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Algeria: giornalista in coma dopo due mesi di sciopero della fame

Mohamed Tamalt. Image from the Arabic Network for Human Rights Information (CC BY-NC-ND)

Mohamed Tamalt. Immagine appartenente ad Arabic Network for Human Rights Information (CC BY-NC-ND 4.0)

Mohamed Tamalt, giornalista e blogger algerino che sta scontando due anni di prigione per aver insultato il Presidente dell'Algeria, è entrato in coma. Secondo le testimonianze [en, come i link seguenti salvo diversa indicazione] Tamalt avrebbe iniziato lo sciopero della fame lo scorso 27 giugno come segno di protesta verso il suo arresto ed il suo imprigionamento da parte delle autorità algerine.

Il 30 agosto, Sirine Rached un ricercatore di Amnesty International, ha riportato quanto è stato detto sul sito di notizie El Watan:

Il giornalista Mohamed Tamalt, condannato a due anni di prigione per aver criticato le autorità, è in coma

L'11 luglio Tamalt è stato condannato da una corte, nella capitale Algeri, a due anni di prigione e a pagare una multa di 200,000 dinari algerini (circa 1,600€) per aver offeso il Presidente Abdelaziz Bouteflika e alcune istituzioni pubbliche sotto gli articoli 144, 144 bis e 146 del codice penale per via delle sue pubblicazioni. Quest'ultime includono un poema ed un video postati [sa] su Facebook con commenti che sono stati ritenuti denigratori nei confronti di Bouteflika e del Primo Ministro Abdelmalek Sellal.

Tamalt was imprisoned over his online publications including a poem deemed insulting to the President. Source: Tamalt's Facebook page

Tamalt è stato imprigionato per via delle sue pubblicazioni online incluso questo poema che è stato ritenuto denigratorio nei confronti del Presidente. Fonte: pagina Facebook di Tamalt.

Sia sui social media che sul suo online magazine, Arab Context  [sa], Tamalt ha fatto commenti sui temi di attualità in Algeria, incluso il ruolo dell'esercito nella vita politica, la presunta corruzione tra i funzionari del governo e i generali dell'esercito, e gli stravaganti stili di vita dei capi dell'Algeria e delle loro famiglie. Tamalt, che possiede anche la cittadinanza britannica, dal 2002 ha vissuto principalmente nel Regno Unito dopo aver lasciato l'Algeria per via di delle minacce ricevute, collegate al suo lavoro di giornalista. Il 9 di agosto, una Corte d'Appello ha confermato la sua condanna. Secondo Amnesty International i suoi avvocati avrebbero presentato un altro ricorso alla Corte di cassazione, la massima autorità giudiziaria algerina.

Negli ultimi mesi le autorità algerine hanno emesso parecchie sentenze nei confronti degli utenti che esprimevano il loro parere online. A fine maggio Belkacem Khencha, un'attivista per i diritti dei lavoratori, è stato condannato a sei mesi di prigione per aver postato su Facebook un video [sa] che critica duramente l'imprigionamento di un collega. A marzo invece, l'attivista per i diritti umani, Zoulikha Belarbi è stata condannata a pagare la somma di 100,000 dinari algerini (circa 815€) per aver postato su Facebook una foto satirica [sa] del Presidente.

Gli scioperi della fame di tale durata si concludono regolarmente con la morte della persona. Il grafico sotto, creato da Visualizing Impact, descrive cosa prova la persona che effettua uno sciopero della fame prolungato, sulla base delle ricerche compiute dal Forensic Science International, dal Journal of the American Medical Association e dal British Medical Journal.

VI-Hunger-Strikes

Scioperi della fame

Giorno 1: morsi della fame e crampi allo stomaco. Spariranno dopo il secondo ed il terzo giorno.

Giorno 7:  l'imprigionato Nelson Mandela interrompe lo sciopero della fame.

Giorno 14: “catabolismo” il corpo inizia a scomporre il tessuto muscolare per la sopravvivenza.

Giorno 15: perdita della sensazione di sete. “Vertigini” o “torpore mentale”. Sensazione di freddo. Stare in piedi potrebbe diventare difficile o addirittura impossibile.

Giorno 21: Mahatma Gandhi interrompe il suo più lungo sciopero della fame.

Giorno 22: Laila Soueif interrompe il suo sciopero della fame per via della figlia Alaa.

Giorno 26: nel 2005 più di 200 detenuti di Guantanamo vennero costretti ad interrompere lo sciopero della fame.

Giorno 27: nel 1989 33 detenuti sudafricani interruppero il loro sciopero della fame.

Giorno 28: perdita di peso del 18%.

Giorno 35: estrema sgradevole sensazione di vertigini. Vomito incoercibile. Incontrollabile e veloce movimento degli occhi. Visione doppia, “diplopia”.

Giorno 42: indifferenza verso l'ambiente circostante ed incoerenza. La concentrazione diventa difficile o impossibile. Perdita dell'udito. Possibile cecità.

Giorno 45: possibile decesso per via di un collasso cardiaco o cardiocircolatorio.

Giorno 66: Bobby Sands muore in prigione. Dopo due mesi di sciopero della fame Khader Adnan viene rilasciato.

Giorno 70: “NON SIAMO ALLA RICERCA DELLA MORTE, CERCHIAMO LA VERA VITA” Giugno 1989, Piazza Tiananmen, dichiarazione dello sciopero della fame.

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