chiudi

Aiuta Global Voices, fai una donazione!

La nostra comunità di volontari in tutto il mondo lavora per raccontare le storie di cui i media non parlano—ma non possiamo farlo senza il tuo aiuto. Sostienici con una donazione a Global Voices!

Fai una donazione

See all those languages up there? We translate Global Voices stories to make the world's citizen media available to everyone.

Learn more about Lingua Translation  »

Le autorità egiziane reprimono gli attivisti per i diritti umani con il divieto di viaggio

photo shared on twitter by: @whrdmena. Link: https://twitter.com/whrdmena/status/753559358580162560

Foto condivisa su Twitter dalla Coalizione Regionale per i Difensori dei DIritti delle Donne. Link.

Il divieto di viaggio imposto a politici e difensori dei diritti umani è solo una delle molte violazioni dei diritti umani [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] che le autorità egiziane hanno commesso con inquietante frequenza negli ultimi anni. L'intensificarsi di tali atti nel corso del mese di novembre ha attirato l'attenzione sulla questione.

Aida Seif El-Dawla, nota attivista egiziana e co-fondatrice del Centro di Riabilitazione per le Vittime di Violenza Al-Nadeem, è una delle molte persone a cui, senza preavviso, è stato proibito l'espatrio. Secondo quanto riportato dal giornale indipendente egiziano Mada Masr, verso la fine di novembre le è stato impedito di imbarcarsi sull'aereo che avrebbe dovuto portarla in Tunisia per partecipare ad una conferenza sulla riabilitazione delle vittime di tortura in Nord Africa.

Le autorità le hanno comunicato il suo coinvolgimento in un imprecisato caso, senza fornirle ulteriori dettagli. Su Twitter, il noto giornalista egiziano Hani Shukrallah ha ipotizzato senza mezzi termini la motivazione di tale divieto:

Le autorità egiziane impongono il divieto di viaggio alla psichiatra @aidaseif per i suoi 23 anni di battaglie contro la tortura e di riabilitazione delle vittime di tortura.

In una dichiarazione rilasciata al Mada Masr, la stessa Seif al-Dawla ha detto [ar]:

هذه الخطوة تأتي في سياق الهجمة على الجمعيات، خاصة لو تم تمرير قانون الجمعيات الأهلية المزمع إصداره. يريدون إحكام الخناق علينا وعلى الناس جميعًا.

Questo atto è in linea con il giro di vite sulle fondazioni comunitarie e con la legge sulle ONG che il parlamento vuole ratificare. Vogliono sopprimerci tutti.

A settembre 2016, il governo ha approvato un nuovo disegno di legge sulle ONG, che “pone gli apparati di sicurezza egiziani in prima linea nel monitoraggio delle attività delle ONG, mediante la loro appartenenza al comitato di coordinamento”, scrive il Mada Masr. La legge, che regola le ONG straniere in Egitto ed istituisce un sistema per monitorare le fonti di finanziamento estere, è stata approvata alla fine di novembre dal parlamento.

Negad al-Borai, avvocato per i diritti umani e capo della divisione legale della United Group, ha dichiarato al Mada Masr:

Il governo sta lavorando da due anni alla riorganizzazione del sistema legislativo per violare la costituzione. Non si era visto nulla di simile neanche ai tempi di Mubarak.

Un picco di divieti di viaggio dalla destituzione del presidente Morsi

I divieti di viaggio fanno parte di un tentativo più ampio del governo di rinsaldare la presa sulla società civile e sui movimenti sociali.

In febbraio, la piattaforma di informazione indipendente Daftar Ahwal, ha esaminato i 554 casi conosciuti di divieto di espatrio/ingresso nel paese e di arresto negli aeroporti egiziani, tra l'11 febbraio 2011 e il 20 febbraio 2016, legati al coinvolgimento degli interessati nell'attivismo politico, diritti umani, giornalismo, arte, cultura e dei movimenti sociali. Secondo la loro analisi, il numero di difensori dei diritti umani a cui è stato imposto il divieto di espatrio dai territori egiziani è drasticamente aumentato a partire dagli avvenimenti del 30 giugno e del 3 luglio 2013, che hanno portato la destituzione del presidente Mohamed Morsi.

La relazione ha inoltre analizzato il numero di divieti emessi dai diversi leader che si sono succeduti al diuturno presidente Hosni Mubarak, deposto durante la rivoluzione egiziana del 2011. I dati mostrano che il primato va con ampio margine al giudice Adly Mansour, capo della Corte Costituzionale Suprema d'Egitto, presidente ad interim da luglio 2013 a giugno 2014, e all'attuale presidente Abdel Fatah Al Sisi, insediatosi a giugno 2014, con rispettivamente 279 e 218 casi.

A seguire, i 36 casi del Consiglio Supremo delle Forze Armate (SCAF), al governo da febbraio 2011 a giugno 2012, e i 21 del presidente Morsi, in carica da giugno 2012 a luglio 2013.

Infographic from Daftar Ahwal, republished under a Creative Commons license.

Infografica di Daftar Ahwal, ripubblicata con licenza Creative Commons.

‘Una lista crescente di divieti di viaggio contro i difensori dei diritti umani’

A novembre 2016, diversi altri attivisti per i diritti umani si sono visti imporre il divieto di viaggio senza preavviso. Ahmed Raghed, avvocato e fondatore della Comunità Nazionale per i Diritti Umani, ha appreso in aeroporto che non gli era consentito recarsi in Marocco per la Conferenza delle Parti (COP 22) in occasione della Conferenza sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite, come riporta Front Line Defenders.

