chiudi

Aiuta Global Voices, fai una donazione!

La nostra comunità di volontari in tutto il mondo lavora per raccontare le storie di cui i media non parlano—ma non possiamo farlo senza il tuo aiuto. Sostienici con una donazione a Global Voices!

Fai una donazione

See all those languages up there? We translate Global Voices stories to make the world's citizen media available to everyone.

Learn more about Lingua Translation  »

Maltrattata in carcere, l'attivista e artista Atena Farghadani protesta con lo sciopero della fame

La vignettista e attivista Atena Farghadani protesta contro gli abusi verbali subiti in carcere con lo sciopero della fame. Foto di ICHRI. Photo from ICHRI.

La vignettista e attivista Atena Farghadani protesta contro gli abusi verbali subiti in carcere con lo sciopero della fame. Foto di ICHRI.

Questo articolo è apparso per la prima volta su iranhumanrights.org [en, come gli altri link, salvo diversa indicazione] ed è stato pubblicato su questo sito in collaborazione con l'International Campaign for Human Rights in Iran.

In carcere dal 10 gennaio 2015, l'artista e attivista per i diritti civili Atena Farghadani è in sciopero della fame da tutto il mese di settembre per protesta contro i continui abusi verbali da parte del personale della prigione di Evin. Sua madre, Eshrat Ardestani, ha dichiarato all'International Campaign for Human Rights in Iran (ICHRI) che la figlia ha dovuto essere soccorsa con urgenza per un drastico calo della pressione sanguigna durante la protesta.

“Atena aveva un aspetto orribile quando l'abbiamo vista il 13 settembre 2015. Camminava a malapena e non riusciva a stare in piedi. Poi abbiamo saputo che era anche in sciopero della sete da tre giorni. Il quarto giorno la pressione era così bassa che hanno dovuto portarla in ambulatorio su [una barella improvvisata con] un lenzuolo”, racconta Eshrat Ardestani.

Quando le chiedono perché Atena abbia rifiutato acqua e cibo, la madre spiega che il personale del carcere continuava a maltrattarla verbalmente, insinuando che avesse avuto rapporti sessuali con il suo legale, Mohammad Moghimi.

Moghimi era stato arrestato per quattro giorni il 13 giugno 2015 dopo una stretta di mano con Atena Farghadani in occasione di una visita in carcere, con l’accusa di “rapporti illegittimi non adulteri”.

“In carcere hanno macchiato la reputazione di mia figlia. Calpestano la sua dignità con le loro [ripugnanti] parole. Atena sta subendo questi abusi e maltrattamenti da più di un anno”, ha aggiunto la madre Eshrat.

Atena Farghadani, vincitrice del 2015 Courage in Cartooning Award del Cartoonists Rights Network International (CRNI), è stata condannata il 1° giugno 2015 a 12 anni e nove mesi di reclusione per aver disegnato una vignetta raffigurante i parlamentari iraniani con sembianze animali e averla postata sulla sua pagina di Facebook.

La ragazza è stata accusata di “associazione e collusione contro la sicurezza nazionale”, “propaganda contro lo Stato” e “oltraggio” alla Guida Suprema, al Presidente, ai membri del Parlamento e ai Guardiani della Rivoluzione che l'hanno interrogata. Il suo caso è stato rinviato alla Sezione 54 della Corte d'Appello.

Nel corso della reclusione, Atena Farghadani ha presentato anche segni di una malattia linfatica.

“In carcere Atena ha perso tutto, era una giovane studentessa modello. Non ha altro da perdere. Tutta questa tortura psicologica nei confronti di una giovane ragazza detenuta non è necessaria. Perché devono renderle la vita difficile anche in carcere?”, si chiede la madre.

Di seguito alcuni articoli per approfondire il caso di Atena:

avvia la conversazione

login autori login »

linee-guida

  • tutti i commenti sono moderati. non inserire lo stesso commento più di una volta, altrimenti verrà interpretato come spam.
  • ricordiamoci di rispettare gli altri. commenti contenenti termini violenti, osceni o razzisti, o attacchi personali non verranno approvati.