Più di 100 giornalisti del Myanmar si sono radunati il 6 giugno 2017 a Yangon, la capitale del paese, per organizzare una campagna contro la Sezione 66(d) [it] della Legge sulle Telecomunicazioni del Myanmar.
La legge è stata approvata nel 2013, quando il Myanmar era ancora governato da un regime militare. Conta 86 sezioni, ma quella più nota è la Sezione 66(d) che tratta della diffamazione online. I funzionari dell'esercito l'hanno spesso usata per accusare di diffamazione attivisti, giornalisti e tutti i loro critici.
La sezione 66(d) stabilisce che chiunque usi una “rete di telecomunicazioni per estorcere, minacciare, ostacolare, diffamare, turbare, influenzare in modo inopportuno o intimidire” può essere “punito tramite detenzione fino a una durata massima di tre anni, costretto a pagare una multa o entrambe le cose.”
Per molti attivisti e giornalisti, la formulazione di questa legge è troppo vaga e può essere interpretata in modo ristretto per accusare chiunque di diffamazione nei confronti di un'altra persona.
Quando la National League for Democracy (NLD) ha sconfitto con larga maggioranza il partito sostenuto dall'esercito nel 2015, molti hanno sperato che avrebbe inaugurato una nuova era di riforme democratiche nel Myanmar. Senza dubbio, il nuovo governo ha rilasciato centinaia di prigionieri politici e ha ripreso il processo di pace con i gruppi etnici armati. Tuttavia, molte delle leggi approvate durante l'era della giunta sono rimaste in vigore, inclusa quella sulle Telecomunicazioni.
Da quando il nuovo governo è andato al potere nel 2016, sono stati registrati 61 casi di diffamazione che rientrano nella Sezione 66(d). Di questi 61, 14 riguardano giornalisti accusati in attesa di processo. Con grande sorpresa di molti, i funzionari della NLD sono stati tra coloro che hanno appoggiato l'uso della Sezione 66(d) contro le critiche online.
L'arresto più recente legato a una presunta violazione della legge ha coinvolto un editore e autore satirico [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] che si è preso gioco degli sforzi di pace intrapresi dall'esercito.
Preoccupati dalla crescita costante dei casi legati alla Sezione 66(d), i 100 giornalisti che si sono incontrati a Yangon hanno costituito il ‘Protection for Journalists Committee’ e hanno eletto 21 membri che guideranno la campagna per modificare la Legge sulle Telecomunicazioni. Il Comitato si pone tre obiettivi:
a) To amend and abolish the laws that oppressed media freedom, such as article 66(d) and other unjust laws;
b) Government, military and other institutions must drop immediately the charges under 66(d);
c) To achieve these demands, the committee will work hand-in-hand with civil society groups, and citizens.
a) La modifica e l'abolizione delle leggi che reprimono la libertà dei media, come l'articolo 66(d) e altre leggi ingiuste;
b) Il governo, l'esercito e le altre istituzioni devono far immediatamente cadere le accuse che rientrano nel 66(d);
c) Per ottenere questi risultati, il comitato lavorerà a stretto contatto con i gruppo della società civile e con i cittadini.
Il gruppo ha iniziato una campagna volta a incoraggiare i giornalisti a indossare fasce bianche sul braccio con la scritta “Freedom of Press” durante le udienze dei giornalisti accusati di diffamazione.

Alcuni dei giornalisti che hanno costituito il ‘Protection for Journalists Committee’ in Myanmar. Fonte: Facebook
In una lettera aperta, Kyaw Zwa Moe, editore del sito di informazione in versione inglese The Irrawaddy, ha chiesto risposte a Aung San Suu Kyi, consigliere di stato e leader della NLD, in merito alla mancata azione del governo a seguito della petizione per rimuovere la Sezione 66(d):
Many people believe that the previous government, run by ex-generals, created such a legal mechanism to be able to sue those who stood against their administration.
What surprises me is why the NLD government or its Parliaments have let its members and supporters apply this controversial law created by the previous government against individuals today. Even high-ranking officials of the NLD administration and the party have turned to 66(d), rather than more standard defamation charges described in penal codes.
Molte persone credono che il governo precedente, guidato da ex-generali, abbia creato un meccanismo legale che consentiva di citare in giudizio tutti coloro che si opponevano alla loro amministrazione.
Quello che mi sorprende è che il governo della NLD e il suo Parlamento permetta tutt'oggi ai suoi membri e sostenitori di applicare la controversa legge contro i privati creata dal precedente governo. Persino gli alti funzionari amministrativi del partito della NLD hanno usato la 66(d) invece delle normali accuse contro la diffamazione descritte nei codici penali.
Il direttore della Myanmar Information Development Organization, Htike Htike Aung, ha sottolineato come questa legge venga usata indebitamente e necessiti una revisione:
The main objective of this law is to promote development of the country and the upgrading of technology and also to protect the customers. But we have not seen yet any tangible protection given to the people so far. So in this Telecommunication Law we need to review the entire law, not only the section 66(d).
L'obiettivo principale di questa legge è quello di promuovere lo sviluppo del paese e migliorare la tecnologia, senza dimenticare la tutela dei clienti. Ma proprio di questa tutela nei confronti delle persone non abbiamo ancora visto nulla. Quindi, non va rivista solo la Sezione 66(d) ma l'intera Legge sulla Comunicazione.
Il governo del Myanmar non ha ancora rilasciato alcuna dichiarazione in risposta alle richieste dei giornalisti.








