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Diaspora* e altri software gratuiti disponibili in occitano, grazie ai traduttori volontari

Foto su Flickr di she_who_must and usata con licenza CC BY-NC-ND 2.0.

I traduttori volontari hanno reso disponibile Diaspora* [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione], un social network open source, in alcune delle lingue più usate su internet, come cinese, giapponese, spagnolo e portoghese. Guardando con attenzione la lista delle lingue con il 100% di termini e frasi tradotte, ce n'è una in particolare che spicca: l’occitano [it].

L'occitano è una lingua romanza parlata nel sud della Francia e in alcune parti di Spagna, Monaco e Italia. Il numero di persone che parlano questa lingua varia da luogo a luogo, tuttavia è evidente che oggi le cifre sono in calo. La lingua occitana ha molti dialetti, ma prevale tra tutti l’ “occitano standard”, che contiene elementi dalle varianti dialettali. Secondo l’Atlante delle Lingue Mondiali in Pericolo dell'UNESCO, i dialetti provenzale, alvernese, limosino e linguadociano sono classificati come “gravemente in pericolo” e gli altri due dialetti, guascone e vivaro-alpino, sono etichettati come “decisamente in pericolo”.

Un piccolo team di traduttori ha pensato di rendere Diaspora* una piattaforma importante per promuovere la lingua e ha deciso di inserire l'occitano nel social network.

Quentin Pagès, che parla il dialetto linguadociano, su cui è basato l'occitano standard, è uno dei membri del team di traduttori e ha anche lavorato alle traduzioni in occitano di altre piattaforme, come Jitsi Meet, Wallabag, Framadate e Mastodon. Ha condiviso con Rising Voices la sua esperienza attraverso questa breve intervista.

Rising Voices (RV): Perché ritieni importante che Diaspora* sia accessibile in lingua occitana?

Quentin Pagès (QP): Innanzitutto le persone sono libere di iniziare ad usarlo e questo dà visibilità alla lingua. Non mi piace quando si stabilisce che una lingua ha più valore di un'altra. Secondo la mia opinione, ogni lingua è allo stesso livello. È per questo che l'occitano deve essere disponibile come lingua completa. Anche se non è una delle lingue più usate, su Diaspora* chiunque potrà usufruire della terminologia e delle frasi per altri progetti, dato che il nostro è un programma open source.

RV: Come hai iniziato questo processo di localizzazione?

QP: Ho deciso di iniziare la traduzione di Diaspora* perché era compresa in una lista di piattaforme open source redatta da un'associazione francese chiamata Framasoft attraverso la loro campagna “De-Google-ify the Internet” (De-Googleizziamo Internet). Da quella lista, ho anche collaborato alla traduzione di Jitsi Meet, Wallabag, Framadate e ora a quella del nuovo social network Mastodon. Nel team dedicato alla traduzione di Diaspora* eravamo in tre e comunicavamo tra noi per lo più tramite email.

RV: Quali sono state le sfide maggiori nel tradurre Diaspora* in occitano?

QP: Penserete che la sfida durante il lavoro di traduzione sia stata la mancanza di terminologia o qualcosa del genere. In realtà non aveva niente a che fare con questo: la vera sfida era trovare persone per la revisione dei testi e che collaborassero con il lavoro. L'occitano gode di una buona flessibilità nel creare nuove parole. Da un lato avrei voluto che ci fossero più traduttori, ma dall'altro mi andava bene che fossimo in pochi: potevamo così controllare che una parola fosse tradotta sempre allo stesso modo. La parola “reshare” (ricondividere) potete trovarla come “repartejar” da una parte e “tornar partejar” da altre parti. Avrei potuto cambiarle, ma le ho lasciate perché sono entrambe corrette.

RV: Hai un'idea di quello che fanno le comunità che usano Diaspora* in occitano?

QP: Non so come mai, ma non tutti hanno provato questo social network. Vorrei che le persone usassero gli strumenti in occitano, ma al momento sembra che solo certe persone apprezzino e siano attirate dall'accessibilità di questa lingua nella piattaforma. Diaspora* in occitano potrebbe essere un buon modo per unire persone che vogliono supportare la lingua, potremmo così collaborare ad altri progetti insieme. Per quanto mi riguarda, “lavorare per la lingua” deve essere fatto in occitano, solo così può essere coerente. Per questo motivo preferisco usare software open source, so che quando ho del tempo posso contribuire a diffondere la mia lingua e a farla conoscere alle persone.

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