chiudi

Aiuta Global Voices!

Per rimanere indipendente, libera e sostenibile, la nostra comunità ha bisogno dell'aiuto di amici e di lettori come te.

Fai una donazione

Finalmente ufficiale: il sindaco di Port of Spain si dimette per le sue dichiarazioni contro le vittime di violenza

A cross section of the crowd of protestors at the march on Port of Spain City Hall, February 12, 2016. Photo courtesy Janine Mendes-Franco.

Uno spaccato della folla di manifestanti alla City Hall di Port of Spain, 12 Febbraio 2016. Foto utilizzata per cortesia di Janine Mendes-Franco.

Raymond Tim Keee, sindaco di Port of Spain, ha ufficialmente rassegnato [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] le sue dimissioni a distanza di quattro giorni dall'annuncio ufficiale. Le cause sono da ritrovare nelle pubbliche proteste per i suoi commenti [it] inappropriati e insensibili a seguito della morte [it] di Asami Nagakiya, suonatrice di steel pan giapponese.

Le sue parole hanno colpevolizzato la vittima affermando che “le donne hanno la responsabilità di assicurarsi che nessuno abusi di loro durante la festività del Carnevale”, mettendo in guardia dalla “dissolutezza” e “volgarità” di alcune maschere femminili.

Alcune emittenti televisive sono state leggermente impulsive nell'affermare che Tim Kee si fosse dimesso già ad ora di pranzo, in quanto l'annuncio ufficiale non è arrivato fino alle 3 del pomeriggio (ora di Trinidad e Tobago) a seguito di un incontro con i membri del consiglio cittadino il 16 Febbraio.
Il sito di attualità, sport e satira Wired868, ha annunciato tramite Twitter le dimissioni del sindaco:

È confermato: Raymond Tim Kee ha ufficialmente rassegnato le sue dimissioni da sindaco durante un incontro del concilio di Port of Spain. Seguiranno ulteriori dettagli.

Deputy mayor Keron Valentine set to be appointed as new Port of Spain mayor, after Raymond Tim Kee finally resigns.

— Wired868 (@Wired868) February 16, 2016

Il vice sindaco Keron Valentine sarà candidato a nuovo sindaco di Port of Spain non appena Raymond Tim Kee rassegnerà le dimissioni.

Non appena le dimissioni del sindaco sono divenute ufficiali, membri dei social media hanno iniziato a postare la copia della lettera su Twitter:

Sui media hanno appena postato la lettera di dimissioni di Raymond Tim Kee @cnewslive.

Tuttavia Wired868 non ha risparmiato alcuni social media per aver fatto esattamente ciò per cui Tim Kee è stato aspramente criticato: saltare alle conclusioni prima di conoscere i fatti. Raccontando quanto appena successo, il blogger Mr. Live Wire ha sfacciatamente chiesto le dimissioni degli stessi media:

Interviewer Jessie-May Ventour: Mr Tim Kee, at the 12 o clock news we found out that you are still the mayor of Port of Spain, that you have not officially tendered your resignation. Is that still the case at this point in time?

Tim Kee: As we speak, yes… That is the case. But I can tell you before we put our lights on this evening that will no longer be the case.

Ventour: I just want to be absolutely clear. By this evening, you will no longer be mayor of Port Spain?

Tim Kee: Precisely.

The subsequent headline: “Tim Kee resigns” was immediately splashed across almost every media house in the country with many claiming that Tim Kee had already tendered his resignation.

Did he resign to Jessie-May? Is saying you are going to something the same as doing it?

Having recklessly misinterpreted Tim Kee’s non-resignation and misquoted the Port of Spain, Mr Live Wire thinks the local media should now do the honourable thing.

Intervistatore Jessie-May Ventour: Signor Tim Kee, alle ore 12 abbiamo scoperto che lei è ancora il sindaco di Port of Spain e che non ha ancora rassegnato ufficialmente le sue dimissioni. È ancora quello il piano?

Tim Kee: Direi di sì…è ancora quello. E per questa sera lo sarà senza dubbio.

Ventour: Giusto per essere chiari. Entro stasera lei non sarà più il sindaco di Port of Spain?

Tim Kee: Esattamente.

Successivamente il titolo: “Tim Kee si dimette” si è rapidamente diffuso tra i media nazionali sostenendo avesse già rassegnato le sue dimissioni.

Lo aveva fatto in favore di Jessie-May? Dire che stai per fare qualcosa equivale a farlo per davvero?

Avendo sconsideratamente frainteso le mancate dimissioni di Tim Kee e citato erroneamente Port of Spain, Mr Live Wire ritiene che i media locali dovrebbero fare qualcosa di onorevole.

Tuttavia resta il fatto che i trinidaniani si stavano preparando alla guerra. Nel lasso di tempo intercorso tra la volontà di Tim Kee di dimettersi e la notizia ufficiale, i manifestanti si erano già mobilitati per raggiungere City Hall per una seconda volta, se fosse stato necessario. Wired868 aveva sua volta mostrato scetticismo sulle tempistiche delle dimissioni del sindaco:

It was like playing hide and seek with a child who stands in clear view but closes his eyes.

Really?! You know we can see you, right Ray?

