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Proteste cittadine contro le “volgari” dichiarazioni del sindaco di Trinidad & Tobago

The bandstand at Woodford Square opposite the Port of Spain City Hall, where a crowd gathered in protest over Mayor Tim Kee's statements regarding the Carnival Tuesday death of a visiting steel pan player from Japan, Asami Nagakiya. All photos used in this post are courtesy the author.

Il palco della banda alla Woodford Square di fronte alla City Hall di Port of Spain, luogo dove la folla si è riunita in protesta contro il sindaco Tim Kee per le sue dichiarazioni a seguito della morte di Asami Nagakiya, steel pan giapponese, avvenuta il martedì grasso di Carnevale. Tutte le foto sono utilizzate per gentile concessione di Janine-Mendes-Franco.

Venerdì 12 febbraio 2015 i cittadini di Trinidad & Tobago si sono riuniti presso la Woodford Square [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] di fronte alla City Hall di Port of Spain per presentare una petizione nei confronti del sindaco Tim Kee. Le sue dichiarazioni a seguito della morte della steep pan giapponese Asami Nagakiya hanno infatti provocato l'ira di molti e fomentato il dibattito su una narrativa tipicamente caraibica che tende a incolpare le donne per gli atti di violenza perpetrati contro le stesse.

Il corpo di Nagakiya è stato ritrovato il mercoledì delle ceneri dietro un albero del Queen's Park Savannah, centro nevralgico degli eventi carnevaleschi.

A male protestor holds a placard at the demonstration.

A male protestor holds a placard at the demonstration.

Lo scopo della protesta, soprannominata “Non essere volgare, Tim Kee“, era di sensibilizzare gli uomini ad assumersi le proprie responsabilità per le azioni commesse, invece di colpevolizzarne le vittime. In una nazione così duramente colpita dalla piaga della violenza di genere, dove le donne spesso non si sentono al sicuro, le dimissioni del sindaco Tim Kee sono state richieste a gran voce proprio a causa dei suoi commenti inopportuni.

La petizione richiesta “da cittadini e residenti preoccupati per quanto successo” è stata presentata al sindaco, o meglio della sua segretaria in quanto Tim Kee “non era in ufficio”, e successivamente indirizzata al governo di Trinidad & Tobago. Si apre con le sincere condoglianze ai parenti della Nagakiya, per poi proseguire con la richiesta di rimozione di Tim Kee:

Clothing does not cause violence. Dark streets do not cause violence. Walking alone at night does not cause violence. We are disturbed that Mr. Tim Kee did not wait for conclusive evidence of the causes of the young woman's death to make a statement, nor did he offer any sincere condolences to her family. This is not acceptable practice for someone who holds such a position. […] We do not accept his apology, which further confused the issue by stating that there are some women who agree with him. […] He contributes to a culture of sexism and gender-based violence rather than taking any responsibility of the state and government to ensure the safety of all people.

Gli abiti non sono causa violenza. Le strade buie non sono causa di violenza. Camminare da sole di notte non è causa di violenza. Ci dispiace che Tim Kee non abbia atteso di conoscere per bene i fatti che hanno portato alla morte della giovane donna prima di pronunciare le sue dichiarazioni, e che non abbia nemmeno espresso le sue condoglianze alla famiglia della vittima […] Non è concepibile per qualcuno che ricopre un tale ruolo […] Non accettiamo le sue scuse che hanno complicato ulteriormente la situazione. Ha infatti sottolineato come alcune donne siano d'accordo con le sue dichiarazioni […] In questo modo continua a fomentare una cultura di sessismo e violenza di genere. Dovrebbe piuttosto assumersi le responsabilità di quanto ha detto e con il suo governo assicurare la sicurezza dei cittadini.

Il giorno seguente Tim Kee ha annunciato di voler rassegnare le sue dimissioni tra le grida dei manifestanti.

Many Trinidadians feel collective responsibility for the victim's death.

Molti Trinidadiani si sono scusati peer la morte della giovane donna.

