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‘Non abbiamo il coraggio di guardare fuori': Dominica messa in ginocchio dall'uragano Maria

Fermo immagine di una vista aerea che mostra la devastazione pressoché totale di Dominica dopo il passaggio dell'uragano Maria il 19 settembre 2017. Video di CDEMA – Carbibbean Disaster Emergency Management Agency, diffuso ampiamente su Facebook e Twitter.

Questa isola dei Caraibi settentrionale è stata in prima linea durante questa stagione di uragani atlantici. Subito dopo il passaggio di Irma [en, come i link seguenti] un altro uragano di categoria 5, Maria, ha devastato le isole sottovento, colpendo Guadalupe, Dominica, St. Kitts e Nevis e anche Montserrat.

Dominica, che conta circa 73.000 abitanti, è stata l'isola più colpita. Nelle prime ore dopo il disastro, il Primo Ministro ha infatti dichiarato che i danni erano “devastanti”.

L'uragano Maria è arrivato sull'isola la sera del 18 settembre. Già il mattino successivo, gli utenti dei social media di tutta la regione aveano iniziato a condividere foto che mostravano i presunti danni dell'uragano a Dominica. Successivamente, è emerso che molte delle immagini condivise tramite le chat di WhatsApp e Facebook erano false. Gran parte del sistema di comunicazione sull'isola era infatti stato danneggiato ed era impossibile per i cittadini giornalisti sull'isola condividere qualsiasi cosa. Alcune foto erano tuttavia autentiche.

Caroline Taylor ha affrontato l'argomento su Facebook, lanciando il seguente appello:

Please don't circulate photos you can't authenticate. That's to say nothing about the copyright implications. Most of those Dominica images are not from Hurricane Maria.

Per favore, non fate circolare foto di cui non non si possa verificare l'autenticità perché ci potrebbero essere implicazioni sui diritti d'autore. Molte delle immagini di Dominica non si riferiscono ai danni provocati dall'uragano Maria.

Il Primo Ministro Roosevelt Skerrit ha tuttavia condiviso il più possibile la sua esperienza tramite la sua pagina Facebook ufficiale. Come molti altri dominicani, ha perso la casa, ed è ha confessato di “essere stato totalmente il balia dell'uragano”. Nelle ore in cui l'uragano si è abbattuto come maggiore violenza sull'isola ha scritto:

We do not know what is happening outside. We not dare look out. All we are hearing is the sound of galvanize flying. The sound of the fury of the wind. As we pray for its end!

Non sappiamo cosa stia succedendo fuori. Non abbiamo il coraggio di guardare. L'unica cosa che sentiamo è il suono del vento che soffia tutt'intorno. Il suono della furia del vento. E stiamo pregando che finisca!

Il piccolo stato insulare è stato colpito da venti con raffiche di circa 160 km all'ora.

E in un aggiornamento delle prime ore del 19 settembre ha aggiunto:

Initial reports are of widespread devastation. So far we have lost all what money can buy and replace. My greatest fear for the morning is that we will wake to news of serious physical injury and possible deaths as a result of likely landslides triggered by persistent rains. […]

I am honestly not preoccupied with physical damage at this time, because it is devastating…indeed, mind boggling. My focus now is in rescuing the trapped and securing medical assistance for the injured.
We will need help, my friend, we will need help of all kinds.

Le prime notizie parlano di una devastazione totale. Abbiamo perso tutto ciò che si può comprare o ricostruire con il denaro. La mia peggiore paura sarà scoprire domattina che ci sono stati dei feriti e probabilmente dei morti a causa delle frane causate dalle continue pioggie […]

In questo momento non sono preoccupato tanto per i danni fisici, anche se il solo pensiero è devastante… Ciò che mi preoccupa nell'immediato è liberare le persone intrappolate e fornire assistenza medica ai feriti.
Avremo bisogno di aiuto, caro amico, di tutto l'aiuto possibile.

L'isola di Dominica è quella che ha apparentemente subito più danni, anche se l'uragano non ha risparmiato le isole vicine di lingua francese, Guadalupe e Martinica, causando morti e distruggendo edifici.

I netizen della regione sono rimasti sconvolti dalla notizia, Annie Paul ha ammesso che “era tremendamente dispiaciuta per le isole dei Caraibi orientali colpite dalla furia dell'uragano”, mentre Soyini Grey di Trinidad ha confessato:

The news from Dominica is making me sick

Le notizie che arrivano da Dominica mi fanno stare male.

Su Twitter, Judy Raymond ha aggiunto:

Se Trinidad e Tobago non è pronta per un disastro naturale, figuriamoci quelle piccole isolette che non hanno le nostre infrastrutture e i profitti di petrolio e gas.

In segno di solidarietà, Dele Adams, di St. Kitts, una delle isole colpite da Irma, ha scritto:

In un post pubblico su Facebook, l'utente Dele Adams, ha scritto “No Facebook. Mi rifiuto di registrarmi ‘sano e salvo’ con il controllo di sicurezza finché l'uragano Maria non se va e non lascerà in pace noi e i nostri vicini. Che torni la calma”.

I cittadini dei Caraibi si sono subito dati da fare per inviare aiuti e forniture alle isole più colpite, anche erano già state messe a dura prova dall'uragano Irma. Sono già state allestiti vari canali per la raccolta di tutto, dal cibo in scatola alle forniture mediche, dagli articoli da toelette agli utensili. La brutalità di questa stagione di uragani ha costretto tutti a una seria riflessione:

Questa stagione di uragani ci ha dimostrato che dobbiamo pianificare, costruire, comunicare e vivere in funzione dell'ambiente e delle stagioni.

L'uragano Maria si è poi diretto verso l'isola di Porto Rico, anche se nel frattempo era già stato declassato alla categoria 4.

Dopo l'uragano è stata creata una pagina Facebook, Dominica Hurricane Maria Disaster Relief, per raccogliere e agevolare le donazioni a favore di Dominica.

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