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L'Argentina mantiene la memoria delle vittime della dittatura online

Madres Plaza de Mayo marchando. Fotografía tomada por Lisa de Vreede el 10 de diciembre de 2009, publicada en Flickr bajo licencia CC BY-NC-ND 2.0

Madri a Plaza de Mayo durante la marcia. Fotografia scattata da Lisa de Vreede il 10 Dicembre 2009, pubblicata su Flickr sotto la licenza di Creative Commons CC BY-NC-ND 2.0

Il colpo di Stato del 24 marzo 1974 ha dato inizio al periodo più buio della storia argentina, che si è lasciato dietro più di 30.000 dispersi, vittime del terrorismo di Stato [es, come i link seguenti]. Lo stesso Stato, che ha la funzione intrinseca di proteggere i propri cittadini, si è incaricato di sterminarli, farli sparire sistematicamente a causa delle loro idee politiche, e appropriarsi dei loro figli.

La dittatura militare presente in Argentina fino alla fine del 1983 ha aperto la strada a madri, nonne, figli e altri familiari di dispersi, che si sono organizzati per fare luce sui fatti e portare i colpevoli davanti alla giustizia. Nonostante questa lotta abbia avuto sviluppi così come battute di arresto, l'Argentina può contare su un'estesa tradizione di movimenti ed organizzazioni che hanno lottato per le vittime, e che ancora continuano a farlo.

Questa lotta, che è iniziata quando le madri dei dispersi marciavano a Plaza de Mayo con dei fazzoletti bianchi, richiedendo che i loro figli e nipoti tornassero vivi, si è adattata alla cosiddetta era del Web 2.0. Fino ai nostri giorni, madri, nonne, figli e familiari dei dispersi durante la dittatura militare argentina, mantengono viva la memoria storica di una generazione vittima di una violenza perpetrata dalle Giunte Militari. A questo proposito, sfruttano i mezzi offerti da Internet.

Ad esempio, Madres de Plaza de Mayo, ricorda su Twitter la sua lotta, che continua ad essere rivendicata nelle strade, oggi come ieri:

“Il futuro è il nostro” 37 anni di lotta, Madri di Plaza de Mayo.

Abuelas de Plaza de Mayo sfrutta i social media per riportare testimonianze dei nipoti recuperati e incentivare dunque la lotta per il recupero dell'identità:


Clicca per vedere il video sottotitolato.

Anche l'organizzazione Hijos por la Identidad y Justicia contra el Olvido y el Silencio (H.I.J.O.S) sostiene la lotta alla giustizia nelle strade e nei tribunali con la sua presenza nei social media:

Ora, nel Consiglio giudiziario: abbastanza impunità giudiziaria per i genocidi civili di Bahía Blanca!

Dalla Segreteria di Comunicazione di H.I.J.O.S Córdoba, Luciana Rocchietti ha commentato con Global Voices le sfide e  le possibilità offerte dai social media ai movimenti per i Diritti Umani.

[…] en los últimos años las redes sociales y distintos medios de comunicación virtuales son nuevas plataformas para la construcción de la historiografía sobre nuestros compañeros desaparecidos, sus recorridos y trayectorias y sobre eventos históricos donde la pluralidad de las voces dan testimonio y nutren esta memoria colectiva. Por una parte, desde la organización hacemos uso de estas plataformas para la divulgación de información, noticias y comunicados políticos. […]
Por otra parte utilizamos una página de Facebook llamada H.I.J.O.S. Córdoba, donde difundimos información relativa al juicio, donde invitamos a participar de distintas actividades, donde publicamos comunicados con nuestros posicionamientos políticos en relación a temas de coyuntura o conflictos sociales y políticos, donde además compartimos artículos periodísticos de distintos medios que abarquen los distintos aspectos que atraviesan nuestra lucha (desde información sobre la época de la dictadura a noticias actuales sobre violaciones a derechos humanos). También ponemos en circulación distintas producciones propias de carácter documental como fotografías, volantes, micros, libros, videos, etc.
Esta actividad que realizamos en la web es replicada por distintos seguidores de la página que colaboran en la divulgación.

[…] negli ultimi anni i social network e i diversi mezzi di comunicazione sono nuove piattaforme che ci aiutano a ricostruire la storia dei nostri compagni scomparsi, i loro percorsi e traiettorie, ed eventi storici in cui la pluralità delle voci testimonia e nutre questa memoria collettiva. Da una parte, l'organizzazione fa uso di piattaforme per la divulgazione di informazioni, notizie e comunicati politici […]
Dall'altra parte, usiamo una pagina Facebook chiamata H.I.J.O.S Córdoba, in cui diffondiamo notizie relative al giudizio, invitiamo alla partecipazione a diverse attività, pubblichiamo dei comunicati con le nostre posizioni politiche in relazione alle tematiche di unione e conflitto sociale e politica, condividiamo articoli giornalistici di vari media che affrontano i diversi aspetti che riguardano la nostra lotta (da informazioni dell'epoca della dittatura a notizie attuali sulle violazioni dei diritti umani). Mettiamo anche in circolazione delle nostre produzioni di carattere documentale come fotografie, volantini, registrazioni, libri, video, ecc.
L'attività che realizziamo sul web è reiterata da molti nostri follower che collaborano alla divulgazione.

In più, l'organizzazione Familiares de Desaparecidos y Detenidos por Razones Políticas si incarica di tenere in piedi la lotta per mantenere viva la memoria dei loro cari, sia su Twitter che su Facebook. Allo stesso modo, il Centro de Estudios Legales y Sociales diffonde la lotta alla verità, la memoria e la giustizia nei social media. È così quindi che continua ad esprimersi contro la violazione dei Diritti Umani, avvenuta già durante la restaurazione democratica.

Da più di 40 anni, i Movimenti per i Diritti Umani argentini lottano per la memoria dei loro cari scomparsi. Prima hanno conquistato la piazza, poi la strada, ora stanno diversificando i loro scenari di lotta conquistando i social media. Una lezione per tutti i movimenti che lottano per la memoria dei dispersi e per mettere in luce crimini simili in altre parti del mondo, specialmente in America Latina.

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