‘Mio corpo, mia Mas’

Alcune delle donne che “simpatizzavano con lui” erano presenti alla manifestazione e hanno cercato di “disturbare” le discussioni sul tema del supporto alle vittime di violenza e della necessità di un'adeguata educazioni per i bambini (specialmente i maschietti) che si è svolta presso il palco della band. Una di loro ha insistito affermando che anche una donna di colore era stata uccisa e non era stata organizzata alcuna protesta.

Alcuni utenti dei social hanno fatto eco a questo sentimento. In un post di Facebook, Anna Hernandez sembra non aver colto il punto della protesta quando ha dichiarato:

I just want 2 say something is really wrong with our ppl in this country when there r so much rapes,innocent killings, robberies, child molestation , corrupt ppl in high places , inflation, human trafficking an the list goes on ….. No one comes out an protest these things , whyyyyyyyyyy . I think a lot of ppl don't think b4 they act . Come on citizens we need 2 stand up 4 our own ppl more ‪#‎selfsearch‬#countryfirst#

Vorrei solo dire che c'è qualcosa di profondamente sbagliato nelle persone del nostro paese. Ci sono troppi stupri, uccisioni di innocenti, rapine, molestie sessuali, corruzione ai piani alti, inflazione, traffico umano e la lista potrebbe continuare… Nessuno si alza e protesta contro tutto ciò, perchééé? Pare che le persone non pensino prima di agire. Avanti cittadini, c'è bisogno combattere per il nostro paese.

Juliet Davy (in red skirt) talks to the media in support of Mayor Tim Kee.

Juliet Davy (gonna rossa) parla con i media a favore del sindaco Tim Kee.

Juliet Davy, responsabile conformità della Port of Spain Corporation, presso la City Hall, era presente a supporto del sindaco e dichiarando che non avrebbe “mai lasciato uscire sua figlia vestita in quel modo” si è resa a sua volta complice della colpevolizzazione della giovane donna morta. Nagakiya, come molte altre maschere di martedì grasso, indossava un bikini adornato da perle e piume. Uno dei punti critici della protesta è stato proprio sottolineare che l'abbigliamento della vittima non ne decreta la responsabilità per quanto accaduto.

This demonstrator showed up in her Carnival costume to drive home the point that women never "ask for it".

La dimostrante mostra il suo costume di Carnevale per sottolineare che le donne “non cercano” la violenza.

Lo storico Angelo Bissessarsingh ha definito la problematica in questo modo:

WHAT PRECAUTIONS COULD THIS POOR CHILD HAVE TAKEN AGAINST HER POSSIBLE AGGRESSOR SHORT OF BEING ARMED WITH A POWERFUL NON-LETHAL WEAPON? Her only guilt in this matter is not that she was negligent or unmindful of her safety but that she loved this damn savage island and its people so much to have travelled halfway around the world to participate in our culture and music, only to die like a roadkill puppy and then suffer the indignity of the unbridled buffoonery of public figures.

QUALI PRECAUZIONI POTREBBE AVER MAI PRESO QUESTA POVERA CREATURA CONTRO IL SUO POSSIBILE AGGRESSORE A PARTE ESSERE ARMATA DI UN'ARMA NON LETALE? La sua unica colpa non è certo l'essere stata negligente o incurante per la sua stessa salute, ma l'aver amato questa maledetta isola selvaggia e il suo popolo così tanto da attraversare mezzo mondo pur di partecipare alla nostra cultura e musica, per poi morire come un animale e soffrire l'indignazione da parte di quei buffoni sfrenati dei nostri personaggi pubblici.

‘Davvero tutto questo finirà?’

