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Emigrati filippini e le loro famiglie in protesta: ‘giù le mani dai nostri pacchi Balikbayan!’

Activists hold a rally near the presidential palace denouncing the stricter rules in inspecting balikbayan boxes. Photo from the Facebook page of Lennon Ying-Dah Wong

Attivisti dimostrano vicino al palazzo presidenziale denunciando l'ordine del governo di ispezionare e tassare le scatole balikbayan. Foto dalla pagina Facebook di Lennon Ying-Dah Wong

Un recente ordine [en, come i link seguenti, eccetto ove diversamente segnalato] dell'Ufficio della Dogana, che ha aumentato i controlli verso i pacchi balikbayan sottoponendoli ad ispezione fisica, ha suscitato sdegno tra le comunità filippine di lavoratori emigrati nel mondo e le loro famiglie nelle Filippine. Le scatole Balikbayan sono dei pacchi contenenti beni di consumo e altri oggetti inviati dai lavoratori filippini all'estero ai loro parenti a casa.

Molti filippini espatriati hanno espresso la loro indignazione attraverso i social media. L'hashtag su Twitter #HandsOffOurBalikbayanBoxes (Giù le mani dalle nostre scatole balikbayan) è stato usato la scorsa settimana per fare pressione sul governo, in modo che ritirasse il suo ordine. La campagna si è affermata dopo che il Presidente Benigno Aquino III ha dato istruzioni il 24 agosto: la dogana deve passare i pacchi ai raggi X.

La balikbayan è un simbolo importante del fenomeno nell'ambito del lavoro dei migranti filippini. Con queste scatole, gli emigrati possono dare alle loro famiglie un assaggio della vita all'estero. Un numero stimato tra i 10 e i 12 milioni di filippini sta lavorando o vivendo in altri paesi.

L'Ufficio delle Dogane ha detto tramite questa misura si vuole aumentare la riscossione delle imposte e frenare il fenomeno del contrabbando. L'agenzia ha accusato una perdita di 600 milioni di pesos (12.8 milioni di $) annuali per colpa dei beni non dichiarati, che si dice vengano contrabbandati nel paese attraverso i pacchi balikbayan. Inoltre, l'agenzia ha riportato che alcuni commercianti spregiudicati hanno utilizzato le scatole balikbayan per importare beni di contrabbando.

OFW boxes, milked for profit OFW cases, neglected! -Migrante

“pacchi dei filippini espatriati, usate per fare profitto
casi di filippini espatriati, trascurati!
Migranti”
La persona nella foto è il Presidente Aquino

Ma l'annuncio che i pacchi balikbayan sarebbero stati aperte dai funzionari della dogana per l'ispezione ha provocato l'ira dei filippini espatriati e del pubblico per due ragioni principali: primo, l'Ufficio della Dogana è percepito come un'agenzia corrotta; e secondo, molti si sono sentiti turbati dal fatto che il governo stia trattando i filippini espatriati alla stregua di contrabbandieri ed evasori fiscali. Essi sono popolarmente ritenuti gli eroi moderni del paese, perchè stanno mantenendo l'economia a galla.

Il blogger e editorialista Tonyo Cruz spiega la rabbia espressa dai filippini espatriati:

It beggars the mind that Customs and Malacañang are implying that OFWs are out to cheat government of customs duties and taxes through their balikbayan boxes. Not only is it crazy, but it betrays the government’s total lack of knowledge and empathy on the plight of OFWs everywhere, how much they usually earn, why they flee the country in the first place and the challenges they face abroad.

Ask a domestic helper in Hong Kong, a nurse in the United Kingdom, a construction worker in the Middle East, or a teacher in the U.S. They had to leave the country to find work for themselves and for families back home — while at the same time face rising anti-migrant measures and dwindling job prospects wherever they work. Tax evasion is not in their minds. The implied accusation that they are out to cheat government is an insult they can never forgive and forget.

