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Una piattaforma per sviluppare le idee degli imprenditori rifugiati in Europa

Kos, Greece: More refugees arrive every day to the Greek island of Kos where they await to the access to Europe. Photograph by Jose_Hinojosa. Copyright: Demotix

Kos, Grecia: Sempre più rifugiati arrivano ogni giorno sulle coste greche dell'isola di Kos dove aspettano per accedere in Europa. Foto di Jose_Hinojosa. Copyright: Demotix

Lo scorso anno, più di un milione di rifugiati e di migranti hanno raggiunto l’Europa via mare per poter sfuggire alla guerra e alla devastazione del proprio paese, nella speranza di vite migliori per sè e per le proprie famiglie.

L'Organizzazione Internazionale delle Migrazioni (IOM) dichiara [en, come tutti i link seguenti] che al 20 Dicembre 2015 il numero dei migranti è di 1,034,745. La maggioranza dei rifugiati arriva via mare in Grecia (839.561) e Italia (152.864) e le cinque nazionalità più diffuse sono siriani, afghani, iracheni, pakistani ed iraniani.

Un’organizzazione, con sede ad Amsterdam, Paesi Bassi, ha focalizzato la propria attenzione sui rifugiati imprenditori, con l’intenzione di poterli aiutare a rendere utile il proprio senso di business nel costruire una nuova vita per sé stessi e le proprie famiglie. Tarek Amr, portavoce della squadra che sta dietro a  Entrepreneurial Refugees, ci parla un po’ di più del progetto e di cosa ci si aspetta dalla sua realizzazione. Amr è anche un collaboratore di Global Voices.

GV: Di cosa si tratta e perché è stato creato questo progetto?

bidx: Come la maggior parte delle persone, noi di bidx abbiamo seguito le notizie sui rifugiati negli ultimi mesi, o come alcuni media preferiscono chiamare l’argomento “la crisi dei rifugiati”. Il nostro pensiero iniziale è stato: come possiamo aiutarli? Il pensiero successivo è stato: come possiamo abbattere il crescente malinteso secondo il quale i rifugiati rappresentano un peso per l’economia del nostro paese, quando in realtà possono contribuire a farla crescere?

Abbiamo deciso di costruire una piattaforma online per i rifugiati che vogliono iniziare una propria attività, per metterli in contatto con guide e investitori che possano di supportarli. Gli imprenditori rifugiati caricano le loro idee. I volontari, dalle proprie case, si connettono al portale come guide, per dare suggerimenti e aiutarli nell’iniziare il proprio business. Speriamo anche che idee promettenti possano raggiungere tramite il nostro portale gli investitori che vogliano finanziarli.

GV: Chi c’è dietro questa piattaforma e cosa sperate di realizzare?

bidx: il principale prodotto di bidx è il bidx portal, che è una piattaforma online che collega gli imprenditori alle guide e agli investitori, fornendo anche percorsi automatizzati per valutare business plan e collaborazioni tra i membri della piattaforma. Questo prodotto viene venduto a incubatrici, banche e scuole di business per gestire le loro comunità di start up. Di solito adattiamo ogni portale a seconda dei voleri e delle necessità dei nostri clienti. Questa volta abbiamo creato il portale sperando che possa essere d’aiuto agli imprenditori rifugiati.

GV: come funzionerà il sito?

bidx: Il sito offre ai membri la possibilità di presentare business plan, di cercarli, di dare dei feedback, di creare dei contatti e di comunicare. Il sito fornisce delle misure di base per valutare i vari business, per esempio quanto essi possano essere completi. Le guide e gli investitori possono valutare le varie idee, così che i progetti meritevoli possano essere trovati facilmente. Ci appoggiamo molto ai volontari, specialmente a coloro che danno suggerimenti agli imprenditori sottoforma di guide.

La nostra squadra ha iniziato moderando il sito. Il nostro obiettivo è quello di trovare degli sponsor, una volta che il numero degli imprenditori rifugiati sia sostanzioso.

GV: come intendete sensibilizzare l'opinione pubblica sul progetto?

bidx: Il nostro piano è quello di farci conoscere in due gruppi: i rifugiati e i volontari. Per quanto riguarda i rifugiati, una volta che finiremo di tradurre il sito in arabo, inizieremo a contattare i centri di accoglienza e cercheremo di distribuire dei volantini per spiegare la nostra idea. Per quanto riguarda i volontari, utilizzeremo i social media e i nostri amici nei grandi media per passare parola tra quelli che vogliono diventare dei volontari unendosi a noi, sia come guide che come investitori.

Questa pagina spiega come si può dare una mano nel progetto: https://entrepreneurialrefugees.bidx.net/get-involved/

GV: Questa piattaforma è disponibile anche ad altre nazioni che vogliono iniziare un progetto simile o è solo riservata ai Paesi Bassi?

bidx: è disponibile a tutti gli imprenditori rifugiat in Europa. La realtà della nostra squadra ci ha fatto focalizzare adesso sui Paesi Bassi, dato che è più facile farci conoscere prima localmente. Comunque, vogliamo offrire la maggior parte di supporto possibile a tutti i rifugiati in Europa.

Entrepreneurial Refugees homepage

La homepage di Entrepreneurial Refugees

GV: una piattaforma online è una valida opzione per i rifugiati?

bidx: Ci siamo posti la stessa domanda. Sappiamo che molti rifugiati hanno gli smartphone e che li usano per comunicare tra di loro su dove andare. Speriamo anche che i centri di accoglienza e i volontari possano aiutarli, dando loro accesso ai computer. In più stiamo attivamente cercando sponsor che possano aiutarci nel fornire ai rifugiati computer e connessioni internet.

Alla fine, speriamo che il nostro portale sia utile agli imprenditori rifugiati per avviare le proprie attività e migliorare il loro benessere

GV: Le leggi sull’asilo in Europa permettono ai rifugiati di avviare una propria impresa e di lavorare?

bidx: Questa è una domanda davvero valida e abbiamo fatto le nostre ricerche. Per prima cosa vorrei enfatizzare il fatto che vorremmo che il nostro portale includa tutti i rifugiati, a prescindere dal loro status. Nei Paesi Bassi, ai rifugiati non è permesso lavorare nei primi sei mesi della loro procedura da richiedenti asilo. Successivamente le cose cambiano a 180 gradi, una volta che vengono naturalizzati come cittadini.

Nei Paesi Bassi, ci sono già centinaia in questo ultimo step e speriamo che la nostra piattaforma li possa aiutare. Mentre per i primi, una possibilità a cui stiamo pensando è lo schema del visto per le start up nei Paesi Bassi. Come spiega il Servizio dell’immigrazione e naturalizzazione dei Paesi Bassi, i visti per le start up “permettono agli imprenditori ambiziosi di presentare domanda per il permesso di soggiorno temporaneo nei Paesi Bassi. Il permesso di soggiorno per gli imprenditori di start up li permette di avviare un’attività innovativa per un anno”. Bisogna ricordare che le start up devono essere guidate da un mediatore con esperienza nei Paesi Bassi.

Per quanto riguarda i paesi europei, è chiaro che stati differenti abbiano regole differenti. Ecco perché speriamo che le guide locali nel nostro portale lavorino con i rifugiati e che li facciano orientare attraverso le modalità per iniziare legalmente la propria impresa.

L’utilizzo dei servizi del portale, sia per i rifugiati che per i volontari che li guidano, è completamente gratuito.

 

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