Nonostante fossero presenti solo 200 persone alla manifestazione, la petizione online per le dimissioni di Tim Kee ha raccolto più di 10.000 firme. A tutto ciò si è aggiunta anche una protesta solidale davanti alla Trinidad & Tobago High Commission di Londra, in Inghilterra. Al Dou ha pubblicato su Facebook la seguente foto della protesta accompagnata da alcune righe di sdegno per le mancate dimissioni del sindaco:

[Prime Minister of Trinidad and Tobago] Dr Keith Rowley do you really think this is going away? Almost 8000 signatures in the petition already. Want to wait for more international media houses to pick up the story? Oil prices down. Think of what this will do to tourism and foreign investment.

[Primo Ministro di Trinidad & Tobago] Dr. Keith Rowley crede davvero che tutto questo finirà? La petizione ha già raccolto 8.000 firme. Volete aspettare che la storia venga trasmessa dalle testate internazionali? Il prezzo del petrolio sta scendendo. Pensi alle conseguenze che tutto ciò potrebbe avere sul turismo e sugli investimenti esteri.

One of the many demonstrators at the protest.

Foto di una manifestante durante la protesta.

Uno dei discorsi più intensi della protesta è stato pronunciato dal Ministro della Giustizia Christlyn Moore che ha ammesso di aver pensato due volte al costume da dover indossare per il Carnevale. Ha definito il sindaco Tim Kee un uomo “spaventoso” e ha sottolineato l'importanza di implementare al più presto una politica di genere nel paese. Se ne avessimo avuto una, ha continuato il Ministro, il sindaco non avrebbe avuto di che sorridere e non avrebbe chiesto ai suoi collaboratori cosa indossava la vittima quando ne è stato ritrovato il corpo.

Former Trinidad and Tobago Minister of Justice, Christlyn Moore, who spoke at the rally.

L'ex Ministro della Giustizia di Trinidad & Tobago Christlyn Moore mentre parla alla manifestazione.

‘Sono felice di vedere che le donne hanno iniziato a difendersi’

Per molti cittadini, il focus della protesta doveva essere posto sulla morte della giovane donna. La polizia ha avuto in custodia un solo uomo, accusato di aver strangolato la vittima. La autorità hanno fatto cadere qualsiasi accusa di violenza sessuale nei confronti della donna. Trisha Thompson ha affermato pubblicamente in un post Facebook:

I personally think people are missing the point. This young lady's death is the major priority.

Not a mayor who stupidly made statements in haste instead of remaining quiet, which turned into a conversational nightmare.

Think guys this is about Asami and her assailant. How can her fellow friends be allowed to leave Trinidad without intense interrogation. […]

So people who want to protest over careless remarks are just adding to my fury….Because, let us protest for solving her murder, let us protest because we lost a gracious ambassador to our culture. Let us protest because we want justice for Asami.

Sinceramente credo che le persone non stiano afferrando il nocciolo della questione. La morte di questa giovane donna è la priorità.

Non un sindaco che pronuncia stupide dichiarazioni che si trasformano poi in un incubo, invece di stare zitto.

Dovete riflettere su Asami e il suo assalitore. Com'è possibile che i suoi amici possano lasciare il Trinidad senza un approfondito interrogatorio […]

La gente che vuole protestare sui commenti imprudenti dei sindaco non fa altro che alimentare la mia furia… Dovremmo protestare affinché si risolva il suo caso, perché abbiamo perso un'ambasciatrice della nostra cultura. Dovremmo protestare e chiedere giustizia per Asami.

Cassandra Francisca Dewan si è dimostrata d'accordo seppur aggiungendo:

I agree emphasis should be placed on finding Asami's murder[er]. However, Tim Kee bought alive a real issue that has plagued Trinidad and Tobago for years. In our culture it okay for a man to abuse a woman! […] I’m glad to see that women are standing up for themselves and saying enough is enough.

Credo anche io che la cosa più importante dovrebbe essere trovare l'assassino di Asami. Tuttavia le dichiarazioni di Tim Kee hanno sollevato una tematica che affligge il Trinidad & Tobago da anni. Nella nostra cultura, succede spesso che uomini abusino delle donne […] e sono contenta di vedere che iniziano a difendersi e a non poterne più.

