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Netizen Report: l'amministrazione Trump inizia censure dei media e misure anti protesta

Un raduno anti Trump a New York City, novembre 2016. Foto di Mathias Wasik via Flickr (CC BY 2.0).

Il Netizen Report di Global Voices Advocacy offre un'istantanea internazionale delle sfide, le vittorie e le tendenze emergenti in materia di diritti digitali in tutto il mondo.

A meno di una settimana dall'inizio della presidenza di Donald Trump, i legislatori di stato hanno introdotto una marea di proposte di legge anti protesta [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione], quattro agenzie federali sono state messe sotto silenzio mediatico, e lo staff di Trump ha criticato i media per la cronaca dell'inaugurazione e delle proteste anti Trump della scorsa settimana.

La censura mediatica delle agenzie federali e la risposta su Twitter

Il 24 gennaio, una fonte anonima dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente (EPA) ha comunicato ai giornalisti che, insieme ad altre agenzie federali, il personale dell'EPA ha ricevuto l'ordine di rifiutare tutte le richieste della stampa e di smettere di pubblicare sui loro blog e sui feed dei social media fino a nuovo avviso. L'EPA è stata anche incaricata di rimuovere i contenuti relativi al cambiamento climatico dal suo sito web.

Il Ministero degli Affari Interni ha ricevuto un ordine simile in concomitanza con una grande ondata di attività sugli account Twitter associati al Servizio del Parco Nazionale, che rientra nella giurisdizione del Ministero. In seguito al divieto dei social media da parte dell'amministrazione Trump, l'account ufficiale di Twitter del Parco Nazionale di Badlands in Dakota del Sud ha pubblicato una serie di tweet che citano dati sul cambiamento climatico scientificamente provati, che sono stati cancellati poco dopo. Dal 24 gennaio, un account chiamato @AltNatParkSer che sostiene di essere stato creato dai dipendenti del servizio parchi, ma che da allora è stato consegnato a un gruppo di giornalisti e scienziati del clima, ha rapidamente accumulato oltre un milione di seguaci. L'account è per lo più un aggiornamento su Twitter dei dati sul cambiamento climatico, intervallato da critiche al nuovo presidente.

Gli esseri umani più disonesti della terra

Trump ha attaccato direttamente i media nel suo primo discorso trasmesso pubblicamente, in cui si è rivolto ai dipendenti della CIA e ad altri funzionari dell'intelligence su questioni di sicurezza nazionale, comprese le accuse di hacking da parte dei russi dei server dei partiti e delle macchine per il voto. Nel discorso, ha descritto i media come “tra gli esseri umani più disonesti della Terra”.

Questo tipo di antagonismo può lasciare i reporter incerti su come affrontare Trump, specialmente per coloro che temono che la Casa Bianca possa interrompere del tutto le comunicazioni con i media.

La National Public Radio non definirà le false dichiarazioni di Trump “bugie”

National Public Radio, un servizio radiotelevisivo di stampo liberale che dipende da finanziamenti pubblici, si è impegnata a non usare la parola “bugia” per descrivere dichiarazioni non veritiere pronunciate dal presidente, argomentando che una bugia è definita come “una falsa dichiarazione fatta con l'intento di ingannare” e che non può provare (nella maggior parte dei casi) che le false dichiarazioni di Trump sono destinate a ingannare il pubblico. La reporter Mary Louise Kelly è stata criticata dagli ascoltatori dopo che si è astenuta dall'usare questa parola in una recente trasmissione.

Gli USA introducono leggi anti protesta

Nel frattempo, mentre lo staff di Trump e le organizzazioni dei media conservatori hanno messo in dubbio le dimensioni delle folle di protesta che si sono riversate in oltre 600 città del Paese, i legislatori statali hanno presentato nuove leggi che violano il diritto di protesta, aumentando le multe per il blocco delle strade in Minnesota e nel Nord Dakota. Il disegno di legge introdotto nel North Dakota assolverebbe gli automobilisti che colpiscono o uccidono i manifestanti in piedi o sdraiati sulle strade, se lo fanno accidentalmente.

America, sembri un Paese arabo in questo momento”

Una risposta agli sviluppi della settimana (e un utile seguito per il nostro Netizen Report) è giunta dal commentatore politico libanese Karl Sharro che dice che gli Stati Uniti “sembrano un Paese arabo in questo momento”. In un pezzo satirico per Politico, ha scritto:

From blaming the press for engaging in secret conspiracies to undermine him to threatening their access to his White House palace to refusing to take questions from certain reporters, President Trump reminds us of several of our own leaders. In fact, an Arab leader complaining about CNN coverage is pretty much a staple of our political life…The not-so-veiled threats by the president and Mr. Spicer to the media are very much in the spirit of Arab governance.