E il 19 novembre ad Azza Soliman, fondatrice e presidente del consiglio di amministrazione del Centro di Assistenza Legale per Donne Egiziane (CEWLA), è stato impedito di raggiungere la Giordania per un corso di formazione sui diritti delle donne nell'Islam. Inoltre, i suoi beni e quelli del suo studio legale sono stati congelati.

Nadeem Abdel Gawad, figlio di Azza Soliman e studente presso la Scuola di Studi Orientali e Africani dell'Università (SOAS) di Londra, ha scritto su Facebook il 19 novembre:

Oggi le autorità egiziane hanno imposto il divieto di viaggio all'avvocato e difensore dei diritti delle donne Azza Soliman, che sono fiero di chiamare mia madre. A quanto pare, il nome di mia madre è solo l'ultimo di una lista in continua crescita tra i difensori dei diritti umani colpiti dal divieto di viaggio. Nonostante non esistano accuse ufficiali né procedimenti pendenti, all'aeroporto le è stato comunicato il divieto di viaggiare a causa di un caso che la vedrebbe coinvolta, lasciandola in uno stato di incertezza legale. Le persone come mia madre ne hanno già passate tante e ne sono uscite vive. Passerà anche questa.

Il 7 dicembre 2016, Abdel Gawad ha annunciato su Facebook l'arresto di Azza Soliman, con queste parole:

La polizia è venuta a casa nostra con un mandato d'arresto per mia madre Azza Soliman. Stiamo andando alla stazione di polizia di Masr Elgedida.

CIVICUS, una rete globale di organizzazioni e attivisti della società civile, ha manifestato su Twitter il proprio sostegno all'avvocato Soliman:

@AzzaSoliman1 deve subire il divieto di viaggio e il congelamento dei beni da parte del governo egiziano a causa del suo impegno per migliorare i diritti delle donne. Giustizia per Azza!

Mozn Hassan, fondatrice e direttore esecutivo dell'associazione di donne egiziane Nazra per gli Studi Femministi, ha riportato la grave situazione di Azza Soliman per il sito di informazione globale indipendente Open Democracy. Specificando che, sebbene né Soliman né alcun membro del CEWLA sia mai stato accusato ufficialmente o convocato per le indagini, “è ovvio che le misure prese sono direttamente collegate al caso num. 173/2011 della Cairo High Appeal Investigations”, in cui diversi difensori dei diritti umani e capi di organizzazioni della società civile sono sotto indagine in relazione ai finanziamenti esteri.

La stessa Hassan è stata presa di mira a giugno, quando le è stato impedito di partecipare all'incontro del Comitato Esecutivo della Coalizione Regionale per il Medio Oriente e il Nord Africa del Women Human Rights Defenders (WHRD), che si è tenuto a Beirut.

#LetThemTravel

Nel corso del 2016, molti altri sono stati colpiti da divieti di viaggio, inclusi Hossam Bahgat, ex-capo dell'Iniziativa Egiziana per i Diritti Umani, Gamal Eid, capo della Rete Araba per i Diritti Umani, e Mohamed Zarea, capo dell'Istituto del Cairo per gli Studi sui Diritti Umani.

In risposta alla legge che le riguarda, ventidue ONG e sei partiti politici hanno rilasciato una dichiarazione il 24 novembre, in cui condannano il provvedimento “in quanto sradica a tutti gli effetti la società civile e ne trasferisce l'amministrazione agli apparati governativi e di sicurezza.” In un estratto si legge [ar]:

لقد قطعت الدولة شوطًا بعيدًا في خطتها الهادفة لاستئصال المنظمات الحقوقية الدولية والمصرية، من خلال القضية 173 لسنة 2011 والمعروفة إعلاميًا بقضية التمويل الأجنبي، والتي على خلفيتها تم إغلاق مقار عدد من المنظمات الدولية، ومنعت بعض المنظمات المصرية ومديريها الحالين والسابقين من السفر ومن التصرف في أموالهم، إلا أن مشروع القانون المقترح من “نواب الشعب” سيمهد الطريق للقضاء على العمل الأهلي التنموي والخيري والخدمي، وسيصبح وجود جمعيات التنمية المحلية المنتشرة في القرى والنجوع و التي تقدم خدماتها لسكان تلك المناطق أمر شبه مستحيل.

Lo stato ha già preso i provvedimenti concreti per eliminare le organizzazioni della società civile egiziana con il caso num. 173/2011 sui finanziamenti esteri, e diverse organizzazioni, insieme ai loro direttori attuali e passati, si sono viste imporre il divieto di viaggio e congelare i loro beni. Questa nuova legge, in ogni caso, spiana la strada per l'estirpazione di ogni sorta di iniziativa civile orientata allo sviluppo, ad attività caritatevoli e servizi. L'operazione di sviluppo di associazioni locali nei villaggi e borghi di tutto l'Egitto, che fornisce servizi ai residenti locali, diventerà quasi impossibile.

L'hashtag #LetThemTravel – #FateliViaggiare, è circolato in questi giorni nel tentativo di attirare l'attenzione internazionale sulla questione. Human Rights Watch e Amnesty International hanno unito le forze per creare un video in cui si chiede “Perché il governo egiziano si sente minacciato da queste persone?”

Appello congiunto di Human Rights Watch e Amnesty per revocare gli arbitrari divieti di viaggio ai difensori dei diritti umani in Egitto. #LetThemTravel

avvia la conversazione

login autori login »

linee-guida

  • tutti i commenti sono moderati. non inserire lo stesso commento più di una volta, altrimenti verrà interpretato come spam.
  • ricordiamoci di rispettare gli altri. commenti contenenti termini violenti, osceni o razzisti, o attacchi personali non verranno approvati.