cinesi non dovevano far altro che comprare nuovamente il prodotto.

I giochi contraffatti sono inoltre molto meno costosi. Un gioco contraffatto costa all'incirca 10 yuan (circa 1.60$), quando l'articolo originale può costare anche 30 volte di più. Molti utenti non possono semplicemente permettersi il prodotto originale.

Dopo aver comprato la console, di solito un utente spende circa 100 yuan per uno speciale chip di “lettura diretta”, che permette alle console modificate di accedere alla copia del gioco, che si può trovare e scaricare facilmente online, direttamente dall'hard disk esterno.

L'illusorio mercato dei videogiochi in Cina

Grazie all'enorme numero degli utenti cinesi, da tempo questo mercato considerato molto attraente, ma illusorio. Più di dieci anni fa, il 28 novembre 2003, la Sony ha annunciato l'arrivo della PlayStation 2, prodotto che era già un successo straordinario in tutto il mondo. Per bypassare il divieto del Ministero della Cultura, Sony ha chiamato il suo prodotto un “sistema di intrattenimento al computer”, invece che “una console per videogiochi”.

Tuttavia, prima della data di lancio della PlayStation 2, il 20 dicembre, il Ministero della Cultura ha emanato un nuovo decreto, e la Sony si è vista obbligata a rimandare l'uscita della console in Cina.

All'inizio del 2004, la Sony ha nuovamente provato a vendere la PlayStation 2, stavolta concentrandosi su Shanghai e Guangzhou, al costo di 1988 yuan (300$). Si tratta di un prezzo più alto del 25% rispetto al mercato nero. Per questo, la Sony ha venduto soltanto 1000 pezzi, a causa dell'alto costo e della tecnologia anti-pirateria.

Le Zone di Libero Commercio offrono una nuova speranza

In programma dal 1997, Shanghai ha proclamato, a settembre 2013, una Zona di Libero Commercio come prima zona economica sperimentale della Cina. Il governo cinese ha pubblicato una nota che autorizza e saluta le aziende straniere che producono e commercializzano videogiochi, dopo aver ricevuto l'approvazione da parte del Ministero della Cultura (in conformità con le linee guida della censura sui videogiochi).

Nonostante il futuro incerto del mercato cinese dei giochi, Microsoft ha annunciato una prossima partnership con BestTV, un'azienda di tecnologia dell'informazione locale che ha legami con l'azienda statale Shanghai Media and Entertainment Group (nota come SMG). La joint venture promette di portare nel paese entro settembre la Xbox One, una delle più note console in Nord America ed Europa. Sony ha programmi simili per la PlayStation 4 e la PlayStation Vita, in collaborazione con l'Oriental Pearl Group di SMG.

Esiste un sistema di valutazione dei giochi?

I sistemi di valutazione dei giochi forniscono delle linee guida alle aziende che devono valutare rigorosamente il contenuto dei giochi secondo delle fasce d'età. Anche se, dal 2013, il governo cinese sta semplificando il processo di censura dei giochi, la censura del settore rimane poco trasparente e inefficiente, senza un meccanismo di valutazione semplice.

Un utente del forum A9VG ritiene che l'industria dei giochi cinese debba creare questo sistema di valutazione:

游戏的审批在于中国没有分级制度,可是这个很麻烦,因为无论是欧洲通用的PEGI,还是美国的ESRB,这些都是这些企业为了自身行业的生命力和发展来支持组织的独立行为,都不是政府机构,并且贩卖销售者都会严格遵守,如果你违反了规定,将不会再有游戏卖,所以说大多数来自于行业内部的约束力,而不是政府主导的。

In merito all'analisi dei giochi, non c'è alcun sistema di valutazione? Si tratta di una questione importante. PEGI in Europa e ESRB negli USA, create sulla base dello sviluppo dell'industria dei giochi, sono organizzazioni indipendenti e non-governative. I commercianti di giochi seguirebbero il sistema di valutazione in maniera rigorosa. Se non lo si rispetta, non si possono più vendere prodotti del genere. Per questo, la maggior parte dei sistemi di valutazione dei giochi sono creati dal settore stesso, e non dai governi.

La nuova concorrenza degli altri dispositivi mobili

Con il miglioramento dell'accesso ad Internet e connessioni wireless più veloci, i giochi online e su mobile hanno visto un boom in Cina negli ultimi anni. Secondo il rapporto del 2014 sull'industria dei giochi in Cina, il valore lordo dei giochi online e mobile ha superato gli 88 miliardi di dollari.

Niko Partners, un istituto di ricerca specializzato nel mercato asiatico dei giochi, nel suo rapporto del 2015 sui videogiochi in Cina ha riportato vendite della PlayStation 4 e della Xbox One per un totale di 550,000 unità soltanto (solo per il 2015), principalmente a causa anche della mancanza di giochi cinesi analoghi.

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