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È cominciata la distruzione dell'ultima spiaggia pubblica di Beirut

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La spiaggia di Ramlet El Bayda sabato 12 novembre 2016. Foto: Firas BouZeineddine / Facebook

Gli abitanti di Beirut erano sotto shock lo scorso sabato 12 novembre, quando hanno iniziato a circolare sui social media le immagini che mostravano l'ultima spiaggia pubblica della città, Ramlet El Bayda, mentre veniva distrutta con dei macchinari pesanti da costruzione.

Il primo video è stato filmato [ar] e caricato su Facebook da Joumana Talhouk, un'attivista libanese:

La disputa relativa alla proprietà di Ramlet El Bayda è finita per la prima volta sulle prime pagine dei giornali nel 2012, [en, come i link seguenti salvo diversa indicazione] e da allora è stata al centro di un braccio di ferro tra attivisti, da una parte, e ufficiali e imprenditori edili, dall'altra.

Nel giugno del 2016, dopo che alcune delle installazioni erano state distrutte da degli escavatori, gli ufficiali del governo negarono l'esistenza di qualsiasi progetto di chiusura della spiaggia per scopi immobiliari.

Ziad Chebib, il governatore di Beirut, aveva detto:

The Ramlet El Bayda public beach will not be closed and any form of restricting citizens from accessing the shores, be it for constructional purposes or by erecting fences to close off the area is strictly prohibited.

La spiaggia pubblica di Ramlet El Bayda non verrà chiusa ed è severamente proibita ogni forma di restrizione relativa all'accesso da parte dei cittadini, per scopi edilizi o attraverso il posizionamento di recinzioni.

In questo caso, gli attivisti hanno la legge dalla loro parte. Di fatto, l’ “articolo 2 dell'ordinanza 144,” la legge che regola la proprietà costiera in Libano dal 1925, stabilisce che la linea di battigia, fino al punto più lontano raggiunto dalle onde durante l'inverno, nonché le spiagge sia sabbiose che rocciose, devono essere considerate proprietà pubblica.

Ma, nonostante questa legge, decreti correttivi e scappatoie varie hanno permesso uno sviluppo edilizio sempre maggiore lungo le coste libanesi.

Questo non è il primo caso di sviluppo costiero che si verifica a discapito della proprietà pubblica. Di recente, gli attivisti hanno organizzato delle proteste contro i piani del governo di trasformare la spiaggia rocciosa di Kfarabida, nel distretto settentrionale di Batroun, nell'ennesimo Yacht Club.

Anche gli aspetti legali di questo progetto sono stati oggetto di numerose controversie, poiché molte leggi vengono aggirate attraverso i decreti ministeriali per far sì che il progetto venga approvato. Sei mesi prima, la questione della spiaggia di Adloun , nel sud del Libano, è stata sollevata dai media locali, i quali hanno denunciato la distruzione della costa naturale e la cancellazione di un porto fenicio di elevato valore culturale e archeologico a causa della costruzione di un porto del valore di 26,6 milioni di dollari. Gli scavi sono iniziati senza un'opportuna valutazione di impatto ambientale previa che verificasse l'esistenza di eventuali conflitti tra il Ministero dei Lavori Pubblici e quello dell'Ambiente e della Cultura.

Ramlet El Bayda: l'ultima vittima della corruzione dello Stato

Il caso di Ramlet El Bayda dev'essere inquadrato in questo contesto.

La compagnia immobiliare alla quale è stato affidata la realizzazione del progetto è Achour Development. Fondata nel 1991, Achour Development svilupperà sulla spiaggia di Ramlet El Bayda l'“Eden Rock Resort”. La compagnia è stata finora responsabile della realizzazione di diversi progetti edili in tutta Beirut, dai complessi residenziali a quelli industriali. Lo stato attuale dell’ Eden Rock Resort è “in costruzione” e una volta ultimati i lavori sarà costituito da 110 chalet e 53 bungalow situati sulla spiaggia, come descritto nel sito web della compagnia.

Questa è una foto della spiaggia nel 2011:

E questo è il suo futuro aspetto:

Fonte: Achour Development

Fermo immagine preso dal sito web di Achoura Development. website

Ovviamente, le persone che non hanno apprezzato gli ultimi sviluppi sono tante.

Una protesta è stata pianificata [ar] per domenica 13 novembre 2016. La descrizione fornita sulla pagina dell'evento è la seguente:

لأن الشط ملك عام للناس، رح نركض بكرا لنطالب بوقف الأعمال في شط الرملة البيضاء. رح ننتشر على طول الخط البحري (المنارة للروشة) ونتوجّه لموقع الجريمة بعد مرور العدائين. اذا ما ركضنا لإنقاذ آخر شط في بيروت، ما رح يبقالنا بيروت لنركض فيها.

Poiché la linea di costa è un bene pubblico, domani correremo per chiedere la fine dei lavori di costruzione a Ramlet El Baida. Marceremo lungo la costa (da Manara a Raoucheh) per dirigerci verso la scena del crimine dopo il passaggio dei corridori (ci sarà la maratona annuale di Beirut). Se non corriamo per l'ultima spiaggia di Beirut, non avremo un'altra Beirut nella quale poter correre.