Sulla pagina Facebook dedicata alla protesta, lo studioso e attivista Gab Souldeya Hosein, presente alla marcia, si è dimostrato a favore di queste parole:

A man who doesn't get that murder is not a moment to lecture women about respectability is not a man who should be in office, governing women, governing the next Carnival, governing without an idea of state accountability for continued violence against women.

Un uomo che non capisce come un omicidio non sia un momento per fare la morale alle donne sulla loro eventuale responsabilità, non è degno di ricoprire cariche pubbliche, organizzare il prossimo Carnevale, governare un paese senza assumersi la responsabilità delle violenze che accadono contro le donne.

A cross section of the crowd at the protest.

Folla durante la protesta.

Joanne Gail Johnson, anche lei presente alla protesta, condivide lo stesso sentimento:

It is an issue of security, not a matter of punishment in asking for Mayor to stand down. Until or unless we have the right attitude in leadership positions, violence against women will never be addressed. Whether you want to play Mas [participate in Carnival] or not, wear bikinis or not, we all want to be safe. And safety will not magically spring forth from attitudes that are in themselves subtle forms of violence ; a kind of moralistic violence. Security, security, every where we turn is security , yet , have we NO safety here?

Si tratta di sicurezza, non di punire il sindaco chiedendone le dimissioni. Fino a quando non avremo persone degne di ricoprire certe posizioni, la violenza contro le donne non verrà fermata. Sia che si voglia indossare una Mas [partecipare al carnevale mascherati] oppure no, indossare un bikini oppure no, tutti noi vogliamo sentirci al sicuro. E la sicurezza non si crea dal nulla, non nasce da un atteggiamento che è a sua volta una forma di violenza, di violenza morale. Ovunque ci giriamo ci sono guardie di sicurezza, nonostante ciò non siamo al SICURO qui.

Men also made their voices heard at the march on City Hall.

Anche gli uomini si sono fatti avanti durante la protesta alla City Hall.

‘Ai ragazzi viene insegnato ad avere dei diritti sulle ragazze’

Tim Kee, da parte sua, si è dichiarato “sconvolto”, “sconcertato” e confuso dall'accaduto. Molti degli uomini presenti alla protesta hanno in merito opinioni diverse. Uno di loro, Nickolai Salcedo, ha condiviso la foto di un manifesto con scritto “La società insegna a Non essere stuprata invece di Non stuprare” e ha ulteriormente spiegato, in risposta ad un commento:

On a social level, boys are taught entitlement to girls.

Da un punto di vista sociale, ai ragazzi viene insegnato ad avere dei diritti sulle ragazze.

Female protestors were claiming their space as citizens of the country.

Durante la protesta le donne reclamano il loro spazio come cittadine del paese.

Una moltitudine di utenti, sia uomini che donne, hanno fatto eco a questo sentimento. Denny Ablack ha accusato Tim Kee di “far propaganda alla politica dello stupro” e il blogger Amilcar Sanatan ha scritto testi potenti sul sessismo.

What pains me is that the reality of violence against women is real. In a rape culture, victim blaming appears to be logical.

Ciò che mi fa male è constatare come la violenza contro le donne sia una realtà. In una cultura dello stupro, colpevolizzare le vittime appare logico.

Sul blog Square Peg (Round Hole) è stato pubblicato il seguente testo:

It’s incredible that a country that could nurture such a festival of such freedom could also harbour such antiquated, sexist and downright dangerous views at the same time, but here we are. […] We teach our daughters to be modest and blame them for what men choose to do to them, while sending the message that our sons are wild animals who are unable to control themselves.

Ritengo assurdo che un paese promotore di un festival di tale libertà  riesca allo stesso tempo ad essere così antiquato, sessista e poco attento ai diritti umani, ma è così […] Insegniamo alle nostre ragazze a essere modeste e le rimproveriamo per ciò che gli uomini decidono di fare loro. D'altro canto, trasmettiamo il messaggio che i nostri ragazzi non sono altro che animali incapaci di controllarsi.

The message of the protest: Do not victim-blame.

