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Riace, “un paese di Calabria” dove un abitante su tre è un immigrato

Riace, foto via Italia che cambia.

Per anni, dopo un bagno di attenzione internazionale con la scoperta dei Bronzi di Riace il 16 agosto 1972, il comune della provincia di Reggio Calabra da cui traggono il nome le statue era ripiombato nella sua lenta agonia, la sorte di tanti altri piccoli comuni rurali dell'Italia, particolarmente nel meridione.

Poi, nel 1998, lo sbarco di un gruppo di 200 profughi curdi, ha dato alla cittadina una nuova vita: gli abitanti del comune hanno saputo trasformare la tragedia di quei naufraghi in opportunità. Il film “Un paese di Calabria” racconta come:

Che il mondo si sia accorto di Riace è cosa nota. Meno noto, invece, è che ad accorgersene ci sia anche il cinema.

“Un paese di Calabria” è un film girato a Riace e opera dei registi Shu Aiello e Catherine Catella.

Racconta la storia di Rosa Maria che, in un giorno d’estate del 1931, ha lasciato Riace, il suo paese natale, in cerca di fortuna in Francia. Da allora gli abitanti di Riace hanno visto le case abbandonate dagli emigrati coprirsi di edera e le terre impoverirsi. Un giorno dal mare è arrivato un barcone con duecento profughi curdi. Le case degli emigrati d’inizio novecento sono state date ai migranti che le hanno restaurate. Oggi gli abitanti del paese calabro si chiamano Roberto, Ousmane, Emilia, Mohamed, Leonardo, Taira. Gli abitanti non hanno molto, ma s’inventano ogni giorno il loro destino comune. È la storia di un'amministrazione e di una cittadinana che hanno saputo guardare lontano, facendo dell'accoglienza e dell'integrazione una missione. Oggi le case abbandonate sono di nuovo abitate e nel paese è tornata la vita grazie al progetto Futura, portato avanti dal sindaco Domenico Lucano, insieme ai migranti.

La politica di accoglienza degli immigrati di questo piccolo centro, insieme ad altri comuni, ha attratto l'attenzione di media e politici sia nazionali che internazionali. Nell'introduzione ad un’ intervista al sindaco  Domenico Lugano, già al suo terzo mandato, infoaut aggiunge:

Percorrendo la statale 106, all’altezza di Riace Marina, si rimane spiazzati alla vista di due faccioni disegnati su un muro della stazione. Se ci si ferma e si torna indietro i divertiti sospetti vengono confermati: su quel muro ci sono le caricature di un Bronzo di Riace e del leader della Lega Nord, Matteo Salvini. Sotto il primo c’è scritto “ripescato nel mare di Riace”, sotto il secondo invece “ripescato in un mare di cazzate”.

[…] se non fosse per le due statue ripescate nei suoi mari se ne sarebbe sentito parlare molto poco. Almeno fino a una decina di anni fa, quando il suo sindaco supportato dalla popolazione locale decide di ripopolare il paese sulla strada dell’abbandono offrendo ospitalità ai migranti. La vicenda di questa località calabrese fa il giro del mondo in poco tempo, diventa un cortometraggio di Wim Wenders, viene apprezzata da Papa Francesco e il suo sindaco addirittura viene nominato tra gli uomini più potenti del mondo dalla rivista Fortune.

La trovata è quella di ricercare un’alleanza tra la popolazione locale e i migranti, basata su un rilancio culturale e economico del paese, “approfittando” delle risorse offerte dal sistema dell’accoglienza e dall’autorganizzazione dal basso delle molte persone impiegate nel progetto. Riace ospita oggi 500 migranti su 1500 abitanti.

Al sindaco Domenico Lucano non mancano le idee per attuare la sua politica di accoglienza e per l'inserimento degli immigrati nel tessuto socio-economico della sua cittadina. L'ultima è la creazione di una “moneta comunale”. Spiega Il sito felicitapubblica.it, che si definisce un portale che si occupa di economia civile a 360 gradi:

In questo borgo gli aiuti economici del cosiddetto Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) non giungono con puntualità, come peraltro anche in altri luoghi del nostro Paese, creando disagi ai servizi di accoglienza. Per questo motivo il sindaco di Riace, Domenico Lucano, ha dato il via a un’iniziativa molto “radicale”, istituendo una moneta locale convertibile in euro attraverso cui i negozianti del paese possano far credito agli immigrati. In questo modo i debiti vengono accumulati ma saldati successivamente con l’arrivo dei fondi, però frattanto si concede agli immigrati il diritto al potere d’acquisto.

[…]

Grazie all’ingegnosità del sindaco Domenico Lucano, gli immigrati possono contare su vere e proprie banconote, del valore di 1, 2, 5, 10, 20 e 50 euro sulle quali sono incisi i volti di noti personaggi della storia, da Martin Luther King a Peppino Impastato, passando per Che Guevara, fino al Mahatma Gandhi.

Questa politica ha valso al sindaco vari riconoscimenti. Uno dei quali è stato all'inizio di quest'anno il Premio Internazionale della Pace “Dresden-Preis,” promosso dalla fondazione Klaus Tschira Stiftung, con un valore di 10.000 euro. In tale occasione, aise.it scrive:

Questa la motivazione del premio redatta da Günter Blobel, vincitore del premio Nobel e cofondatore del Dresden-Preis: “È raro che il sindaco di un piccolissimo paese lontano delle grandi metropoli del mondo metta in imbarazzo i dirigenti di nazioni più forti. Domenico Lucano l’ha fatto, definendo come unico criterio per l’accoglienza dei rifugiati la compassione per il prossimo. Mentre in altri posti si costruiscono barriere e si mercanteggia sulle quote per l’accoglienza, Riace accoglie da 18 anni persone che sono fuggite dalla guerra e dalla povertà. E ci si salva a vicenda – gli abitanti e i migranti, con questi ultimi che salvano il piccolo paese calabrese in calo demografico. Così, in Calabria si vive quello che Domenico Lucano chiama “l’utopia della normalità”. In una mondo in cui sempre più gente è costretta ad abbandonare la propria terra, non c’è bisogno di più paura nei confronti di stranieri, di più odio, ma anzi, di più paesi come Riace e di personaggi coraggiosi e umani come Domenico Lucano”.

Il paese insieme ad altri che si erano segnalati per la loro disponibilità all'accoglienza, ha ispirato un altro film, “Il Volo” del regista Wim Wenders, realizzato col patrocinio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

In un articolo del mese di agosto 2009, il sito il blog viverecalabria racconta:

“Il Volo”, questo il titolo dell'opera di Wenders, è una fiaba sull'accoglienza sui fatti realmente accaduti a Badolato, Riace, Caulonia e Stignano, dopo lo sbarco dei profughi curdi nel 1997. La Regione Calabria, prima in Italia a dotarsi di una legge per promuovere l'inserimento dei rifugiati, è co- produttrice del film e devolverà il ricavato al finanziamento di progetti destinati all'accoglienza e all'integrazione.

È di questi giorni la notizia che l'attore Beppe Fiorello sta preparando una miniserie per la Tv per raccontare le “vicende di un paese e del suo sindaco che hanno trasformato il vuoto in un'opportunità: da emigranti a cittadini immigrati”.

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