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Il governo venezuelano vuole regolamentare l'incitamento all'odio sui social media

Imagen de Esther Vargas en Flickr. Usada bajo licencia (CC BY-SA 2.0)

Immagine di Esther Vargas diffusa via Flickr (CC BY-SA 2.0)

L'Assemblea Nazionale Costituente (ANC), che ha preso il potere qualche tempo fa e si è insediata il 21 agosto, sta cercando di regolamentare l'uso dei social media per attuare un provvedimento restrittivo verso i crimini d'odio.

Questa settimana, l'ANC ha avviato un dibattito su un nuovo disegno di legge, denominato “Ley de Convivencia Pacífica, contra la Intolerancia y la Violencia” (Legge per la convivenza pacifica, contro l'intolleranza e la violenza). Secondo l'ANC, il disegno di legge rientra nel suo mandato di creare una nuova costituzione nazionale entro due anni, durante i quali tutte le altre autorità pubbliche saranno soggette all'autorità dell'ANC stessa.

Nel luglio 2017, l'Assemblea Nazionale Costituente ha assunto [es, come i link seguenti salvo diversa indicazione] tutti i poteri legislativi che prima rientravano nella giurisdizione dell'Assemblea Legislativa Nazionale, dove l'opposizione aveva la maggioranza, sciogliendo di fatto il parlamento e sottolineando ulteriormente il mancato riconoscimento dell'organo eletto da parte del governo venezuelano. In precedenza, il governo aveva già dimostrato disprezzo per l'Assemblea Legislativa, invalidandone qualsiasi azione.

L'ANC è stata formata tra ondate di proteste che hanno scosso il paese per mesi e sullo sfondo di seri dubbi sulla legittimità procedurale, oltre che di accuse di frodi elettorali - anche da parte della stessa società che ha fornito la tecnologia per lo spoglio elettorale – e nonostante il rifiuto da parte della comunità internazionale di riconoscerne la legittimità.

La denigrazione dei social media da parte dell'amministrazione chavista non è una novità. Nel 2010 [en], il governo aveva già accusato le reti online di incitamento all'odio e alla violenza minacciando di arrestare chi le usava per “cyberterrorismo” [en].

Delcy Rodríguez, il Presidente dell'ANC, ha dichiarato che:

Las redes sociales se han convertido en la plataforma más grotesca y brutal para atentar contra el pueblo. Esas expresiones, amenazas de muerte, esas expresiones de odio deben acabarse en Venezuela y por eso esta ley va a contener sanciones para el delito de odio, va a contener sanciones y regulaciones en los medios de comunicación.

I social media sono diventati la piattaforma più grottesca e brutale per chiunque voglia attaccare gli altri. Queste affermazioni, queste minacce di morte e parole d'odio devono cessare in Venezuela; e questa legge mira proprio a punire chi commette crimini d'odio e a regolamentare i media.

Tra le tante critiche, i cittadini hanno anche sottolineato l'assenza di trasparenza della proposta di legge, il cui testo non è ancora disponibile online. Sebbene i sostenitori del disegno di legge affermino che la legge verrà discussa “con il popolo”, è prassi ufficiale che questo tipo di discussioni siano puramente formali e che avvengano tra gruppi organizzati che sostengono il governo.

La proposta di legge non è ancora stata resa disponibile ai cittadini e non può essere letta.

Alcuni commentatori hanno ricordato anche una serie di attacchi precedenti alla libertà di espressione ai quali si può ora aggiungere il tentativo di regolamentare l'uso dei social media.

Maduro continua a sopprimere le libertà civili bloccando i canali stranieri e aspirando a controllare i social media. Il Venezuela è vittima di una vera e propria dittatura.

Il disegno di legge, presentato all'ANC dal Presidente Nicolás Maduro lo stesso giorno che in cui ha prestato giuramento davanti all'assemblea “sovra-costituzionale e plenipotenziaria”, mira a punire le espressioni di “odio” sui social media con condanne fino a 25 anni. Oggi, con una ANC dotata di pieni poteri e costituita solo da rappresentanti del partito al governo, è alquanto improbabile che il disegno di legge non venga approvato.

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