chiudi

Aiuta Global Voices, fai una donazione!

La nostra comunità di volontari in tutto il mondo lavora per raccontare le storie di cui i media non parlano—ma non possiamo farlo senza il tuo aiuto. Sostienici con una donazione a Global Voices!

Fai una donazione

See all those languages up there? We translate Global Voices stories to make the world's citizen media available to everyone.

Learn more about Lingua Translation  »

‘Immigrants, We Get The Job Done’ il video che sottolinea le ingiustizie razziste negli USA e oltre

Screenshot dal video “Immigrants, We Get the Job Done”.

L'articolo è stato originariamente scritto da  [en, come tutti i link seguenti, salvo diversa indicazione] e pubblicato su Enclave. È stato rieditato e ripubblicato su Global Voices con il permesso di Enclave.

A fine giugno è stato pubblicato il video musicale “Immigrants (We get the Job done)” tratto dall’album “The Hamilton Mixtape”, colonna sonora del musical di Broadway “Hamilton” basato sulla storia di Alexander Hamilton [it], che giocò un ruolo fondamentale [it+ nella fondazione degli Stati Uniti d'America alla fine del XVIII secolo.

Lo spettacolo acclamato dalla critica, che si è ispirato alla biografia scritta da Ron Chernow, dà alla storia un tocco musicale di vario genere, dall’hip hop al rhythm, blues e pop e attori di varie origini giocano il ruolo di personaggi bianchi. “Immigrants, we get the job done” è una traccia che nel musical è cantata dal personaggio di Hamilton, che emigrò nelle colonie americane da adolescente, e da Marqui de Lafayette, un aristocratico francese che ha combattuto nella Guerra d'Indipendenza americana.

La versione della canzone pubblicata su “The Hamilton Mixtape” è cantata dal poeta somalo canadese K’naan Warsame, dal rapper e scrittore portoricano Residente, dall'attore, rapper e attivista britannico-pakistano Riz Ahmed, dall'artista hip hop e attrice messico-americana Snow Tha Product, e dall'attore, rapper e cantante americano Daveed Diggs. Tutti questi artisti sono conosciuti negli Stati Uniti per essere contro il razzismo e la discriminazione.

La canzone e il video sono prodotti da Lin-Manuel Miranda, che ha anche scritto il musical. L'opera raffigura una classe operaia ignorata che vive nell’ombra e che spesso è vittima di crimini di guerra, brutalità da parte della polizia, sfruttamento lavorativo, violenza xenofoba e morti insensate. Il periodo in cui è stata pubblicata è di particolare importanza, dato che coincide con il momento in cui il paese sta discutendo intensamente la nuova riforma della legge sull'immigrazione e l’ostilità verso gruppi di minoranza sta diventando sempre più visibile. Parte della canzone recita:

I been scoping ya dudes, ya’ll ain't been working like I do
I'll outwork you, it hurts you
You claim I’m stealing jobs though
Peter Piper claimed he picked them, he just underpaid Pablo
But there ain't a paper trail when you living in the shadows
We're America's ghost writers, the credit's only borrowed

“Sono sempre stato nel mirino, non avete mai lavorato come me
Lavoro più duramente di te, ti fa male
Dici che ti sto rubando il lavoro
Peter Piper dice di averli assunti, ma in realtà Pablo è sottopagato
Non c’è contratto quando vivi nell’ombra
Siamo i ghost writers dell’America, il vanto è solo preso in prestito”

In effetti, Miranda ha dato il suo supporto alla coalizione Immigrants: We Get Job Done istituita dalla Federazione Ispanica. La coalizione include 12 organizzazioni che operano sul campo in tutti gli Stati Uniti e che forniscono servizi come rappresentazione legale e di difesa, e campagne di consapevolezza sui propri diritti rivolti ad immigrati, rifugiati e richiedenti asilo che vengono negli Stati Uniti alla ricerca del sogno americano.

avvia la conversazione

login autori login »

linee-guida

  • tutti i commenti sono moderati. non inserire lo stesso commento più di una volta, altrimenti verrà interpretato come spam.
  • ricordiamoci di rispettare gli altri. commenti contenenti termini violenti, osceni o razzisti, o attacchi personali non verranno approvati.