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India: più il partito di governo spinge sull'uso della lingua hindi, più gli indiani si oppongono

Le maggiori lingue indoarie in India. Immagine di Filpro via Wikimedia Commons. CC: BY 3.0

Secondo la Costituzione indiana [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione], le lingue ufficiali dell'India dovrebbero essere l'hindi e l'inglese, ma la complessità di un paese diviso di più Stati, proprio come l'Unione Europea, sta ad indicare che in pratica la gente parla molte più lingue rispetto a queste due.

Il partito di governo, il nazionalista e conservatore BJP – Bharatiya Janata Party [it], ha provocato un'enorme moto di rabbia nei cittadini per aver applicato la lingua hindi come lingua ufficiale, a discapito di altre lingue di Stato. Il recente annuncio di Sushma Swaraj, il Ministro dell'Unione per gli Affari Esteri, riguardo l'uso della lingua hindi nei passaporti, ha rafforzato ulteriormente l'indignazione. Anche se Swaraj ha cercato di semplificare la procedura per la richiesta dei passaporti, altrimenti complicata, è stata pesantemente criticata per avere imposto l'hindi al 60% della popolazione non madrelingua che non capisce la lingua.

A partire da adesso tutti i passaporti saranno in inglese e in hindi, e non solo in hindi: il Ministro degli affari esteri Sushma Swaraj a Delhi

L'ultimo censimento del 2001 conta il 41,1%, dell'1,27 miliardo di indiani, di lingua hindi. Tuttavia il 16% di questi parla lingue correlate all'hindi, che sono identificate come lingue a sè stanti. Pertanto la percentuale della popolazione che parla hindi si riduce al 25%.

La promozione dell'hindi è stato uno dei principali obiettivi del BJP, dal momento che il 70% dei suoi membri parlamentari appartiene a regioni in cui si parla l'hindi. Garga Chatterjee, blogger del sito di news Sroll.in, sostiene che Swaraj non rappresenta completamente gli indiani, ma piuttosto solo quelli che parlano hindi:

Thus, when Swaraj says ‘why can’t we make it Hindi?’, the ‘we’ does not stand for all Indian citizens. ‘We’ are the Hindi-speaking citizens of the Indian Union. By equating that minority with the rest of us, she obliterates any stake the rest of us, the majority, have in any idea of ‘we’.

Così, quando Swaraj dice “perché non possiamo farlo in hindi?”, il “noi” non sta per tutti i cittadini indiani. “Noi” sono i cittadini di lingua hindi dell'Unione Indiana. Mettendo sullo stesso piano quella minoranza con il resto di noi, elimina ogni interesse che il resto di noi, la maggioranza, possiamo avere dell'idea di “noi”.

Chatterjee ha anche parlato su Twitter, lamentandosi del fatto che Swaraj l'ha bloccata subito dopo aver scritto un articolo sul blog, contro la decisione:

Ho scritto un pezzo per @scroll sulla decisione di #Sushmaswaraj di imporre l'hindi sui passaporti di cittadini non di lingua hindi. Ecco il risultato.

Un gran numero di internauti ha commentato, sia a favore che contro questa decisione.

Il blogger Priyodorshi, che è anche avvocato presso la Corte Suprema, ha scritto:

Se mi viene imposto un passaporto in hindi, io ne chiedo uno anche in bengalese! Perché non avere tutte le lingue ufficiali sul passaporto?

La celebrità teatrale Prakash Belawadi, che proviene dallo Stato indiano di Karnataka ha scritto:

E’ ridicolo, perché dovrebbe essere in hindi? Onestamente non penso che possiamo trovare una base comune.

Attraverso l'hashtag #StopHindiImposition (No all'imposizione dell'hindi), molti cittadini di Stati in cui non si parla hindi hanno espresso la loro opposizione contro questa decisione, così come per molte altre decisioni prese dal governo, dell'intraprendente aggiunta della lingua hindi in attività ufficiali:

Non stiamo dicendo di no all'hindi sui passaporti. La domanda dovrebbe essere perché “solo” l'hindi.

Care persone di lingua hindi, se l'inglese è una lingua straniera per voi, lo stesso è l'hindi per gli indiani del sud.

Allora perché non la nostra lingua kannada sul passaporto? Perché l'hindi su un passaporto dello Stato di Karnataka e non in kannada?

No all'imposizione dell'hindi.

La popolazione dello Stato di Karnataka ha già protestato contro l'uso dell'hindi su NammaMetro, il servizio metropolitano della capitale Bengaluru. L'utente di Twitter, Aditya Mani Jha, che sembra essere di lingua hindi, ha anche messo in discussione l'utilità dell'hindi in un documento come un passaporto, utilizzato prevalentemente per viaggi internazionali:

Finora nessuno mi ha dato una risposta a questo proposito, quindi lo chiedo di nuovo: come fa l'hindi sul passaporto a facilitare i viaggi internazionali?

Sebastian Amudhan, regista ed autore indiano dello stato del Tamil Nadu, ha condiviso un tweet con un video finto che mostra il Primo ministro dell'India che chiama un una persona di lingua tamil e parla in hindi, e quest'ultimo chiude la chiamata, spiegando che non capisce l'hindi.

Sembra che twitter lo abbia resuscitato. Fatemi fare la mia parte.

Il subbuglio riguardo alla lingua hindi imposta in Stati non di lingua hindi risale alla formazione dell'India nel 1947. L'hindi è diventato una lingua franca [it] nei primi anni '50 grazie a un movimento politico conosciuto come il Movimento d'indipendenza indiano [it]. Faceva parte della direzione del Congresso Nazionale Indiano [it], incaricato di riunire alcune delle ex colonie britanniche dell'Asia meridionale sotto lo Stato indiano.

Tuttavia, l'imposizione dell'hindi è stato osteggiato tramite manifestazioni sia prima che dopo la formazione dello Stato indiano, in particolar modo nell'area attuale del Tamil Nadu. Queste proteste sono costate alcune centinaia di vite ed hanno portato alla decisione di non rendere la lingua hindi parte del programma di istruzione per i bambini del Tamil Nadu. Hanno anche contribuito a creare la “politica di bilinguismo virtualmente indefinita”, che a sua volta ha portato alla proclamazione dell'inglese e dell'hindi come lingue ufficiali dell'India.

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