È stato come giocare a nascondino con un bambino che continua a farsi vedere ma chiude gli occhi.
Sul serio!? Sai che possiamo vederti, vero Ray?

Sia il Primo Ministro Keith Rowley che il Presidente del Movimento Nazionale Popolare Franklin Khan hanno fatto pressione su Tim Lee affinché rispettasse la parola data. La dichiarazione di Khan, come riportato dall'organizzazione CAISO | GSPOTTT | Trinidad e Tobago, che sostiene la causa LGBT nel paese, si è rivelata piuttosto decisa:

‘Because you know […] what we are realising is that there are what I call 21st Century issues that we […] can no longer take an antiquated approach to, to its management. You know, […] things like abortion, […] gay rights, […] gender bias, […] abuse to children, and so on. These things, these are very, very sensitive matters […] in the international community now. And our approach to it has to be a 21st Century approach. We have to be extremely more sensitive, and some of these old dogmatic doctrines of […] rural Trinidad and, and the Trinidadian society of the 50s and the 60s are no longer relevant in a modern world.’

“Perché sapete […] quello di cui ci stiamo rendendo conto è che ci sono quelle che io chiamo questioni del 21° secolo per le quali noi […] non possiamo più adottare un approccio antiquato, per la loro gestione. Sapete, […] cose come l'aborto, […] i diritti dei gay, […] i pregiudizi di genere, […] gli abusi minorili, e così via. Queste cose, queste sono questioni molto, molto sensibili […] nella comunità internazionale in questo momento. E il nostro approccio deve essere un approccio da 21° secolo. Dobbiamo essere estremamente più sensibili, e alcune di queste vecchie dottrine dogmatiche del […] Trinidad rurale e della società trinidaniana degli anni '50 e '60 non sono più rilevanti nel mondo moderno.”

L'organizzazione lo ha definito un evento “senza precedenti […] nella storia dei leader politici del Trinidad e Tobago”.
Wired868 ha avuto notizia della vicenda delle dimissioni grazie ad una fonte interna:

Even as Prime Minister Dr Keith Rowley and PNM chairman Franklin Khan called on Tim Kee to step down for his irresponsible comments after the death of Japanese pannist Asami Nagakiya; and although the Mayor was not universally admired within his burgess, Wired868 was informed that the central party would have been unable to move him. […]

Although Tim Kee promised to leave on Saturday, he was still gauging the support of his council up until Monday, as he mused over an about-turn. But Khan’s public statements were the final straw and he decided to step down.

Persino come Primo Ministro Keith Rowley e il Presidente PNM Franklin Khan chiesero a Tim Kee di scusarsi per i suoi commenti irresponsabili a seguito della morte della steel pan giapponese Asami Nagakiya; sebbene il sindaco non fosse pienamente amato, Wired868 era stato informato che il partito di centro non sarebbe stato in grado di rimuoverlo […]

Nonostante le sue promesse di dimettersi il sabato seguente, fino al lunedì Tim Kee stava ancora cercando l'appoggio del suo concilio. La dichiarazione di Khan gli ha dato però il colpo di grazia e così ha deciso di farsi da parte.

Nonostante le numerose critiche sollevate contro Tim Kee, il giornalista di Wired868 Raffique Shah ha affermato che l'ex sindaco può essere stato sciocco, ma non misogino:

He seemed to have suggested that Nagakiya might have invited her own demise through her conduct during Carnival, which was a very stupid insinuation that warranted condemnation, and, indeed, his resignation as Mayor. […]

I should add my own position before the fem-pack turns rabid on me: nothing that a woman says, does or wears or does not wear, justifies advances from any man […]

What the ex-Mayor was trying to get across, though, his abhorrence toward rampant lewdness on the streets and stages during the Carnival, with women being the prime offenders, is a very valid issue that needs to be discussed.

Sembra aver suggerito che Nagakiya, con il suo comportamento durante i festeggiamenti per il Carnevale, avrebbe provocato la sua stessa morte . Un'insinuazione piuttosto stupida che gli è valsa una forte condanna e le dimissioni da sindaco […]

Vorrei aggiungere qualcosa prima che le femministe mi si rivoltino contro: niente di ciò che le donne dicono, fanno o (non) indossano giustifica le attenzioni non gradite da parte degli uomini […]

La tematica che l'ex sindaco stava cercando di sollevare, ovvero l'orrore verso l'oscenità sfrenata per le strade durante il Carnevale che colpisce principalmente le donne, è molto valida e meriterebbe di essere approfondita.

Il Carnevale, tuttavia, resta un momento in cui le persone (donne incluse) si sono sempre sentite libere dalle aspettative della società, libere di poter diventare chiunque vogliano, di lasciarsi andare e di dare anche il peggio di sé. La tematica che i manifestanti hanno voluto sottolineare chiedendo le dimissioni del sindaco è che mai più le donne dovranno sentirsi colpevoli per delle violenze commesse contro di loro.

avvia la conversazione

login autori login »

linee-guida

  • tutti i commenti sono moderati. non inserire lo stesso commento più di una volta, altrimenti verrà interpretato come spam.
  • ricordiamoci di rispettare gli altri. commenti contenenti termini violenti, osceni o razzisti, o attacchi personali non verranno approvati.