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Aiuto! Non riesco a comunicare con mio nonno, che parla mandarino

Yowei Shaw and her grandpa Credit: Chris Shaw. Used with PRI's permission

Yowei Shaw e suo nonno Foto di: Chris Shaw. Utilizzo concesso da PRI

Questo articolo e il servizio radiofonicoa cura della produttrice Yowei Shaw [en, come tutti i link seguenti] per The World in Words, è inizialmente apparso su PRI.org il 30 settembre 2015, ed è stato ripubblicato qui come parte di un accordo per la condivisione dei contenuti.

Recentemente ho avuto un problema, la radio mi ha aiutato a risolverlo.

Ho realizzato che in tutti gli anni trascorsi con il mio amato nonno, YeYe — lui mi accompagnava alle lezioni di tennis, mi insegnava a fare i ravioli e dopo la scuola mi portava a mangiare al McDonalds (sceglieva sempre il Bic Mac con la Coca Cola, ed io il menu con il panino al pollo ad un dollaro) — non abbiamo mai avuto una vera conversazione.

YeYe è originario di Taiwan e parla solamente il cinese mandarino. Anche i miei genitori sono originari di Taiwan, ma io sono nata e cresciuta negli Stati Uniti. Sebbene capisca un po’ di cinese, parlo praticamente solo inglese. Dire che le nostre conversazioni sono semplici sarebbe un eufemismo. Si tratta fondamentalmente di una ripetizione di: ciao, come stai, hai fame?

Non so perché mi ci è voluto così tanto tempo per realizzare tutto questo, ma alla fine ho deciso di provare ad avere la mia prima conversazione approfondita con YeYe, e di farne anche una storia radiofonica. E in questo processo, sono arrivata alla conclusione che la radio sia un ottimo mezzo per aiutare a risolvere i problemi.

Yowei Shaw and her grandparents. Credit: Emily Yao. Used with PRI's permission

Yowei Shaw insieme ai suoi nonni. Foto di: Emily Yao. Utilizzo concesso da PRI

Va bene, so che può sembrare strano provare a risolvere un problema personale facendone un storia per la radio, ma mi è stato molto d'aiuto. Per prima cosa, mi ha costretto ad affrontare il problema e a non farmi perdere altro tempo. Inoltre mi ha aiutata ad ideare un piano d'attacco. Per esempio, poiché si trattava di una storia, l'inviato che c'è in me voleva indagare, quindi ho parlato con altri figli di immigrati, stranieri, vecchi e nuovi amici, colleghi e esperti. Non lo sapevo quando ho iniziato, ma alla fine non mi sono trovata da sola. Infatti, le ricerche dimostrano che i bambini di terza generazione non parlano più la lingua d'origine della loro famiglia di immigrati. Questo vuol dire che questo problema di comunicazione intergenerazionale è drammaticamente in espansione nelle vite delle famiglie di immigrati in tutti gli Stati Uniti.

Credit: Emily Yao. Used with PRI's permission

Foto di: Emily Yao. Utilizzo concesso da PRI

La storia mi ha anche aiutata ad affrontare i miei sensi di colpa e di vergogna. Perché non ho provato prima ad imparare il cinese quando ero piccola e andavo a scuola? Perché ho realizzato solo ora che mio nonno ed io avevamo problemi di comunicazione? Mi sento ancora una stupida, ma, in fin dei conti, mi sono data da fare. So che ho capito qualcosa di più di questo mistero.

Non voglio che quello che mi è successo durante la mia ricerca vada perduto — dovreste ascoltare la storia — ma voglio dirvi che ho dovuto alimentare la mia creatività per trovare una soluzione per abbattere la nostra barriera linguistica. Come per esempio chiedere ai miei genitori di tradurre e usare altre risorse per comunicare, anche con gli altri miei nonni…

Credit: Emily Yao. Used with PRI's permission

Foto di: Emily Yao. Utilizzo concesso da PRI

Ho anche le registrazioni audio di queste preziose conversazioni — registrazioni della mia famiglia che conserverò. Probabilmente mi chiederò, perché non ne ho raccolte di più? In fin dei conti, anche se non sei un produttore radiofonico e anche se non parli la stessa lingue dei tuoi nonni, puoi (e dovresti!) registrare delle interviste con i tuoi cari — le persone nella tua vita non parlano abbastanza o spesso. Li avete mai registrati?

E’ davvero facilissimo scaricare un'applicazione gratuita per smartphone e fare delle buone registrazioni (a me piace PCM Recorder), e si possono archiviare su tre diversi dispositivi. Potete usare queste “interviste” come scusa per chiedere qualsiasi cosa, dare consigli e mettere insieme le storie migliori e quelle che mai sentite prima. Fidatevi di me — probabilmente lo farete quando ormai sarà troppo tardi.

Alex Lewis ha composto la musica di questo podcast. La trasmissione è stata registrata da Kyle Pulley presso The Headroom a Philadelphia. Qui si possono vedere altri lavori di Emily Yao.

Seguite le storie di World in Words su Facebook oppure abbonatevu al podcast su iTunes.

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