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Rouhani a Roma: Lo scandalo delle #statuecoperte dei Musei Capitolini

Appena dopo la firma dell'Accordo sul Nucleare, avvenuta il 14 luglio 2015 a Vienna, tra l’Iran e i paesi del cosiddetto gruppo “5+1″, che mette fine all'embargo contro la Repubblica Islamica, le visite di industriali e rappresentanti politici occidentali in cerca di contratti [it, come tutti i link seguenti] si sono succedute a Teheran.

Ora tocca al Presidente iraniano Hassan Rouhani visitare i paesi europei, accompagnato da 6 ministri e 120 imprenditori di vari settori economici. Ha concluso la sua prima tappa a Roma, con una raffica di contratti per un valore di oltre 17 miliardi di Euro in tutti i settori.

Questa visita ufficiale nella Capitale vorrebbe rinsaldare i rapporti tra Italia e Iran, dopo la fine delle sanzioni. Per una forma di “rispetto”, sinceramente non molto condivisibile, in Campidoglio diverse statue di nudi ospitate nei Musei Capitolini sono state coperte con pannelli bianchi, “per non offendere la sensibilità del presidente iraniano” come spiega l'Ansa. Una scelta che manca di rispetto verso la nostra cultura, di cui dovremmo essere davvero orgogliosi come italiani.

Prima e dopo. Foto via femaleworld.it

Prima e dopo. Foto via femaleworld.it

Il fatto è stato giudicato da subito come bizzarro, anche se non sono mancate le ragioni addotte per tale gesto:

La copertura sarebbe stata decisa come forma di rispetto alla cultura e sensibilità iraniana. Tanto che durante le cerimonie istituzionali non è stato servito nemmeno il vino. E’ infatti la prima in Europa all’indomani del rientro di Teheran nel consesso della comunità internazionale e da protagonista in molti dossier, grazie all’accordo sul nucleare che lo stesso Rouhani giudica “un miracolo politico”. Una visita sulla quale però non mancano le polemiche per l’accoglienza riservata al capo di uno Stato nei primi posti della lista nera dei diritti umani. “Anche nei settori su cui sono più marcate le nostre distanze, come sui diritti umani, abbiamo dimostrato di saper dialogare e discutere”, assicura il premier Matteo Renzi. Il direttore generale di Amnesty International Italia, Gianni Rufini, aveva invitato Renzi a sollevare le preoccupazioni in merito, in particolare sull’uso massiccio della pena capitale in Iran, citando le mille condanne a morte eseguite solo nel 2015.

L'utente Giuliano Pascali su Facebook si indigna e pubblica un’ immagine a tema:

http://www.flyy.it/amore.jpg

Amore e Psiche con tricolore italiano—immagine concessa da Giovanni Pascali via Facebook

Animi liberi! pubblichiamo tutti le statue bisfrattate: “Amore e Psiche” dipinti coi colori della bandiera italiana, “casualmente” gli stessi dell'iran. Contro questi psicotici, Vinca l'Amore !

Nonostante le polemiche per le statue coperte, l'Incontro è stato positivo anche per gli accordi nel settore culturale tra i due paesi:

Rouhani e Mattarella si sono trovati d'accordo sulla necessità di rafforzare velocemente la cooperazione culturale e quella universitaria tra i due Paesi. A conferma del grande interesse dell'Iran per l'Italia si ricorda che la fiera del libro di Teheran del 2017 sarà dedicata proprio all'Italia.

Ma rimane la questioni dei diritti umani in Iran. Anche il celebre scrittore Roberto Saviano su Facebook si scaglia contro la narrativa utilizzata dai politici italiani per introdurre Rouhani, troppo semplicistica e che non si è focalizzata sulla questione democratica in Iran, troppo spesso ignorata:

La persona che vedete in questa foto, accanto al Primo Ministro Matteo Renzi, è Hassan Rouhani, Presidente della Repubblica Islamica Iraniana. Durante gli incontri di ieri con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e con il Primo Ministro Matteo Renzi, non c’è stato alcun accenno alla mancanza di democrazia che vige in Iran e Rouhani è stato presentato come un presidente moderato e riformista, mentre ogni giorno in Iran vengono condannate a morte tre persone.

Renzi dopo l'incontro ha dichiarato: “Anche nei settori su cui sono più marcate le nostre distanze, come sui diritti umani, abbiamo dimostrato di saper dialogare e discutere”.

Eppure non si è discusso affatto delle esecuzioni capitali, delle impiccagioni, delle torture, di discriminazione della donna, delle persecuzioni di omosessuali e giornalisti. Non è accettabile che i vertici del nostro Paese parlino con superficialità di “distanza” sui diritti umani: bene il dialogo, anzi necessario, ma senza censure, senta timore di urtare suscettibilità di un capo di stato che utilizza come arma principale la paura.”

Moltissimi utenti su Twitter hanno commentato l'accaduto molto indignati ed offesi, facendo balzare l'hashtag #statuecoperte tra i TT di Twitter:

Appena sette mesi fa a Torino, erano stati oscurati i manifesti di una mostra della pittrice Tamara de Lempicka, perché l'esposizione era troppo vicina al luogo dove viene conservata la Sacra Sindone dove doveva recarsi il Papa.

La notizia delle statue coperte ha portato alla creazioni di moltissime meme e gif divertenti su Twitter, tipo questi:

Anche sulla stampa internazionale [en] si è rimarcata la pessima figura che ha fatto per l'ennesima volta il nostro “Bel Paese” tramite le parole di Sgarbi:

Vittorio Sgarbi, critico d'arte e personalità televisiva, ha detto: solamente delle “capre ignoranti” avrebbero deciso di nascondere le statue.

“Non penso che il Presidente Rouhani sarebbe rimasto sorpreso nel trovare delle statue di nudo a Roma”

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