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Afghanistan in lutto per l'adorata ‘nonna’ Nancy Hatch Dupree

Omid Sharifi: gli afghani dipingono Nancy Dupree, rivolgendosi a lei come “La nostra eroina. Protettrice leale della cultura dell'Afghanistan.”

La storica americana Nancy Dupree per mezzo secolo si è impegnata a preservare il patrimonio afghano dai danni causati dall'invasione sovietica, dalla guerra civile e dall'era talebana. I suoi sforzi sovrumani non sono stati dimenticati dai cittadini quando è morta all'inizio di questo mese nella capitale Kabul.

Persino a 90 anni, la Dupree era concentrata a gestire e organizzare l'Afghanistan Center dell'Università di Kabul (ACKU) dove sono custoditi 60.000 documenti afghani. Ha scritto cinque guide [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] sull'Afghanistan ed è morta dopo una lunga battaglia contro problemi a cuore, reni e polmoni nell'ospedale della sua città adottiva.

Alcuni giorni dopo la sua morte, i funzionari del governo afghano insieme a diplomatici stranieri, colleghi e amici, hanno preparato una cerimonia di commemorazione e lodato la sua eredità all'Afghanistan Center dell'Università di Kabul, dove si è svolta la funzione.

Aveva collezionato moltissimi libri preziosi, mappe, fotografie di guerra e rare registrazioni di musica folk all'ACKU, dove viveva. Ora la sua scrivania è vuota, ma con un'aura di rispetto.

La scrivania di #Nancydupree all'ACKU, solo poche ore dopo la sua morte.

Gli afghani hanno pianto per la signora Dupree attraverso post di cordoglio nei social media. Sia l'attuale, che gli ex Presidenti e persino moltissimi cittadini hanno espresso il loro grande dolore per questa perdita.

Il giornalista afghano Sattar Saeedi ha informato i suoi seguaci della morte di Dupree su Twitter [ar]:

La nonna dell'Afghanistan se n'è andata…

Grazie Nancy per ciò che hai fatto per la cultura e il patrimonio afghani. RIP. Un murale di 54 messaggi per onorare i suoi ricordi a Kabul.

Come molti altri politici afghani, il Capo dell'esecutivo, il Dr. Abdullah ha pubblicato una foto con lei dal suo archivio personale.

Profondamente addolorato per la morte di #NancyDupree. Gli afghani apprezzano e rispettano il suo lavoro di decenni per l'#Afghanistan. Nancy ci mancherà! RIP

Lina Rozbih, una giornalista afghana, ha pubblicato una foto di Dupree con un vestito tipico dell'Afghanistan.

Era la Madre Teresa dell'Afghanistan #nancydupree

Mentre un altro utente Twitter ha ricordato la distruzione da parte del regime talebano delle statue del Buddha di Bamiyan, un evento che fece piangere la Dupree.

Una delle poche che nutrivano amore incondizionato e adorazione per l'Afghanistan. #nancydupree RIP

La Dupree arrivò in Afghanistan come moglie di un diplomatico americano nel 1962. Nata e cresciuta in India, si diplomò alla scuola superiore a Città del Messico e frequentò il Barnard College e la Columbia University, studiando storia cinese.

Iniziò a scrivere sull'Afghanistan poco dopo il suo arrivo nel Paese, dove incontrò Louis Hatch Dupree, un archeologo e antropologo che diventò presto il suo editore. Al tempo entrambi erano sposati, ma avrebbero finito per divorziare dai rispettivi compagni e trascorrere decenni a viaggiare insieme l'Afghanistan. Il loro libro “Five o’clock Follies” li rese famosi in tutto il mondo.

Quando le truppe sovietiche furono inviate in Afghanistan nel 1979, i Dupree dovettero lasciare il Paese. Louis fu imprigionato per poco tempo dopo che il governo comunista lo accusò di essere una spia per la C.I.A.

Invece di tornare negli Stati Uniti, andarono a Peshawar, Pakistan, un centro per sfollati afghani. Qui furono sconvolti nel vedere che documenti e libri di valore culturale venivano venduti e usati come combustibile.

Per preservare più documenti e libri possibili, fondarono l'Agency Coordination Body for Afghan Relief (Organizzazione di supporto per l'Afghanistan) e raccolsero tutti i documenti legati alla storia e alla cultura afghana.

Louis Dupree morì di cancro nel 1989, proprio quando le truppe sovietiche si ritirarono dall'Afghanistan, ma Nancy portò avanti il loro obiettivo. In attesa della guerra civile e dell'occupazione talebana in Pakistan, cercò di preservare il patrimonio afghano falsificando contratti con ufficiali talebani di medio livello, anche se questi sforzi servirono a poco.

Nel 2005 Nancy tornò a Kabul, portando lungo il tragitto il materiale collezionato durante la sua permanenza a Peshawar in sacchi di iuta.

Un edificio di marmo, pietra e cedro afghani, l’Afghanistan Center dell'Università di Kabul, diventò il suo porto sicuro. Qui i libri, le fotografie, le mappe e altri rari documenti che lei e Louis collezionarono, furono digitalizzati per poterli rendere accessibili ad altre università in città come Herat, Kandahar, Jalalabad, e Mazer-e-Sharif.

La Dupree continuò a dedicarsi a migliaia di documenti che raccontavano anni di conflitti e sconvolgimenti politici, al lavoro per i rifugiati e alla partecipazione internazionale nel Paese devastato dalla guerra.

“Uno dei nostri obiettivi è promuovere l'intero concetto e la metodologia per eseguire delle ricerche decenti,” ha detto Dupree al Guardian nel 2013.

Ha anche fondato la Louis and Nancy Hatch Dupree Foundation, che ha come obbiettivo quello di promuovere la storia e la cultura dell'Afghanistan.

In un'intervista al Washington post, ha spiegato la motivazione dietro alla battaglia della sua organizzazione per rafforzare il patrimonio afghano.

“Quello che stiamo cercando di fare, è di infondere l'idea che avere un senso di identità è ciò che ci rende forti,” ha dichiarato.

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