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Perché una cittadina anglo-etiope si è candidata alle Elezioni Generali del Regno Unito?

Andy Tsege, un attivista per la democrazia rapito che rischia la pena di morte in Etiopia. Schermata di un video caricato sul canale YouTube Reprieve.

Yemi Hailemariam, una donna britannica di origine etiope, si è candidata [en, come i link seguenti] contro Theresa May, come candidata marginale durante le elezioni parlamentari nel Regno Unito, per richiamare l'attenzione pubblica sul dramma di suo marito Andargachew Tsege.

Andargachew ‘Andy’ Tsege è un cittadino britannico nato in Etiopia che ha vissuto a Londra con sua moglie e i suoi tre figli per oltre quarant'anni. È stato rapito dai funzionari di sicurezza etiopi mentre era in transito.

Il 23 giugno 2014, il volo di Andy era atterrato nell'aeroporto di Sana'a nello Yemen, dove avrebbe dovuto prendere la coincidenza per Asmara, la capitale dell'Eritrea. Le autorità yemenite hanno arrestato Andy e lo hanno estradato in Etiopia dove rischia la pena di morte perché accusato di aver complottato per rovesciare il regime.

Andy con la sua famiglia. Foto pubblicata su Reprieve.

Yemi si è presentata come candidata indipendente nel collegio elettorale della May. Ha ottenuto pochi voti, ma la sua campagna è stata comunque un successo perché le ha permesso di perorare la sua causa direttamente davanti al Primo Ministro.

Orgoglioso di Yemi Hailemariam, la moglie di Andy Tsege che è arrivata fino a Maidenhead per incontrare Theresa May e chiedere il rilascio di Andargachew.

La notte dello spoglio elettorale Yemi ha indossato una T-shirt con la scritta ‘Free Andy Tsege’ (Liberate Andy Tsege) ed ha perfino stretto la mano a Theresa May.

La mischia dei candidati. Due in rosso, una felice, l'altra meno. Se Theresa May tentasse di liberare Andy Tsege, forse si sentirebbe meglio.

Su Facebook, Abebe Gelaw, un direttore esecutivo del canale televisivo satellitare ESAT gestito dalla diaspora ha scritto:

The winner is Yemi! I was watching the results of British elections live on BBC. Despite the self-inflicted pains, British PM Theresa May kept her Maidenhead seat, which she has held since 1997. But that wasn't the interesting part I watched on the screen.
There were a number of candidates who crowded the screen along with the PM. But for me it was a vibrant and creative woman wearing a t-shirt with a message: “Free Andy Tsige”, who stood out as the winner. Yemi Hailemariam decided to run against Theresa May not to unseat her. But she wanted to draw attention to the hypocracy that the British PM and her government ignored the plight of Andargachew Tsigie, a naturalized British citizen and the father of her three kids.
Yemi not only got some votes but also a national platform to raise awareness on the suffering of a freedom fighter illegally kidnapped, renditioned to Ethiopia and still languishing in jail.

La vincitrice è Yemi! Stavo guardando i risultati delle elezioni britanniche in diretta sulla BBC. Nonostante la sconfitta auto-inflitta, il Primo Ministro Theresa May è riuscita a conservare il suo seggio di Maidenhead che rappresenta dal 1997. Questa non era però la parte più interessante del video.
C'erano tanti candidati che si affollavano davanti alla telecamera insieme al Primo Ministro, ma per me l'unica vincitrice era quella donna vivace e creativa che indossava una T-shirt con la scritta ‘Free Any Tsege”. Yemi Hailemariam ha deciso di candidarsi contro Theresa May non per toglierle il seggio, ma per attirare l'attenzione sull'ipocrisia del Primo Ministro britannico e del suo governo per non essere intervenuti a difesa di Andargachew Tsigie, un cittadino naturalizzato britannico e padre di tre figli.
Yemi non solo ha ottenuto qualche voto ma anche una piattaforma nazionale con cui sensibilizzare il pubblico sulla sofferenza di un sostenitore della libertà rapito illegalmente, estradato in Etiopia e che sta ancora marcendo in galera.

Yemi e i suoi tre figli hanno dato vita a una campagna per essere ricongiunti con Andy nell'agosto del 2014.

Andy, che fa parte degli etiopi esilati che si oppongono al regime, è stato accusato dal governo di fomentare le recenti proteste anti-governative nella sua patria. È membro del gruppo di opposizione Ginbon 7.

Dall'ottobre 2016, l'Etiopia è in uno stato di emergenza a causa del crescente malcontento della popolazione contro il governo. Durante il successivo periodo di repressione, molti leader dell'opposizione sono fuggiti dal paese oppure sono stati arrestati.

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