Il messaggio della protesta: “Basta colpevolizzare le vittime”.

Un blogger, in una lettera aperta a Tim Kee, ha istruito il sindaco sull'origine del Carnevale sottolineando che “indossare una maschera non equivale a un invito”:

The spirit of Carnival is about citizens being in full ownership of their bodies. […] The body as temple and the body as riot. The body as joy and the body as protest. The body as receptacle for, and inner pillar of, ideas greater than ourselves […] The body as soapbox, as vessel for ecstasy and pride and praise […] The body as politics […] as history, and as challenge to history […] For a festival whose title draws from a ‘farewell to flesh’, it does so not by wantonly discarding the flesh, by merely rejoicing in its sinew, and never by abandoning it, but allowing the flesh to transcend the mundane alongside us. For the flesh to not be mere flesh.

You don’t have to see that in the Carnival.

But don’t tell other people, for whom the flesh is transcendent, that it’s their fault that men who haven’t been touched by that transcendence, whose bodies are still given to mundane violations, will aim to abuse them.

Don’t tell them that they’d be safer if they didn’t enjoy the Carnival for what it means, what it’s always meant.

Lo spirito del Carnevale è che i cittadini possono sentirsi totalmente padroni del loro corpo […] Corpo come simbolo di purezza e di sommossa. Corpo come gioia o come simbolo di protesta. Corpo come ricettacolo di idee più grandi di noi […] Corpo come un sassofono, un vascello di estasi, orgoglio e lode […] Corpo come politica […] come storia, e come una sfida per la storia stessa […] Una festa il cui titolo deriva dall’addio alla carne, non elimina licenziosamente la carne, semplicemente gioendo del suo muscolo, e non l'abbandona, ma permette alla carne stessa di trascendere il mondano che ci circonda. Affinché la carne non sia solo carne.

Non devi considerare il Carnevale solo in questo modo.

Non dire alle persone per cui la carne è trascendente che è colpa loro se quegli uomini che non vengono toccati da questa sensazione, i cui corpi sono ancora dediti alle violazioni mondane, cercheranno di abusarne.

Non dire loro che sarebbero più al sicuro se non vivessero il Carnevale per ciò che è, per ciò che è sempre stato.

Dopo la marcia alla City Hall, i manifestanti sono tornati al palco della band alla Woodford Square per discutere il da farsi. Gli organizzatori hanno comunicato che alcuni agenti di polizia invitati all'evento avrebbero preso parte alle iniziative di sensibilizzazione di genere una volta avviate. Risulta chiaro che, se anche il movimento dovesse riuscire nell'intendo di far dimettere il sindaco, si dovrebbe lavorare a lungo sul processo di educazione per modificare l'attuale percezione culturale. I cittadini che hanno preso parte alla marcia sono pronti a iniziare. La scrittrice Shivanee N. Ramlochan con le sue parole ha  condiviso la sensazione di paura che prova in quanto donna di questa società:

Sometimes we are women who reason that the one flinch in silence is better than thirty under a fist. Sometimes, we know what concealment is worth, even while it steals other parts of us to protect our hearts and vaginas and places we've been told are too soft to be seen.
Sometimes a poui tree is not a resting place.

A volte noi donne ci convinciamo che sussultare una volta in silenzio sia meglio che farlo trenta volte sotto il pugno. A volte sappiamo cosa vale la pena nascondere anche quando altre parti di noi vengono rubate per proteggere i nostri cuori e le nostre vagine e i luoghi che ci hanno detto essere sono troppo isolati per essere visitati.
A volte un albero di Poui non è un luogo dove riposare.

Se Tim Kee dovesse effettivamente dimettersi, anche se pare che il sindaco voglia mantenere il suo posto, ci troveremmo di fronte a un significativo passo avanti per il Trinidad & Tobago, un paese in cui la ‘vox Populi‘ difficilmente viene ascoltata dai funzionari pubblici. Sarebbe quindi una vittoria incoraggiante per la sua società civile.

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