E’ incredibile che i doganieri e i Malacañang stiano insinuando che i filippini espatriati stiano fuori per imbrogliare il governo riguardo sulle tasse doganali e fiscali tramite l'uso delle loro scatole balikbayan. Non soltanto è da pazzi, ma ciò dimostra la totale mancanza di conoscenza ed empatia del governo verso le difficoltà di questi lavoratori esteri, su quanto guadagnino normalmente, sul perché se ne vadano dal paese e sulle sfide che affrontano all'estero.

Chiedete a un collaboratore domestico a Hong Kong, un'infermiera nel Regno Unito, un muratore nel Medio Oriente o un insegnate negli Stati Uniti. Hanno dovuto lasciare la loro patria per trovare un lavoro, per se stessi e per le loro famiglie a casa – affrontando allo stesso tempo misure anti-emigrazione e prospettive di lavoro in calo da qualsiasi parte essi lavorino. L'evasione fiscale non è nelle loro intenzioni. L'implicita accusa che essi si trovino fuori per imbrogliare il governo è un insulto che non potranno mai perdonare nè dimenticare.

Il sociologo Arnold Alamon spiega più in dettaglio la pubblica reazione negativa:

You see, dear government, these boxes mean more than the uncollected revenue that should go into public coffers which you will also steal anyway. These are the private symbols of the hardships and sacrifices of dignified Filipinos who would rather work abroad than wait for things to turn around here under one bungling administration after another. The backlash is searing and fiercely emotional and it places into serious question the already little trust people have for government.

Vedi, caro governo, queste scatole significano di più del gettito mancato che dovrebbe andare nella riserva pubblica e che rubereste comunque. Esse sono i simboli privati delle avversità e dei sacrifici di filippini dignitosi che preferiscono lavorare all'estero piuttosto che aspettare che qui le cose cambino, con un'amministrazione incompetente dopo l'altra. La reazione negativa è feroce e fiera e pone in seria questione la già poca fiducia che le persone nutrono verso il governo.

Una petizione online contro la direttiva doganale ha raggiunto oltre 87.000 firme in meno di una settimana. Gli attivisti per gli emigranti hanno organizzato proteste contro l'ufficio. Hanno anche richiesto un “Giorno senza spedizioni” il 28 agosto. I legislatori progressisti hanno nel frattempo presentato una risoluzione per indagare sull'Ufficio della Dogana riguardo la questione delle scatole balikbayan.

Qui sotto ci sono alcuni tweet e meme presenti su internet che hanno supportato la campagna contro questa recente mossa politica.

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“Noi non contrabbandiamo. Noi lottiamo. -OFWs (filippini emigrati)”

caro ufficio della dogana, i filippini emigrati patiscono sangue, sudore, fatica e malattia prima di preparare una #balikbayanbox. Non immischiatevi in ciò che non vi riguarda!

Vi piacerebbe fare soldi anche sulle scatole Balikbayan dei filippini emigrati? Che insensibili!! @CustomsPH #BureauOfCustoms

La dogana tasserà sempre più i pasalubongs dei filippini dall'estero — come lo shampoo e i cioccolatini — mentre permette l'ingresso di rifiuti tossici.

Nel tweet qui sopra, pasalubong significa regali. Il tweet si riferisce alla questione dell’immondizia canadese, quando fu concesso che grandi quantità di rifiuti dal Canada entrassero nei porti filippini .

Caro Ufficio della Dogana, le scatole Balikbayan sono innocenti fino a prova contraria!

Dato che la pubblica indignazione ha raggiunto il colmo, il Presidente Aquino, che precedentemente aveva sollecitato il pubblico semplicemente a lasciar fare ai doganieri il loro lavoro, ha revocato la politica delle ispezioni casuali. Ha anche stabilito che l'Ufficio debba assicurare la presenza di rappresentanti degli interessati qualora un scatola balikbayan necessiti di essere ispezionata dai funzionari della dogana.

Gli attivisti lo vedono come una vittoria iniziale. Ma la lotta per i diritti dei lavoratori emigrati continua.

Julius Rocas ha contribuito alla redazione di questo articolo.

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