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La Lego non gradisce l'uso dei suoi mattoncini nelle opere di Ai Weiwei

Ai Wei Wei Twitter Wallpaper - Royal Academy Exhibition 2015

Sfondo di Twitter di Ai Weiwei proveniente dall'Esposizione dell'Accademia Reale del 2015. Foto di Kevin Rennie.

L'artista dissidente cinese Ai Weiwei [it] è di nuovo al centro di una controversia [en, come tutti i link seguenti, salvo diversa indicazione] — la grande azienda di giocattoli Lego si è rifiutata di confermare un ordine della Galleria Nazionale di Vittoria per una sua esposizione a Melbourne, Australia.

Weiwei ha fatto una descrizione dei suoi rapporti commerciali con la Lego sul suo account Instagram. Ha sottolineato che un mese fa l'azienda ha respinto la sua richiesta di un ordine all'ingrosso. Il gruppo separato della stessa azienda che possiede le attrazioni di Legoland ha firmato un accordo per aprire un parco dedicato a Shanghai.

Beckett Mufson ha ripreso la storia dal blog di arte e tecnologia The Creators Project:

The public reaction was overwhelming and supportive of the artist, with many fans offering Weiwei their own (often sizable) Lego collections to use instead. Yesterday, Weiwei announced that he'd take them up on their offers with soon-to-be-announced Lego collection points, and that their bricks would be used in an artwork designed “to defend freedom of speech and ‘political art.'”

La reazione del pubblico è stata travolgente e di supporto all'artista, molti fan hanno offerto a Weiwei le loro collezioni di Lego (spesso consistenti) perché egli possa utilizzarle. Ieri, Weiwei ha annunciato che accetterà le loro offerte e questi mattoncini saranno utilizzati per un'opera pensata per “difendere la libertà di parola e ‘l'arte politica.'”

Sarah Joseph, direttrice del Centro Castan per la Legge dei Diritti Umani di Melbourne, ha aiutato a diffondere la notizia su Twitter:

La decisione di rifiutare l'ordine di Ai Weiwei della Lego è stata veramente una scelta da vigliacchi. Come pensano di poter giudicare il modo in cui le persone utilizzano il loro prodotto? Sono davvero delusa.

Indipendentemente dalle accuse di censura, anche i media ufficiali cinesi hanno commentato l'accaduto. Il giornale statale Global Times in un articolo ha affermato che la decisione della Lego è stata una semplice mossa di capitalismo occidentale (Traduzione inglese presa da What's On Weibo, un sito che riporta le conversazioni degli utenti avvenute sul popolare social cinese Weibo) [zh]:

这是个很有意思的摩擦:艾未未采购积木搞政治作品,他这样做受到西方一些支持者的鼓励。而乐高公司同样以西方跨国公司通行的原则拒绝被艾的政治标签牵连,它希望在商言商,极力避免卷入它无力影响的政治纠纷。

Questo è un conflitto interessante. Ai Weiwei ha utilizzato la Lego per il suo lavoro politicizzato, e facendo ciò, i suoi sostenitori occidentali hanno fatto il tifo per lui. Ma il gruppo Lego, seguendo il principio generale delle multinazionali occidentali, si è rifiutato di essere legato in alcun modo al lavoro politicizzato di Ai. Vogliono mantenere salda la loro attività commerciale ed evitare qualsiasi coinvolgimento in discussioni politiche.

What's On Weibo ha riportato le reazioni apparse sui social media cinesi, risposte che spaziano dallo stupore per la discussione sul dissidente ancora aperta, all'irritazione per la doppia posizione dell'occidente sulla questione dei diritti umani fino al sostegno per la Lego.

Weiwei ha risposto nel suo consueto stile, tramite immagine con messaggio su Instagram:

"Everything is awesome "

A photo posted by Ai Weiwei (@aiww) on

“Tutto è meraviglioso” [riferimento alla canzone omonima, colonna sonora del film Lego Movie n.d.E]

Su Twitter, ci sono state le inevitabili risposte degli utenti rivolte al marchio commerciale Lego:

Non ci saranno Lego nella mia lista dei regali di Natale-compleanno. Il loro mancato sostegno ad Ai Weiwei mi ha molto deluso.

La Lego ha vilmente approvato Legoland a Shanghai, ma rifiuta di vendere mattoncini all'ingrosso dell'artista politico Ai Weiwei.

La Lego continua a difendere le proprie azioni:

In an email to The Guardian, Lego spokesperson Roar Rude Trangbæk, said: “Any individual person can naturally purchase or get access to Lego bricks in other ways to create their Lego projects if they desire to do so, but as a company, we choose to refrain from engaging in these activities – through for example bulk purchase.”

It also denied insinuations from Ai that Lego’s decision was coloured by a desire to protect its business in China, stating that its Legoland parks were sold to UK-based Merlin Entertainment a decade ago.

In una email inviata al The Guardian, Roar Rude Trangbæk, portavoce della Lego ha scritto: “Ogni persona, se lo vuole, può semplicemente comprare o avere accesso ai mattoncini Lego in diverse modalità, per creare i propri lavori Lego. Ma in quanto azienda, abbiamo deciso di astenerci dal coinvolgimento in queste attività — come per esempio l'acquisto all'ingrosso.”

Riguardo ogni insinuazione fatta da Ai, il quale ritiene che la decisione dell'azienda sia stata presa per proteggere le proprie attività commerciali in Cina, la Lego ha negato affermando che i parchi Legoland sono stati venduti alla Merlin Entertainment, che ha sede nel Regno Unito, dieci anni fa.

Finora non vi è stato alcun commento della Lego sul proprio sito web o account Twitter.

Nel frattempo, Weiwei sta ricevendo i mattoncini Lego da molte persone:

Incassa questa, Lego. Ai Weiwei è stato inondato dalle donazioni di Lego dopo che il noto produttore di giocattoli si è rifiutato di spedire i mattoncini per motivi politici.

Weiwei ha annunciato che la Galleria Nazionale di Vittoria ha deciso di diventare il primo centro di raccolta in Australia per le donazioni di mattoncini Lego e molti altri centri saranno allestiti nelle principali città in tutto il mondo:

La Galleria Nazionale di Vittoria ha deciso di diventare il primo centro di raccolta in Australia per le donazioni di mattoncini Lego. Le consegne saranno raccolte in un automobole BMW collocata nel giardino delle sculture della galleria. Le donazioni potranno anche essere inviate direttamente al museo via posta all'indirizzo 180 St Kilda Road, Melbourne VIC 3004.

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