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Remare contro l'inquinamento: la missione di un uomo per proteggere i fiumi dell'Iraq per le future generazioni

Questo articolo, scritto da Todd Reubold [en, come tutti i link seguenti] è stato originariamente pubblicato su Ensia.com, una rivista che presenta nuove prospettive sulle sfide ambientali internazionali e sulle possibili soluzioni, e viene ripubblicato qui grazie a un accordo di condivisione dei contenuti.

Negli ultimi sette anni, Nabil Musa ha viaggiato da solo – spesso su un pedalò o una zattera – nella regione del Kurdistan iracheno, con un'unica missione: quella di promuovere l'importanza di mantenere puliti i corsi d'acqua per le attuali e future generazioni.

In questo documentario di Emily Kinskey, seguiamo Musa mentre spiega la sua relazione con i fiumi della sua regione e l'effetto che l'inquinamento ha sulla sua comunità. “Volevo davvero fare qualcosa per il fiume che abbiamo perso quando ero bambino”, ci racconta Musa.

Esperti in tutto il paese temono che decenni di guerra, inquinamento, sviluppo incontrollato e sbarramenti preludano a un'imminente crisi idrica in Iraq.

Musa fa parte della ONG Waterkeepers Iraq — una consociata di Waterkeeper Alliance — che promuove e lavora “per proteggere i fiumi, i torrenti e i corsi d'acqua iracheni e aiutare le comunità locali a usare queste risorse naturali in modo sostenibile”.

Verso la fine del video, Musa riassume l'urgenza al centro del suo lavoro chiedendosi: “Se non avremo più quest'acqua, come faremo a sopravvivere?”    

Questo video è stato prodotto, filmato e modificato per Ensia da Emily Kinskey, una documentarista e giornalista multimediale che lavora ad Erbi in Iraq. Il suo lavoro è incentrato sulle sottoculture non rappresentate sui media e perseguitate, ed è il frutto di una videografia collaborativa e di tecniche multimediali innovative che aiutano le comunità oppresse a dar voce alle loro storie.

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