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Salvador Adame, il settimo giornalista assassinato in Messico nel 2017

Salvador Adame. Imagen circulada ampliamente en Twitter.

Salvador Adame. Foto largamente diffusa su Twitter.

Il corpo senza vita e carbonizzato del giornalista e fondatore del canale locale 6TV [es, come i link seguenti, salvo diversa indicazione]Salvador Adame, è stato trovato a Michoacán [it] − nella regione occidentale del Messico – il 26 giugno 2017, secondo quanto dichiarato dalle autorità:

Después de realizar la toma y cotejo de muestras que marca la ley en estos procedimientos, por parte de especialistas de la Dirección de Genética, las pruebas de ADN permitieron comprobar que estos restos corresponden a quien en vida se llamó a Salvador Adame Pardo.

Dopo il confronto delle impronte digitali da parte degli specialisti dell'Istituto Nazionale di Genetica, come previsto dalla legge in questi casi, le prove del DNA hanno confermato che i resti sono quelli dell'uomo che in vita si chiamava Salvador Adame Pardo.

Il cadavere di Salvador Adame è stato ritrovato in una regione conosciuta con il nome di “Tierra Caliente“, ossia in una delle zone più violente di Michoacán, diventata famosa negli ultimi anni per l'impressionante aumento di crimini violenti e di segnalazioni di casi di collusione tra il governo locale e la criminalità organizzata.

Adame era stato sequestrato da un gruppo armato quasi un mese fa, secondo quanto riferito dal giornale nazionale La Jornada.

Salvador Adame è il settimo giornalista ucciso quest'anno. Vogliamo dei chiarimenti e che si metta fine alle aggressioni.

Il giornale indipendente Animal Político aveva accennato in una nota di essere a conoscenza del sequestro e del fatto che in varie occasioni il giornalista avesse ricevuto minacce in cui gli si intimava di lasciare il suo lavoro. Sullo stesso giornale Gerardo Romo aveva descritto con queste parole il lavoro del collega Salvador Adame, quando si sapeva del suo sequestro ma non ancora della sua esecuzione:

A través de su trabajo, Salvador Adame dio voz a quienes no eran escuchados y se convirtió en un crítico de las arbitrariedades cometidas por autoridades municipales, estatales y federales.

Grazie al suo lavoro, Salvador Adame ha dato voce a coloro che non ne avevano una, criticando le arbitrarietà commesse dalle autorità municipali, statali e federali.

Salvador Adame è stato così descritto in una nota pubblicata proprio da Canal 6TV:

El periodista, quien hace pocos más de un año fue sujeto de vejaciones policiales, mantuvo una directriz activa, crítica, sagaz, atrevida, desafiante, al escenario delictivo que prevalece en la zona, también conocida como Cuatro Caminos, corazón de la entidad y epicentro de interminables disputas gansteriles.

Il giornalista, che da poco più di un anno subiva vessazioni da parte della polizia, si è sempre attivamente opposto in modo critico, intelligente, audace e coraggioso allo scenario delittuoso che prevale nella zona, conosciuta anche come Cuatro Caminos, che è il cuore dello stato e l'epicentro di continui scontri tra bande rivali.

La moglie, Frida Urtiz aveva denunciato di essere stata vittima di pressioni a causa del lavoro svolto da lei e Adame:

Mi esposo y yo somos los dueños del canal, teníamos convenios de publicidad con el municipio de Múgica de difundir la labor que todas las administraciones tienen la obligación de hacerle saber a la ciudadanía y desistimos de ello ante la presión que recibíamos.

Mio marito e io siamo i proprietari di un canale televisivo ed avevamo contratti pubblicitari con il comune di Múgica per diffondere le informazioni che tutte le amministrazioni hanno l'obbligo di far sapere ai cittadini. Abbiamo desistito a causa delle pressioni ricevute.

Si tratta del settimo omicidio di un giornalista che si registra nel paese solo nei primi mesi del 2017. Una cifra che è contrasto con le dichiarazioni di Roberto Campa, un funzionario del comando supremo della Segreteria di Stato, secondo cui i giornalisti messicani sono stati oggetto di attacchi molto più violenti durante le precedenti amministrazioni.

L'impatto degli attacchi contro i giornalisti messicani va molto al di là della vita degli stessi reporter. La stessa Frida Urtiz, ad esempio, ha avuto gravi problemi di salute dopo essere stata informata del sequestro del marito.

La violenza contro chi esercita la professione di giornalista in Messico non è certamente una novità ed è anzi diventata una costante negli ultimi anni. Già nel 2015, la giornalista Isabel Uribe scriveva:

En el periodismo mexicano la tinta segrega un constante olor a muerte, nueve periodistas asesinados en lo que va de 2015 confirman que México es uno de los lugares más peligrosos en todo el planeta para ejercer la profesión, una caja de pandora que esconde las más terribles atrocidades: agresiones, intimidaciones, tortura, desaparición, autocensura y muerte.

In Messico, nel mondo del giornalismo il colore dell'inchiostro puzza di morte. I nove giornalisti assassinati nel 2015 confermano che il Messico è uno dei paesi più pericolosi in cui fare di giornalista. È un vaso di Pandora che nasconde le più terribili atrocità: aggressioni, intimidazioni, torture, sequestri, autocensura e morte.

Luis De Tlacuilo, un utente di Twitter, ha postato il seguente commento:

È triste pensare che qualcuno possa essere ucciso semplicemente perchè fa il proprio lavoro.

Dopo aver ricevuto la notizia, anche il giornalista Jenaro Villamil ha criticato il governo locale per la sua incapacità di contenere la violenza dovuta alla presenza di gruppi armati nella regione:

Salvador Adame: un altro giornalista assassinato dopo il suo sequestro qualche settimana fa, grazie all'indolenza del governo di Michoacan.

L'ufficio incaricato di proteggere i diritti umani in Messico ha fatto pressioni sulle altre istituzioni governative perché intervengano:

CDNH chiede alle autorità a tutti e tre i livelli di governo di indagare e risolvere l'omicidio di Salvador Adame

Il nome di Salvador Adame si aggiunge all'elenco di giornalisti che nel 2017 sono stati privati della loro vita in Messico. Tra loro ricordiamo anche Miroslava Breach e Javier Valdez.

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