Nel frattempo, molti libanesi hanno riversato il loro disappunto sui social media.

Due attivisti libanesi, Firas Bouzeineddine e Whard Sleiman, si trovavano nella spiaggia domenica mattina, mentre l'attenzione dei media era focalizzata sulla maratona di Beirut.

La ricercatrice e attivista libanese Kareem Chehayeb ha scritto:

Beirut è ufficialmente una città costiera priva di una spiaggia pubblica. Ramlet el Bayda è andata. Video di @joumanatalhouk https://t.co/H1SAiDHTPz

Ziad Naboulsi, del blog Mouwaten ha scritto:

Addio a Ramlet el Bayda, l'ultima spiaggia pubblica di #Beirut

La ricercatrice libanese ed ex redattrice di Al-Akhbar English, Lara Bitar, ha sottolineato che, se non si farà qualcosa, Beirut sarà la prima città del Mediterraneo senza un litorale, e che questo avrà degli effetti negativi sui più poveri:

Con l'assalto a Ramlet el-Bayda, Beirut sta per diventare la prima città del Mediterraneo senza un lungomare.

Anche un'altra ricercatrice libanese, la Dott.ssa Tarabay Rima, ha espresso il suo sdegno:

Questo è quel che sta accadendo in #Lebanon! Stanno distruggendo la nostra costa! La nostra spiaggia pubblica! #beirut Dov'è lo Stato? @LBpresidency @saadhariri https://t.co/HmnR6YnPmZ

Lo studente e attivista libanese Lebanese Ibrahim Youssef ha scritto questo status su Facebook:

I can't describe how furious this makes me. The last public beach in Beirut is becoming privatized. Here we see our constitutional right to freely access the coast be tossed aside. Instead, we get a nice posh beach resort where only a fraction of the population can afford to go. As with everything in the country, things of value are routinely tossed out the window while shallow gaudy structures erase anything that the city was or could have been.

And the best part? People had the chance to elect a municipal government that would have prevented this (and more) from happening. Instead, we voted in the same old garbage that just represents the interests of the country's political elite.

وداعاً رملة البيضا. مبروك يا جماعة.

Non riesco a descrivere quanto questo mi renda furioso. L'ultima spiaggia pubblica di Beirut viene privatizzata. Il nostro diritto costituzionale di accedere liberamente alla costa viene ignorato. In cambio, otteniamo un bel resort di lusso nel quale solo una parte della popolazione può permettersi di andare. Come sempre in questo Paese, le cose di valore vengono lanciate dalla finestra, mentre delle strutture volgari e superficiali cancellano tutto ciò che questa città è stata o sarebbe potuta essere.

E qual è la cosa peggiore? Il fatto che le persone abbiano avuto la possibilità di eleggere un'amministrazione comunale che avrebbe evitato che questa (ed altre cose) accadessero. Invece, abbiamo votato la solita vecchia spazzatura che rappresenta solo gli interessi dell'élite politica del Paese.

Addio Ramlet El Bayda. Congratulazioni a tutti.

La campagna “Beirut Madinati” ha condiviso il video [ar] caricato da Joumana Talhouk e ha commentato:

نشهد اليوم استمرار تدمير الشاطئ وبداية مشروع استثماري جديد على تلة #الرملة_البيضا، وهو الشاطئ العام الوحيد ل #بيروت، وذلك بالرغم من كل الاعتراضات والمراجعات.

المشروع ينتهك جميع القوانين والمبادىء التي من شأنها المحافظة على ملكنا العام ومصالحنا الجماعية في المدينة.

لدى محافظ بيروت كامل الصلاحيات لإيقاف مشروع الإيدن روك غير المستوفي شروط تقييم الأثر البيئي والذي يعتدي على املاكنا البحرية.

لا ينبغي السكوت عن هذه الجريمة! #بيروت_بلا_شط، #بيروت_تختنق

#الشط_للكل و #البحر_للناس

Oggi stiamo assistendo alla distruzione continua della spiaggia e all'inizio di un progetto di investimento su Ramlet el Bayda, la spiaggia pubblica di Beirut, tutto questo nonostante le opposizioni e riconsiderazioni. Il progetto viola tutte le leggi e i principi relativi alla salvaguardia delle nostre proprietà pubbliche e degli interessi della città. Il governatore di Beirut ha il potere necessario per fermare l'Eden Rock, un progetto che non rispetta le condizioni di impatto ambientale e viola le nostre proprietà marittime. Non dobbiamo stare zitti di fronte a questo crimine!

Alcuni hanno iniziato a usare l'hashtag arabo , che significa “Beirut senza una costa”:

Povera Beirut, dopo il furto della sua bellezza e della sua piacevole brezza, adesso la distruzione della sua spiaggia pubblica! Quando la mia città smetterà di essere la vittima e si ribellerà ai suoi violentatori?

Steven Salaita, accademico palestino-americano e Edward Said Chair of American Studies presso l'Università Americana di Beirut, ha commentato:

Spero che gli imprenditori che sono appena passati con i bulldozer su Ramlet el Bayda, l'ultima spiaggia pubblica di Beirut, bevano l'acqua e abbiano un bell'attacco di dissenteria.

Elias Abou Jaoude ha aiutato nella redazione di questo articolo.

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