chiudi

Aiuta Global Voices, fai una donazione!

La nostra comunità di volontari in tutto il mondo lavora per raccontare le storie di cui i media non parlano—ma non possiamo farlo senza il tuo aiuto. Sostienici con una donazione a Global Voices!

Fai una donazione

See all those languages up there? We translate Global Voices stories to make the world's citizen media available to everyone.

Learn more about Lingua Translation  »

Il fumetto iugoslavo ‘Dikan’ ci ricorda che siamo quasi tutti discendenti di migranti

"Finally us, the Early Slavs, have inhabited the Internet, too. We bid you a warm welcome and pleasant stay." Featured image from Dikan.rs website.

“Finalmente noi, gli Antichi Slavi, abbiamo popolato anche internet. Ti auguriamo un caldo benvenuto e un piacevole soggiorno.” Immagine del sito web Dikan.rs.

Dikan, uno dei fumetti comici più popolari dell'ormai scomparsa Jugoslavia, ha trovato nuova vita sotto forma di libro grazie a due editori serbi.

Dikan [en], che aveva un grande seguito di lettori negli anni ’70 e ’80, narra le avventure di Dikan e di suo zio Vukoje, esploratori dei Balcani in tempi antichi. Il suo autore, Lazo Sredanović [serbo, come i link seguenti, salvo diversa indicazione]], si era ispirato all’idea dello sceneggiatore Nikolа Lekić, capo-redattore dellaa rivista Politici Zabavnik [en], che aveva immaginato [bosniaco] Dikan come una versione jugoslava del fumetto francese Asterix [it], dove humour universale e satira leggera si combinano in una ambientazione storica.

Letto oggi, in un momento in cui alcuni governi europei hanno attuato politiche ben poco accoglienti nei confronti degli innumerevoli rifugiati che cercano asilo nel continente, Dikan ci ricorda al momento giusto che siamo tutti, in un modo o nell’altro, discendenti di migranti.

Il primo libro ha fatto rapidamente il tutto esaurito, e il secondo ha avuto un successo tale che l’editore sta programmando la ristampa e l’uscita di due nuovi volumi con i restanti fumetti di Dikan — in tutto, quindi, quattro edizioni su supporto cartaceo. Sui social media sono anche comparse delle simpatiche vignette estrapolate dal fumetto, come quella che segue, che descrive un dispositivo delle terre dei Sarmati [it] utilizzato per misurare – in senso letterale – la durezza della testa.

"Hardheadedness-Meter (Oil well before use!) A man A stands on the platform B whose height is regulated by the lever C. The hammer D is raised to the height of E and then released to hit on the head of A. The hammer’s rebound is directly proportional to the hardness of the head, so the arrow F points to the degree of hardheadedness." Artwork by Lazo Sredanović.

“Durometro per testardi (da oliare prima dell'uso!) Un uomo A è in piedi sulla piattaforma B la cui lunghezza è regolata tramite la leva C. Il martello D è assicurato all'altezza E e poi rilasciato per colpire in testa A. Il rimbalzo del martello è direttamente proporzionale alla durezza della testa, quindi la freccia F indica il livello di durezza della testa”.  Artwork di Lazo Sredanović.

Il fumetto concentra in modo particolare la sua ironia sugli Antichi Slavi [en], uno dei tanti popoli che migrarono a partire dal quinto secolo attraverso tutta l’Europa e la cui cultura e discendenza furono essenziali nella formazione dei popoli slavi contemporanei [it], che a loro volta costituiscono la maggior parte degli attuali abitanti dell’Europa centrale e orientale.

Il termine locale per indicare l’antica popolazione è “Vecchi Slavi”, nel senso di “antichi”, mentre nel fumetto “Nuovi Slavi” si riferisce ai lettori. All’inizio della storia, Dikan e lo zio fanno le veci di antichi esploratori, perlustrando i Balcani prima dell’insediamento degli Slavi.

Dopo la dissoluzione della Jugoslavia degli anni ’90, alcuni storici revisionisti nazionalisti di stati a maggioranza slava rigettarono l’idea delle Invasioni barbariche [it] cercando di provare il fatto che il loro popolo aveva da sempre vissuto nelle proprie terre ancestrali, e che tutti gli altri erano dei “nuovi arrivati”. L’implicito presupposto, il dimostrare che una qualche  padronanza ancestrale del territorio costituisca oggi uno status privilegiato, è stato usato anche per la mobilitazione nazionalista in nazioni balcaniche non slave quali la Grecia, l’Albania, il Kosovo e la Romania.

I fumetti successivi sono andati oltre il quadro storico d’origine, un po’ come il film di Mel Brooks, La pazza storia del mondo [it], includendo anche l’era della pietra e la versione satirica e fantascientifica di un futuro lontano in cui la Jugoslavia diventa una potenza mondiale.

L'imperatore Giustiniano, rappresentato come personaggio nel fumetto Dikan.

Il sito ufficiale di Dikan fornisce alcune informazioni sull'operazione di ristampa anche in modo ironica. Ci propone delle “testimonianze” di alcuni personaggi del fumetto, incluse delle figure storiche, come l’imperatore bizantino Giustiniano, un riconquistatore e legislatore nato nei Balcani:

„Сви ми кажу Јустинијане, који си ти цар… Елем, шта сте ме питали? Шта мислим о Дикану? Ух… Ти Стари Словени су стварно велика напаст. Нешто између илегалних имиграната и политичких азиланата. Не можеш да их ухватиш ни за главу, ни за ноге. Зато бих прескочио ово одговор на ово питање.“

Tutti mi dicono: che imperatore sei, Giustiniano… Ad ogni modo, qual era la vostra domanda? La mia opinione su Dikan? Ah, questi Antichi Slavi sono veramente un flagello. A metà tra gli immigrati illegali e i richiedenti asilo. Non si sa come sbarazzarsene. Preferisco quindi astenermi dal rispondere.

avvia la conversazione

login autori login »

linee-guida

  • tutti i commenti sono moderati. non inserire lo stesso commento più di una volta, altrimenti verrà interpretato come spam.
  • ricordiamoci di rispettare gli altri. commenti contenenti termini violenti, osceni o razzisti, o attacchi personali non verranno approvati.