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“La fine è vicina”, “Ricordate cosa abbiamo sacrificato”: Dispacci da Aleppo est

One of the many destroyed neighborhoods of Aleppo. Photo sent by Abdelrazzak Zakzouk to Global Voices.

Uno dei molti quartieri di Aleppo distrutti. Foto scattata e inviata da Abdelrazzak Zakzouk a Global Voices il 29 novembre 2016.

Mentre le forze fedeli al regime di Assad avanzano nella città assediata di Aleppo est, che si trova sotto il controllo dei ribelli, i gruppi per i diritti umani e le Nazioni Unite lanciano l'allarme.

Ad oggi, sono oltre 50.000 gli sfollati a causa dell'avanzata del regime siriano, secondo le Nazioni Unite [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione]. Nonostante il numero delle vittime sia difficile da determinare a causa della vastità dei bombardamenti, si stima comunque che si parli di centinaia di persone. Altre centinaia vengono catturate dalle forze del regime nel tentativo di fuggire e si è a conoscenza di almeno 500 uomini che sono stati finora forzatamente fatti sparire.

Altre organizzazioni hanno inoltre avvertito che molti degli oltre di 250.000 civili intrappolati ad Aleppo est stanno affrontando condizioni disperate a causa degli effetti dell'assedio e i continui attacchi mirati a ospedali e altre infrastrutture civili da parte delle forze aeree del regime di Assad e del governo russo.

Medici Senza Frontiere ha riferito il 15 novembre 2016:

La ripresa dell'intenso conflitto nelle zone assediate vicine a Damasco e Homs alla fine di novembre ha portato ad aumenti significativi del numero delle vittime, dice Medici Senza Frontiere (MSF). Attacchi aerei multipli hanno colpito di nuovo Ghouta est; i medici della zona stanno segnalando molte vittime, tra cui donne e bambini, ma il conteggio dei feriti e delle vittime di oggi non è ancora completa.

Venerdì 18 novembre 2016, la Direzione Sanitaria di Aleppo est ha annunciato [it] che tutti i rimanenti ospedali erano fuori servizio [ar]:

لقد خرجت كل المشافي العاملة بمدينة حلب الحرة عن الخدمة نتيجة القصف الممنهج والمستمر لهذه المشافي خلال اليومين الماضيين من قبل قوات النظام والطيران الروسي. وهذا التدمير المتعمد للبنى التحتية الأساسية للحياة جعل الشعب الصامد والمحاصر بكل أطفاله وشيوخه ورجاله ونسائه بدون أي مرفق صحي  يقدم لهم العلاج وفرص إنقاذ أرواحهم ويتركهم للموت الذي يسعى له النظام ولم ينفك يبحث عن وسيلة للقضاء على شعبنا الصامد.

مديرية صحة محافظة حلب

الدكتور عبد الباسط ابراهيم

Tutti gli ospedali che operavano nella zone libera di Aleppo [est] sono ormai fuori servizio a causa del sistematico e continuativo bombardamento degli ultimi due giorni da parte del regime e delle forze aeree russe.

Questa distruzione intenzionale di infrastrutture vitali ha lasciato la popolazione assediata e tenace di Aleppo, bambini e anziani, uomini e donne, senza strutture che forniscano loro assistenza sanitaria o l'opportunità di salvare vite umane. Vengono ora lasciati morire, questo è stato da sempre l'obiettivo del regime che ha tentato con ogni metodo di eliminare la nostra gente così risoluta.

Dr. Abdul-Baset Ibrahim
Direzione Sanitaria del Governorato di Aleppo

Poi confermato dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sabato 19 novembre 2016.

La situazione disastrosa ha portato Jan Egeland, della task force delle Nazioni Unite per l'accesso umanitario in Siria, a dichiarare che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha “completamente fallito” nel proteggere i civili.

Siria: ho detto a @abcnews che 193 nazioni stanno assistendo alla peggior guerra della nostra generazione. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è stato creato per proteggere i civili. Ha completamente fallito.