Dal rimproverare la stampa per aver messo in atto cospirazioni segrete per minarlo, al minacciare il loro accesso al suo palazzo della Casa Bianca, al rifiutare di rispondere alle domande di alcuni giornalisti, il presidente Trump ci ricorda alcuni dei nostri stessi leader. In realtà, un leader arabo che si lamenta della copertura della CNN è praticamente un punto fermo della nostra vita politica… Le minacce non troppo rivelate dal presidente e dal signor Spicer ai media sono molto nello spirito della governance araba.

La fine di internet in un Camerun anglofono

I cittadini delle regioni prevalentemente anglofone del Camerun nordoccidentale e sud-occidentale sono rimasti senza accesso a Internet per oltre una settimana, dopo mesi di proteste per l'emarginazione degli anglofoni nel paese dell'Africa occidentale, prevalentemente francofono. Le proteste hanno portato ad arresti di massa e a quello che l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha definito “eccesso di forza” usata dalle forze dell'ordine camerunesi contro i manifestanti. La chiusura di Internet segue gli arresti di due importanti sostenitori anglofoni e gli appelli delle organizzazioni della società civile per un'azione “città fantasma”, in cui i cittadini sono rimasti a casa dal lavoro e dalla scuola e si sono astenuti dalle attività pubbliche.

L'acquisizione del troll di Twitter del Messico

Il trolling sistematico su Twitter è diventato una delle principali preoccupazioni dei giornalisti e dei difensori dei diritti umani in Messico. Amnesty International ha pubblicato questa settimana un dispaccio da Città del Messico, dove un importante esperto in materia ha descritto come un “operatore di troll pentito” lo ha avvicinato e ha confessato di essere stata pagata l'equivalente di 2500 dollari all'ora per gestire un account Twitter che ha generato una controprotesta di fronte ai cittadini che chiedono giustizia per i 43 studenti scomparsi ad Ayotzinapa nel 2014.

La Cina mette uno stop sulle VPN

Il Ministero dell'Industria e dell'Information Technology cinese ha annunciato che richiederà a tutti i fornitori di servizi di rete privati virtuali di ottenere l'approvazione del governo se desiderano continuare ad operare. Questo renderà illegale la maggior parte delle VPN della Cina, che molti nel paese usano per aggirare il Grande Firewall. La mossa del Ministero fa parte di una “pulizia” di 14 mesi dei servizi di accesso a Internet, secondo la CNN, che durerà fino al 31 marzo 2018.

Vuoi aiutare a finanziare l'avversario del Cremlino Alexei Navalny? Yandex non può aiutarti.

Il servizio di portafoglio online russo Yandex.Money smetterà di consentire il trasferimento di denaro ai privati per “scopi politici”. I critici vedono la mossa come un tentativo di impedire al politico dell'opposizione Alexei Navalny di usare il servizio per finanziare la sua campagna presidenziale del 2018. Una volta che la politica entrerà in vigore, l'unico modo rimasto ai russi di donare alla campagna sarà attraverso PayPal.

L'Iran bloccherà la messaggistica su cellulare il giorno delle elezioni?

Gli integralisti in Iran stanno facendo pressioni sul presidente Hassan Rouhani per bloccare l'accesso all'applicazione di messaggistica Telegram prima delle elezioni presidenziali del maggio 2017. Rouhani non ha ancora risposto alla richiesta, ma ha resistito a pressioni simili in vista delle elezioni parlamentari di febbraio 2016. I funzionari hanno represso pesantemente i canali e gli utenti di Telegram di recente, arrestando 32 persone nella provincia di Hormozgan per aver presumibilmente usato i canali per “diffondere menzogne, disturbare l'ordine pubblico, creare paura e promuovere materiale immorale e anticulturale”.

Il tribunale del Kuwait assolve l'attivista Sara al-Drees

Il 19 gennaio, un tribunale del Kuwait ha assolto [ar] l'attivista e utente di Twitter Sara al-Drees per aver insultato il governatore del Paese. Al-Drees è stata processata per i commenti che ha fatto su Twitter in merito a un'amnistia ricevuta per una precedente condanna a una pena detentiva che stava scontando, e per aver insultato l'emiro.

Gli studiosi degli Emirati Arabi Uniti in carcere rischiano di incorrere in sanzioni penali per aver parlato

L'accademico ed economista degli Emirati Arabi Uniti Nasser Bin Ghaith soffre di gravi problemi di salute in carcere, dove gli è stato negato il trattamento medico mentre era in isolamento, e gli è stato negato di indossare i vestiti invernali. È detenuto dall'agosto del 2015, per aver scritto su Twitter critiche sulla violenta repressione del 2013 da parte delle autorità egiziane nei confronti dei manifestanti che si sono radunati a Rabaa Square. Il suo processo è stato rinviato al 22 febbraio.

Un giornalista algerino viene sospeso dalla pena per corruzione

Il giornalista algerino Hassan Bouras è stato condannato a sei mesi con la condizionale [fr] per le accuse di “oltraggio alla corte, reato e diffamazione” per aver indagato su accuse di corruzione nella città di El Bayadh. È stato rilasciato dal carcere dopo la sua condanna e prevede di presentare ricorso in appello contro la decisione.

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