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L'ideale indiano della femminilità è stato travolto da una donna con la cresta

What is beauty? Image from Flickr by Vhines200 CC: BY-ND

Che cos'è la bellezza? Immagine da Flickr by Vhines200 CC: BY-ND

Non si dice “la bellezza sta negli occhi di chi guarda” tanto per dirlo. Nella maggior parte dei casi la bellezza è soggettiva, si differenzia tra varie culture ed è profondamente influenzata dalle tradizioni e dalle regole di genere.

Provate a chiedere ad un indiano la definizione di “bellezza femminile tradizionale[en, come i link successivi salvo diversa indicazione], e riceverete un'infinità di opinioni e giudizi personali. L'India ha aperto la propria economia al business internazionale solo negli anni Novanta, e da allora i gusti occidentali hanno avuto una forte influenza nel mondo della moda. Molte giovani donne sfidano la tradizione indiana indossando i jeans al posto dei classici salwar kameez [it] e rifiutando di portare i capelli lunghi, due aspetti non sempre benvenuti nella conservativa società indiana.

È stata esattamente questa la realtà che si è presentata all'artista visiva Sharmistha Ray, quando è tornata nel suo paese natio dopo aver completato gli studi.

In un recente articolo pubblicato su Medium, Ray racconta che il motivo per cui è stata messa in risalto la sua figura, sfortunatamente non è da attribuirsi al suo lavoro, ma al suo taglio di capelli. Al tempo, infatti, l'artista portava i capelli con un taglio alla moicana e si truccava poco. Un giorno le venne anche proposto da un funzionario del governo di fargli da escort. Fu in quel momento che la Ray realizzò quanto stesse, inconsapevolmente, incarnando l'esempio della ribellione femminile all'ideale di bellezza indiano.

L'artista continua dicendo che ha provato a conformarsi agli standard di bellezza indiani mentre lavorava in una galleria d'arte a Mumbai, capitale finanziaria e polo indiscusso di sfarzo e stile. Si è lasciata crescere i capelli ed ha imparato persino l'arte di camminare sui tacchi alti senza lasciarsi scappare neanche un piccolo lamento.

Ma ben presto ha deciso di tagliarsi di nuovo i capelli, ritornando alla sua vera natura.

Women's hairstyle in India was conditioned in ancient times by spiritual fascism, which ensued the dictate that they should have long hair as a part of Hindu spirituality. Thus long hair has become a norm or Indian beauty in the society. Image from Flickr by Maureen Barlin, Agra, India. CC: BY-NC-ND 2.0

Una delle ragioni per cui i capelli lunghi sono considerati una regola di bellezza per gli indiani, è che fanno parte della spiritualità Hindu. Immagine da Flickr by Maureen Barlin, Agra, India. CC: BY-NC-ND 2.0

 

The decision was not without severe bouts of anxiety about how I would be perceived. In a country where the social collective defines one’s identity, asserting the right to define myself was probably the most radical thing I could have done. For a while, having short hair became a real liability, especially after I gave up all pretenses of femininity. I could see the looks of alarm, then pity on people’s faces. I constantly had to explain myself to others. There were whispers, giggles and derogatory comments: “She’s gone butch.”

Ho preso questa decisione non senza provare ansia per come sarei stata percepita dalla gente. In un paese dove la collettività definisce l'individuo, affermare il diritto di definire me stessa è stata probabilmente la cosa più radicale che io abbia fatto. Per un certo periodo, avere i capelli corti è stata una vera e propria responsabilità, specialmente dopo aver abbandonato qualunque pretesa di femminilità. Potevo vedere gli sguardi allarmati delle persone ed espressioni di compassione sui loro volti. “Dovevo costantemente dare spiegazioni agli altri. C’erano bisbigli, risatine e commenti denigratori: “È diventata un maschiaccio.”

Scegliere di vivere la vita secondo le sue regole, dice, l'ha portata a provare un'incomparabile felicità. Ha deciso addirittura di tingere la sua cresta di biondo.

I believe it’s only when we allow all individuals to express themselves in mind and body that we can start imagining a country that nourishes true equality. I want this for India. […] My hair is only one aspect of my expression, but in a culture that radically rejects anything that doesn’t conform to binary gendering, it’s also come to symbolize personal and creative freedom.

Credo che solo quando permettiamo ad ogni individuo di esprimere se stesso nella mente e nel corpo, possiamo iniziare ad immaginare di vivere in un paese che alimenta la vera parità di diritti. Io voglio questo per l'India. […] I capelli sono solo un aspetto della mia espressione, ma in una cultura che rigetta radicalmente qualsiasi cosa non sia conforme alle regole di genere, possono anche simbolizzare la libertà creativa individuale.

Ray appartiene ad un ceto sociale alto, è un donna colta ed indipendente. Nonostante questo, le hanno affibbiato appellativi poco lusinghieri quando ha provato ad essere se stessa in un modo che va contro tutti i princìpi indiani riguardo la bellezza femminile. I social media sono pieni di commenti come questi che accomunano le donne che portano i capelli corti a “femministe” rabbiose e irriducibili.

Il modo in cui la gente sceglie di apparire è qualcosa di profondamente personale. Per quanto possa essere carico o meno di significato, è comunque una via che porta all'espressione di se stessi. Se una donna sceglie di portare i capelli corti o di vestire in un modo che può sembrare sovversivo, lasciamola semplicemente essere se stessa.

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