Human Rights Watch (HRW) ha elencato una serie di metodi utilizzati dall'aviazione siro-russa senza negare che molti bambini sono stati uccisi anche dai gruppi di opposizione con mortai, razzi, o altri attacchi. Tra i metodi utilizzati dal regime siriano e il governo russo c'è il famigerato metodo del ‘double tap’ cioè coppie di colpi, che viene messo in pratica come descritto di seguito:

Vengono uccisi da attacchi aerei siro-russi a Aleppo est. Noi a volte possiamo intravederne i risultati, come filmato da due giovani ragazzi in un sobborgo di Aleppo est, mentre erano in lutto dopo la morte del fratello a causa di un attacco aereo ad agosto. Alcuni giorni dopo, gli aerei siriani hanno bombardato il corteo funebre. E poi hanno colpito anche le persone che sono venute in soccorso.

‘Double tap’ o coppie di colpi, in altre parole, significa bombardare un luogo, aspettare che le unità di soccorso arrivino sul campo, e poi bombardare nuovamente. Altri metodi utilizzati dalle forze aeree siriane e russe includono armi proibite a livello internazionale come le bombe a grappolo e l'utilizzo di armi chimiche:

Vengono uccisi e feriti da armi usate in attacchi aerei da parte della coalizione siro-russo. Dei bambini sono stati feriti da bombe a grappolo, vietate dalla Convenzione sulle Munizioni a grappolo, e dai loro resti esplosivi – come la bambina di quattro anni uccisa quando ne ha raccolto uno pensando che fosse un giocattolo. I bambini sono vittime di armi chimiche usate in violazione della Convenzione sulle Armi Chimiche. Subiscono attacchi con armi incendiarie che hanno provocato violenti roghi e causato ustioni atrocemente dolorose.

Il regime e il governo russo hanno addirittura lanciato volantini sulla città minacciando:

L'esercito di Assad ha lanciato volantini questa mattina su Aleppo est: Andatevene o verrete distrutti… Nessuno vi aiuterà.

[Volantino nell'immagine in arabo]: “Questa è la vostra ultima speranza…Salvatevi. Se non abbandonate la zona immediatamente, verrete annientati” e finisce dicendo: ” Sapete che tutti vi hanno abbandonato. Vi hanno lasciati soli ad affrontare il vostro destino e nessuno vi verrà in aiuto.”

Un attivista digitale ha riferito che i cadaveri riempiono le strade, spesso rimangono lì per lunghi periodi di tempo a causa dei continui bombardamenti [ar]:

Per chiunque chieda di Aleppo ora: corpi senza vita di donne, bambini e anziani per le strade e nessuno è in grado di recuperarli o seppellirli a causa dei forti bombardamenti.

I Caschi Bianchi, la Protezione Civile Siriana, hanno caricato un video che mostra uno dei più recenti massacri da parte delle forze del governo:

OLTRE L'ORRORE: il filmato della Protezione Civile Siriana mostra i corpi lacerati di civili sfollati ad Aleppo dopo l'attacco mirato del regime a Jub Al-Qubeh.

Gli attivisti all'interno di Aleppo est stanno facendo molta fatica ad aggiornare regolarmente il mondo esterno a causa di ripetute interruzioni di corrente. Una fonte siriana, un attivista digitale di 24 anni che ha scelto di rimanere anonimo, ha dichiarato a Global Voices:

Non voglio mentire. Ci ho rinunciato. Mi odio per questo, [il regime] ha ucciso mia sorella e molti miei amici, non riesco ad andare avanti così. La fine è vicina.

Ad un altro attivista digitale, Abdelrazzak Zakzouk, giovane di 23 anni che lavora come operatore video, Global Voices ha chiesto se avesse un messaggio per gli attivisti e la comunità internazionale.

Ha dichiarato [ar]:

