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Le difficoltà di adattamento al cambiamento climatico in Benin

Ouando Market, in Porto-Novo, Benin via Babylas CC-BY-SA 30

Ouando Market, Porto-Novo, Benin. (Foto concessa da Babylas CC-BY-SA 30)

Prima dei colloqui sui cambiamenti climatici recentemente conclusi a Parigi, conosciuti come COP21, si è tenuta in Benin una diversa conferenza sulle preoccupazioni ambientali. Il 2 dicembre, gli esperti si sono riuniti nella più grande città del paese, Cotonou, per discutere dello sviluppo [fr] a fronte del cambiamento climatico, in un evento organizzato dall'Agenzia Francese per lo Sviluppo.

Pochi giorni prima, il 29 novembre, nella stessa città, la gente si è radunata per la Marche béninoise pour le Climat [fr] (La Marcia Beninese per il Clima), organizzata da gruppi di difesa dell'ambiente, dall'ONG civica globale Avaaz e dal Consolato del Belgio in Benin.

Le sfide ambientali sono presenti come sempre anche in questo paese africano immerso nel golfo di Guinea, considerato un paese non inquinante [en, come i link seguenti] in base agli standard della COP21, secondo Raphaël Edou, ex ministro dei cambiamenti climatici del Benin e attuale consigliere speciale per l'ambiente, che ha partecipato alla conferenza di Cotonou. Sebbene il Benin abbia emesso bassi livelli di CO2 nell'ultimo decennio, le sue emissioni hanno continuato ad aumentare negli ultimi anni, secondo gli Indicatori di sviluppo mondiale, e il Paese sta subendo gli effetti del cambiamento climatico.

Ma adattarsi a un nuovo ambiente e fare sforzi per prevenire ulteriori cambiamenti, a volte è più facile a dirsi che a farsi.

Il cambiamento climatico può davvero rappresentare un'opportunità di sviluppo?

Il tema della conferenza di Cotonou, tenutasi presso l'Istituto francese di ricerca, è stato: “Il cambiamento climatico può davvero rappresentare un'opportunità di sviluppo? E a beneficio di chi?”

I colloqui vertevano sulla capacità dell'umanità di adattarsi alla nuova realtà del cambiamento climatico e di trarne vantaggio. In Benin, questo adattamento – altri lo definirebbero un vincolo – si vede nei tentativi di alcuni beninesi di rendere produttivo il suolo deteriorato utilizzando pesticidi. In realtà il Benin non è in grado di soddisfare da solo la sua domanda alimentare, come dimostrano i dati raccolti dalla FAO. Gli agricoltori preferiscono usare i pesticidi per massimizzare la loro produzione, nonostante i dilemmi esistenti a livello ambientale e di salute pubblica. Questo massiccio uso di pesticidi si verifica nonostante la mobilitazione delle ONG agroecologiche per aumentare la consapevolezza dei rischi del suo utilizzo.

Conference on Climate Change in Cotonou, Benin - via the author with her permission

Conferenza sul cambiamento climatico a Cotonou, Benin. (Foto di Chiara Ronca, pubblicata con consenso.)

Durante la conferenza, Raphaël Edou ha sostenuto che uno dei maggiori problemi in Benin riguarda l'attuazione di strategie e progetti ambientali validi. Tuttavia, non ha spiegato quale sarebbe il coinvolgimento degli attori politici e delle varie istituzioni nella realizzazione di tali strategie, e chi dovrebbe assumere la guida: i governi, il settore privato o la società civile.

Come si può far sì che il popolo beninese presti attenzione all'inquinamento individuale se la sua priorità è cercare di uscire dalla povertà? Questa era la domanda posta dalla rappresentante dell'Unicef in Benin, Anne Vincent.

Il Benin è uno dei Paesi più poveri del mondo: nel 2013 le Nazioni Unite hanno classificato il Benin al 165° posto su 187 nell’Indice di sviluppo umano. Questo rende molto difficile un cambiamento nel comportamento delle persone. L'ONG Pro-environnement in Benin è un esempio di organizzazione che incoraggia la consapevolezza e la difesa a favore dell'ambiente.

Le conseguenze del cambiamento climatico nel Benin

Il Benin, che si estende dall'Oceano Atlantico fino al parco Pendjari e confina a nord con il Burkina Faso, affronta diverse sfide climatiche. Tempeste sempre più frequenti e violente hanno aumentato la quantità totale di precipitazioni annuali. Intensi acquazzoni che si protraggono per ore inondano le strade nella maggior parte delle aree urbane. Nei villaggi la situazione peggiora: durante la stagione delle piogge, la produzione agricola si riduce – le piogge intense spesso rovinano i raccolti – mentre le linee di comunicazione sono interrotte e la gente ha difficoltà a raggiungere i mercati per vendere i propri prodotti.

Benin 1

Immondizia in Benin. Foto di Chiara Ronca. Usata con permesso.

Oltre alla frequenza delle condizioni meteorologiche estreme, molti esperti – tra cui Yves Du Penhoat, ricercatore dell'Istituto francese di ricerca per lo sviluppo, che ha partecipato alla Conferenza di Cotonou – riferiscono che il livello del mare è aumentato costantemente negli ultimi anni. Per un Paese le cui città più importanti, Porto Novo e Cotonou, sono situate vicino alla laguna o sulla costa, il potenziale di scenari catastrofici non può essere ignorato.

Inoltre, nel paese la spazzatura sta crescendo. Proprio quando pensi di esserti abituato, i tuoi occhi non possono fare a meno di rimanere impressionati dalla grande quantità di sacchetti di plastica lasciati ovunque, anche lungo le più belle coste del mare e, in particolare, sulla meravigliosa e panoramica Route de Pêche (Strada della pesca).

‘Pensa globalmente, agisci localmente

Il Benin ha inviato una delegazione di 100 persone per partecipare al cambiamento del COP21 a Parigi. “Pensare globalmente, agire localmente” era il loro messaggio principale. Essi sostengono che la società civile da sola non può agire localmente senza il coinvolgimento di tutti gli attori nazionali, in particolare delle istituzioni politiche.

Se le condizioni di vita delle persone miglioreranno, sarà più facile affrontare gli imminenti problemi ambientali e sanitari. Si tratta di un processo molto lungo che richiede qualcosa di più di buone intenzioni e slogan: ciò di cui c'è bisogno è l'impegno politico a lungo termine.

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