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La Turchia post-rivoluzionaria di Erdogan travolge le scuole e minaccia le università

Foto di Recep Tayyip Erdogan acquisita da r4bia.com. Licenza Creative Commons.

Diversamente dalle precedenti riforme dell'istruzione introdotte dal partito conservatore AKP (Partito per la Giustizia e lo Sviluppo), che miravano all'inclusione, quelle del governo attuale sembrano andare in una direzione decisamente più preoccupante.

Dopo aver licenziato circa 45.000 dipendenti del Ministero dell'Educazione in seguito al fallito colpo di stato dello scorso luglio, il partito al governo in Turchia ha ora deciso di eliminare anche Darwin.

Il mese scorso, il governo ha infatti annunciato che la teoria dell'evoluzione [en, come i link seguenti] verrà eliminata dal curriculum scolastico degli studenti turchi fino agli studi universitari.

L'annuncio non fa altro che confermare il timore dei laici turchi, secondo cui l'allineamento del sistema educativo turco alla volontà del Presidente Erdogan mira a formare nuove “generazioni pie” e a creare una “Nuova Turchia”.

I tentativi di adeguare il curriculum scolastico del paese a un orientamento più religioso non sono una novità e risalgono almeno al febbraio 2012.

Quello che è cambiato da allora è la posizione apparentemente inattaccabile del Presidente Erdogan in Turchia, dopo il fallito colpo di stato e il referendum.

La “Nuova Turchia”

Nonostante la maggioranza ristretta e la sempre maggiore polarizzazione dell'elettorato turco — o forse a causa di entrambi questi fattori — l'APK sta imponendo la propria agenda politica con più prepotenza di prima.

Oltre al divieto di insegnare la teoria dell'evoluzione, le riforme dell'istruzione dell'AKP prevedono l'inserimento nei programmi scolastici della versione rivista dal governo del tentato colpo di stato del 2016, mentre il tempo riservato a Kemal Attaturk, il fondatore secolare della moderna Turchia, verrà ridotto.

L'iscrizione forzata di alcuni studenti in età scolastica nelle controverse scuole statali religiose Imam-Hatip (per predicatori) è un altro punto dibattuto della nuova riforma dell'istruzione.

Nel 2010 il governo guidato dall'AKP aveva ottenuto il plauso sia dei liberali che dei conservatori per essere riuscito ad annullare l’oppressivo divieto di non indossare il velo islamico all'università, consentendo così a molte donne di famiglie musulmane osservanti di poter accedere all'educazione universitaria.

Le scuole Imam-Hatip sono invece state criticate per aver scoraggiato le ragazze a fare proprio questo. I laici vedono nel ruolo sempre più centrale delle scuole nel sistema educativo turco un altro segnale del tentativo dell'AKP di rimodellare il paese in base alla propria immagine tradizionalista.

Una minaccia in evoluzione

Secondo il responsabile dei curricula scolastici del Ministero dell'Istruzione turco, insegnare la teoria dell'evoluzione a scuola è “controverso”. Chi si oppone al divieto si è però subito schierato dalla parte della scienza.

Hanno eliminato la teoria dell'evoluzione dal curriculum, le ore di biologia sono state ridotte del 33%, mentre le ore di religione aumentate del 100%. A Dio piacendo, finiremo presto per scavalcare l'Iran.

Hanno deciso di eliminare le lezioni sulla teoria dell'evoluzione. Mi domando cosa insegneranno ai nostri figli.

Non ci saranno più lezioni sulla teoria dell'evoluzione, ma ci saranno lezioni di religione e sul codice penale ispirato alla Sharia. Questa sarebbe la Nuova Turchia!

Prima lezione del corso di biologia, prima diapositiva: l'evoluzione è reale e non può essere contestata. Me lo ricordo ancora dopo 29 anni. L'insegnante aveva ragione.

Anche le reazioni internazionali sono state critiche:

Erdogan continua a cambiare l'identità della Turchia eliminando la teoria dell'evoluzione dai curriculum scolastici.

Il divieto di insegnare la teoria dell'evoluzione si applica attualmente alle scuole, ma molti temono che le università saranno il prossimo bersaglio di una seria revisione da parte del governo. Migliaia di professori sono stati  licenziati dopo il colpo militare e 15 delle 180 università turche attualmente attive sono già state chiuse.

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