مقيم في حي الأنصاري الشرقي الذي يقع بحلب المحاصرة
وضعي بشكل شخصي جيد حتى الآن
أما الوضع بشكل عام هو سيء جداً ، تعرض الحي للقصف اليوم مثل كل أحياء حلب ، أصبح القصف جزء من نمط حياتنا ، مشاهد الجثث بالشوارع و الأشلاء الناجمة عن الغارات و القصف المدفعي و المروحي الذي يعود مصدره لقوات النظام السوري و حلفاءه أصبحت اعتيادية .
اليوم بظل هذا القصف و الحصار علينا بوجه رسالتي للناشطين السوريين و للمهتمين بالثورة السورية و أطلب منهم إيصال رسالة الإعلام يلي ضحينا من أجلها و مستمرين بالتضحية ، أطلب منهم الحديث للأجانب عن الثورة السورية ، أولاً بحكم وجودهم ضمن المجتمع الغربي و ثانياً بسبب وجود وقت عندهم ليقوموا بذلك ، و أيضاً أطلب من الناشطين السوريين التأكيد ع مبادئ ثورتنا و صمودنا للاستمرار فيها .
للأسف لم يعد لدينا ثقة بالأشخاص المسؤولين ، أو من يسمّون صنّاع القرار ، بعد 6 سنوات من عمر الثورة و التي تضمنت مساعدتهم لنظام بشار الأسد بتقديم مساعدات لضمان بقاءه لم نعد نستطيع حتى توجيه الكلام لهم .
أقل شيء ممكن طلبه من الأمم المتحدة و حكومات العالم مراعات 300 ألف مدني متواجدين في حلب المحاصرة ، لم يعد اهتمامنا الاكل و الشرب رغم الحصار ، أصبح السؤال الذي يراودنا هل سنعود للمنزل لو خرجنا منه ؟ و لو بقينا فيه هل سنبقى أحياء؟ .
الصورة المرفقة قمت بتصويرها اليوم ، بعد سقوط 13 برميل على حي الأنصاري الشرقي – و الذي أسكن فيه – و تزامن سقوط البراميل مع قصف مدفعي على المنطقة

Sono di Al-Ansari, un quartiere nella zona est della città assediata di Aleppo. Personalmente, sto bene fino ad ora. Tuttavia, la situazione in generale è terribile. Il quartiere è stato sottoposto a bombardamenti, come tutti i quartieri di Aleppo. I bombardamenti sono diventati una parte della vita. Sono diventati comuni scene di cadaveri e parti del corpo per le strade, causate dai bombardamenti e dagli attacchi aerei ad opera del regime e dei suoi alleati.

Oggi, sotto i bombardamenti e l'assedio, dirigo le mie parole agli attivisti siriani e a chi si occupa della rivoluzione, e chiedo loro di inviare il nostro messaggio sul fatto che ci siamo sacrificati e continuiamo a sacrificarci. Chiedo loro di parlare con gli stranieri della rivoluzione siriana, dato che molti di loro vivono nelle società occidentali e hanno il tempo di farlo. E chiedo anche agli attivisti siriani di affermare i principi della nostra rivoluzione e la nostra perseveranza, in modo che possa continuare.

Purtroppo, non ci fidiamo di che è al potere o dei cosiddetti politici. Dopo 6 anni di rivoluzione, in cui abbiamo assistito a questi che hanno aiutato il regime di Bashar Al Assad, offrendogli supporto per garantire che rimanesse al potere, non siamo nemmeno più in grado di guardarli negli occhi.

Il minimo che chiediamo alle Nazioni Unite e ai governi del mondo è di non dimenticare i 300.000 civili presenti sotto assedio ad Aleppo. La nostra preoccupazione non è più cibo e acqua. Nonostante l'assedio, il problema principale nella nostra mente è “saremo in grado di tornare alle nostre case dopo essercene andati?” e anche “se rimanessimo, resteremmo in vita?”

Ho scattato la foto allegata [sopra] oggi [29 novembre], dopo che 13 barili bomba sono caduti sul quartiere occidentale di Ansari, dove vivo. I barili bomba sono stati accompagnati dai bombardamenti sulla zona.

I messaggli sull'account Twitter di Bana, 7 anni, e di sua madre, Fatemah, un'insegnante di inglese di Aleppo est, si sono diffusi nel web diventando virali. Di seguito alcuni dei loro tweet del 27 novembre:

L'esercito è entrato, questi potrebbero essere i nostri ultimi giorni, a essere sinceri. Niente internet. Vi prego, vi prego, vi prego pregate per noi. – Fatemah

Ultimo messaggio – siamo sotto pesanti bombardamenti ora, non ce la facciamo più a sopravvivere. Quando moriremo, continuate a parlare dei 200.000 ancora dentro. ADDIO. -Fatemah

Stanotte non abbiamo una casa, è stata bombardata ed è in macerie. Ho visto i morti e sono quasi morta. – Bana

Siamo sotto pesanti bombardamenti adesso. Tra la vita e la morte ora, vi prego continuate a pregare per noi.

