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La Russia ha bloccato (di nuovo) i principali siti porno online

Photo: Pixabay.

Foto: Pixabay.

Questa settimana, i due colossi pornografici di internet, PornHub e YouPorn, sono stati bloccati in Russia.

Non è la prima volta che le autorità russe prendono di mira i servizi di streaming pornografico: lo scorso anno lo stato censore ha inserito il sito della versione russa di Pornhub (ru.pornhub.com) nella propria lista nera. Successivamente è stato poi ripristinato dagli ufficiali governativi.

In quel periodo, la decisione di bloccare uno dei siti online più popolari aveva provocato una raffica di battute sui social media. Tuttavia la preoccupazione reale sembrava essere davvero minima, dato che la versione inglese del sito non è stata mai bloccata e l'impulso di guardare video porno era una motivazione più che sufficiente per superare la barriera della lingua.

Ma stavolta PornHub è stato bloccato davvero. I fornitori di servizi internet russi devono attenersi alla lista nera dello stato entro 24 ore.

Dal punto di vista giuridico, le decisioni di bloccare PornHub e YouPorn sono state prese rispettivamente a Voronež e Vladivostok. Stando a quello che è stato riportato in entrambe le sentenze della corte, sia PornHub che YouPorn “contengono informazioni la cui diffusione è vietata” in Russia.

Apparentemente, queste informazioni riguarderebbero la pornografia infantile o qualsiasi cosa che “chiami in causa l'abuso sessuale dei bambini”.

La definizione di pornografia infantile è sempre stata rigida. I video dove gli attori fingono soltanto di essere minorenni, vestendosi con le divise scolastiche e così via, possono anche essere ritenuti idonei. I giudici hanno aggiunto che persino certe forme di cartoni animati pornografici, come l'Hentai, possono essere considerati pornografia infantile.

Quando le autorità russe hanno cercato la categoria ‘Hentai’ su PornHub, sono stati identificati più di 16,000 elementi che giustificherebbero il blocco dell'intero sito.

Il sito di notizie Meduza ha intervistato [ru, come i link seguenti salvo diversa indicazione] Vladimir Panasenko, il giudice di Voronež, che dice di non ricordare i dettagli del caso per cui PornHub è stato bloccato. Nell'intervista Panasenko dice di aver presupposto che “forse aveva qualcosa a che fare con i bambini. Non vi sono restrizioni di età [all'interno del sito].”

Sui social media, i russi non vedevano l'ora di commentare le conseguenze di una vita senza i due più grandi archivi di materiale pornografico dell'intero web.

Alcune persone hanno prontamente riconosciuto le loro convinzioni, ribadendo come sia il matrimonio che la procreazione siano una valida alternativa al guardare pornografia online e al masturbarsi a casa. Questo è un concetto che sicuramente regala un sorriso di soddisfazione ai principali personaggi pubblici conservatori [en] come Yelena Mizulina, Vitaliy Milonov e Anna Kuznetsova, la cui passione per i “valori tradizionali” è qualcosa di primaria importanza.

Un argomento comune nelle battute, relative alla decisione di censurare i siti, porta ad interrogarsi sul concetto di “sostituire le importazioni” e sul protezionismo.

Dmitry Medvedev richiede la creazione di un sito russo equivalente a quello straniero PornHub.

Con il blocco di PornHub e YouPorn le autorità supportano la produzione domestica.

Il giornalista Sergey Erzhenkov ha condiviso un inciso personale:

Моя репортерская мечта – отыскать актеров из первого советского порно под названием “Ребята из Чертаново” (1990 г.). Работая на НТВ, я приложил много усилий к тому, чтобы их найти. Но единственное, что мне удалось узнать, – ребята вовсе не чертановские, как следует из названия, а выхинские. И сейчас им, по моим прикидкам, чуть за 50. То есть импортозамещать еще могут.

Il mio sogno da reporter è quello di trovare gli artisti del primo film pornografico sovietico del 1990, chiamato “Guys from Chertanovo”. Mentre lavoravo per NTV ho provato in tutti i modi a trovarli. L'unica cosa che però ho imparato è che il titolo era ingannevole e i ragazzi erano in realtà di Vykhino. Secondo una mia stima approssimativa, oggigiorno dovrebbero avere poco più di 50 anni, quindi sono in grado di sostituire le importazioni.

In molti online hanno fatto presente il fatto che la Russia abbia già un degno rivale per i colossi del porno online come PornHub: il social network Vkontakte, l'equivalente russo di Facebook, contiene enormi quantità di pornografia caricata da normali utenti. Alcuni dicono che molti dei video presenti su PornHub e YouPorn possono anche essere trovati su Vkontakte.

Un veloce suggerimento a tutte quelle anime disperate in cerca di una “orgia lesbica” o di un “poliziotto osè” su Vkontakte: non troverete questi video usando il motore di ricerca del sito; tutti i contenuti per adulti sono ben nascosti e caricati soltanto su gruppi chiusi.

Vi sono inoltre diverse teorie che si sentono in giro, basate su cospirazioni popolari e che danno una spiegazione sulla verità del divieto del porno online.

Sicuramente in Russia hanno bloccato PornHub per via delle statistiche del sito che rivelano che la categoria che più spopola tra i russi è quella del sesso anale.

Altri su Twitter l'hanno buttata sul ridere facendo riferimento alle elezioni parlamentari russe di domenica 18 settembre.

La notizia è che PornHub sarà disponibile soltanto presso i seggi elettorali.

Adesso con PornHub bloccato molte persone avranno il tempo di votare.

Quei bravi ragazzi di PornHub, conosciuti per via della loro presenza tagliente sui social media, hanno fatto del loro meglio per salvare il salvabile. Dapprima hanno aperto un dialogo con i censori russi. (L'imbarazzante risposta non era divertente e insinuava che la masturbazione minacciasse la demografia della Russia).

@Pornhub ci dispiace ma non siamo sul mercato e la demografia non è un prodotto.

PornHub ha successivamente fatto appello a Barack Obama con questa notizia bomba:

@BarackObama per favore, perdona @Snowden. La Russia ha appena bloccato Pornhub.com. Deve uscire il prima possibile!!!

La Casa Bianca non ha ancora risposto.

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