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Attivista vietnamita condannata a 9 anni di prigione per “propaganda”

In gennaio una squadra di poliziotti è entrata in casa di Trần Thị Nga’s per arrestarla. (Foto: Ba Sam)

Questo articolo [en] di Don Le è stato pubblicato su Loa, un sito web di notizie e un progetto radiofonico online di Viet Tan che trasmette storie sul Vietnam. Viene ripubblicato da Global Voices grazie ad un accordo per la condivisione dei contenuti.

Le autorità vietnamite hanno condannato un'altra attivista sociale a un lungo periodo di carcere, continuando una serie di pene pesanti contro i dissidenti. In un processo della durata di un giorno, martedì 25 luglio 2017, la Corte popolare della provincia di Hà Nam ha condannato Trần Thị Nga a nove anni di carcere e cinque anni di arresti domiciliari per “conduzione di propaganda contro lo Stato”.

La quarantenne Nga, conosciuta anche con lo pseudonimo di “Thúy Nga”, è una famosa sostenitrice dei migranti [en]  e dei diritti di proprietà della terra. Ha inoltre documentato e combattuto contro la brutalità della polizia sulla sua pagina Facebook e sul suo canale YouTube [en]. Per via del suo lavoro Nga ha spesso subito intimidazioni e aggressioni fisiche da parte della polizia.

“È un verdetto ingiusto. Nga non è colpevole come ha stabilito la Corte” ha dichiarato Hà Huy Sơn, il legale di Nga, all'agenzia di stampa Reuters.

Le organizzazioni internazionali dei diritti hanno criticato Hà Nội per l'arresto di Nga. Phil Robertson, vice direttore della divisione Asia di Human Rights Watch ha rilasciato una dichiarazione prima della sua condanna.

The Vietnamese government consistently goes to extremes to silence its critics, targeting activists like Trần Thị Nga with bogus charges that carry a long prison sentence, and subjecting their families to harassment and abuse.

Il governo vietnamita si spinge ai limiti per mettere in silenzio i suoi critici, prendendo di mira attivisti come Trần Thị Nga con false accuse che portano a condanne di lunghi periodi in prigione e sottoponendo le loro famiglie a vessazioni e ad abusi.

Testimoni hanno dichiarato che centinaia di poliziotti hanno circondato [vi] il tribunale per impedire ai sostenitori di Nga di riunirsi al di fuori del tribunale. Un video flycam ha fatto vedere la polizia di sicurezza che bloccava [vi] le strade circostanti.

Al marito di Nga e ai due giovani figli è stato impedito di entrare nel tribunale e sono stati costretti ad aspettare fuori [vi]

Il marito, Phan Văn Phong, ha scritto [vi] in un post su Facebook:

The court did not receive us, so we wandered around the streets. We were tired out so the two boys looked for some shade to sit down and rest momentarily.

La Corte non ci ha ricevuti, quindi abbiamo vagato per le strade. Eravamo stanchi così i due ragazzi sono andati in cerca d'ombra per sederci e riposare un momento.

Al marito di Trần Thị Nga e ai due figli è stato impedito di entrare in tribunale per seguire il processo. (Foto: Facebook/Trương Minh Hưởng)

Nonostante decine di attivisti siano stati interdetti da quello che doveva essere un processo pubblico, questi si sono seduti intorno al palazzo del tribunale per protestare [vi] contro il processo ingiusto e richiedere il rilascio di Nga.  “Thuý Nga è innocente”, hanno dichiarato sugli striscioni.

Dei video mostrano dei poliziotti in borghese fronteggiare [vi] i manifestanti pacifici, tirando e strappando loro gli striscioni.

La sua sentenza segna una tendenza preoccupante per gli attivisti per la libertà di espressione. Nel giugno del 2017, il noto blogger Nguyễn Ngọc Như Quỳnh, che ha scritto con lo pseudonimo “Madre Fungo” è stato condannato a dieci anni di carcere per le stesse accuse di Nga. In un'altra occasione, le autorità locali hanno arrestato un attivista sociale nella provincia di Nghệ una sera prima del processo di Nga e lo hanno accusato [vi] di “tentare di rovesciare lo Stato”.

Degli attivisti fanno un sit-in davanti alla Corte popolare di Hà Nam. (Foto: Facebook/Nguyễn Thuý Hạnh

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