Messaggio – stiamo scappando mentre stanno morendo molte persone in questo momenti sotto pesanti bombardamenti. Stiamo lottando per le nostre vite. Siamo ancora con voi. -Fatemah

Non abbiamo una casa ora, io sono stata lievemente ferita. Non dormo da ieri, ho fame. Voglio vivere, non voglio morire. – Bana

Questa è la nostra casa. Le mie adorate bambole sono morte quando la nostra casa è stata bombardata. Sono molto triste ma felice di essere viva. – Bana

Questo è il posto in cui leggevo, dove volevo iniziare a leggere Harry Potter ma è stato bombardato. Non lo dimenticherò mai. – Bana

APPELLO al mondo – Io e Bana abbiamo ricevuto minacce di morte e siamo convinte che l'esercito siriano ci prenderà di mira presto per via del nostro account e dei nostri messaggi.

Oggi lanciamo un appello al mondo, a chiunque, che faccia qualcosa per me, Bana, la mia famiglia e la gente rimasta dentro ad Aleppo est, per fare (davvero qualcosa n.d.E).

Che le forze dell'esercito siriano che avanzano ci lascino uscire da Aleppo sani e salvi – Fatemah

Bana aveva ricevuto gli ebook di ‘Harry Potter’ dall'autrice JK Rowling un paio di giorni prima. La Rowling aveva allora lanciato una petizione sollecitando il Parlamento britannico a lanciare dal cielo aiuti salva vita nelle città sotto assedio in Siria.

#InSolidarietàConAleppo

Nell'immagine:

Lanciare dal cielo aiuti salva vita nelle città in Siria dove si muore di fame

Come forse saprete, la situazione in Siria è diventata critica questa settimana. Viene impedito agli aiuti [umanitari] di raggiungere le principali città, le forze russe e del governo di Assad hanno intensificato pesantemente i bombardamenti aerei, che hanno preso di mira e distrutto l'ultimo ospedale rimasto ad Aleppo est. Adesso è ora di agire.

Abdulkafi Alhamdo, un attivista digitale e insegnante ad Aleppo est, ha condiviso su Twitter un breve video di Periscope durante una lezione di inglese con i suoi studenti, sottolineando che vogliono continuare a imparare, nonostante l'assedio.

#Periscope. Meravigliosa la vita degli studenti ad Aleppo #InSolidarietàConAleppo

Un altro attivista digitale, Ahmad Alkhatib, ha condiviso una foto di un uomo in fuga con il figlio:

Corri, prova a sopravvivere.

Non importa se indossi vestiti o no. L'importante è essere ancora in vita dopo il massacro di oggi ad Aleppo.

Ha anche affermato che il suo amico, Anas, che lavorava come clown, è stato ucciso dal regime di Assad:

Un altro amico che faceva sorridere i bambini di Aleppo est, è morto oggi sotto le bombe di Assad nel quartiere di Almashhad 😞
RIP Anas.

Leila Al Shami, autrice anglo-siriana e collaboratrice di Global Voices, ha scritto su Twitter:

I cittadini di Aleppo fuggono dal massacro fascista e imperialista. Potrebbe non ritornare mai nelle loro case.

Nel frattempo, molti attivisti fuori dalla Siria hanno usato i social media non solo per mettere in evidenza le sofferenze sul territorio ma anche per ricordare ai propri followers come era iniziata la rivoluzione siriana.

L'artista e scrittrice americana Molly Crabapple ha scritto:

Per Aleppo est, e per la vera rivoluzione siriana.

Nell'immagine: “Gli uomini della mia generazione hanno avuto la Spagna nei cuori”, ha scritto Albert Camus. “Era là che avevano imparato… che si può aver ragione e venir comunque picchiati, che la forza può piegare lo spirito, e che ci sono momenti in cui il coraggio non viene premiato.”

L'attivista e scrittore siriano @DarthNader ha postato una serie di video delle prime proteste tra il 2011 ed il 2013. A seguire alcuni dei video:

Flashback dal passato: 30 dicembre 2011. Enorme protesta nella piazza centrale di Homs, Siria.

Maggio 2012: Bandiere curde e per la Siria libera durante questa protesta nella regione di Kobane.

Aprile 2013: Raqqa (dopo Assad, prima dell'ISIS) mette in scena un concerto rap rivoluzionario.

Giugno 2012: Accesa protesta notturna a Kafrsouseh, Damasco.

La ragione, come spiega lui stesso, è che:

Walter Benjamin ci dice perché dobbiamo ricordare e creare un archivio per la rivoluzione siriana, anche dopo la sua sconfitta.

Elias Abou Jaoude e Sarmad Al Jilane hanno contribuito alla realizzazione di questo post.

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