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Ramírez: un paziente psichiatrico oggi considerato un grande artista dell'esperienza degli immigrati

Questa opera di Martí​n Ramírez è nota come “Senza titolo (Treno e tunnel).” Ramírez usava matite e pezzi di carta incollati per realizzare i suoi disegni. Crediti: per gentile concessione di Ricco/Maresca Gallery

Questa storia di Gisele Regatao è apparsa originarimanete su PRI.org [en, come i link a seguire] il 24 Agosto 2017. E’ qui repubblicata come parte di una partnership tra PRI e Global Voices.

Un immigrato messicano che è stato internato in ospedali psichiatrici nel nord della California per più di 30 anni è ora considerato da alcuni critici come uno dei migliori artisti del XX secolo. E ora sta per tenere la sua prima mostra retrospettiva a Los Angeles.

L’Istituto di Arte Contemporanea di Los Angeles, l’ICA LA, ha inaugurato la sua nuova sede il 9 settembre con una mostra che raccoglie circa 50 dipinti di Martín Ramírez, morto nel 1963 all’età di 68 anni.

La mostra arriva giusto in tempo, quando una nuova ricerca sta mettendo in dubbio l’etichettatura posta su Ramirez come un artista outsider e lo sta definendo invece un maestro dell’esperienza degli immigrati .

È un artista immigrato. La sua arte è molto importante per capire il trasferimento, i confini e come le persone attraversino le frontiere” ha affermato Victor Espinosa, autore del libro, “Martín Ramírez: Framing His Life and Art.”

‘Me no loco’

Espinosa, che insegna all’Università Statale dell'Ohio, ha speso 10 anni facendo ricerche su Ramírez, chiedendosi se fosse davvero schizofrenico. Secondo Espinosa Ramírez è stato diagnosticato con questo disturbo dopo una breve visita psichiatrica dove non c’era nessun interprete. E Ramírez non parlava inglese. Espinosa afferma che Ramírez abbia continuato a dire Me no loco ( “Io non sono pazzo”) ma che i dottori siano giunti ad un’altra conclusione.

“Con questo tipo di diagnosi, era impossibile lasciare l’istituto” racconta Espinosa “Ramírez non aveva nessuno al suo fianco che potesse mettere in discussione la diagnosi, che potesse fare qualcosa”

Questa opera di Martín Ramírez è nota come “Senza Titolo (Cavallo e sedia rossa).” Crediti: per gentile concessione di Ricco/Maresca Gallery

Ramírez si traferì negli Stati Uniti nel 1925 lasciando una moglie incinta e tre figli a Jalisco, in Messico, per cercare lavoro nelle ferrovie e nelle miniere in California. Tuttavia, un paio di anni dopo l’economia andò in crisi. Perse il lavoro e iniziò a vivere per strada.

Qui è il punto in cui la storia diventa un po’ confusa. Secondo la ricerca di Espinosa, Ramírez ha mal interpretato una lettera dalla sua famiglia e tagliò quindi qualsiasi tipo di legame. Finì senza casa e al lastrico e nel 1931 venne prelevato dalle autorità. Espinosa afferma che Ramírez fosse confuso e probabilmente depresso e venne così ricoverato.

Rimase negli istituti psichiatrici per il resto della sua vita.

Mentre era lì Ramírez iniziò a disegnare Madonne, cowboy, cavalli, treni, tunnel – ispirato dalle chiese e dalle fattorie del suo Messico e dal suo viaggio verso gli Stati Uniti. Non aveva quadri o tele; usava matite e incollava vari pezzi di carta per creare fogli più grandi. A volte usava anche collage dalle riviste. Il suo tratto era figurativo ma anche moderno.

Delle migliaia di disegni che probabilmente Ramírez ha fatto, ne sono sopravvissuti solamente 500.

Una delle sue Madonne ora giace in una camera blindata alla Biblioteca del Congresso di Washington. Tracey Barton, tecnico senior degli archivi nella divisione manoscritti, ritrovò il disegno nel 2009 in una scatola con dei beni appartenuti ai designer americani Charles e Ray Eames.

“Ho lavorato nella biblioteca per circa 35 anni, e questa è stata la cosa più sorprendente che mi sia mai accaduta” afferma Barton.

L'artista come figura mistica

L'arte di Ramírez non sarebbe mai uscita dall’ospedale psichiatrico in cui si trovava se non fosse stato per Tarmo Pasto, un professore che ha studiato l’arte creata da pazienti psichiatrici. Pasto si interessò ai disegni di Ramírez e diede una mano nell’organizzare la sua prima mostra d’arte alla Crocker Art Gallery di Sacramento, California nel 1952. Ma i disegni furono presentati solamente come opera di un anonimo paziente schizofrenico, non di un artista.

“Quella narrativa è difficile da far assorbire al mondo dell’arte perché è sexy e attraente e riconferma l’artista come figura mitica” afferma Booke Davis Anderson, direttore del museo dell'Accademia di Belle Arti della Pennsylvania e curatore di una delle mostre più importanti di Ramírez al Folk Art Museum di New York nel 2007. Afferma che è tempo di cambiare quella narrativa.

Questo disegno di Martín Ramírez di una Madonna è stato trovato una scatola di averi di Charles e Ray Eames. Crediti: per gentile consessione della Biblioteca del Congresso

Il fatto che Ramirez fosse visto come una figura leggendaria fece sì che nessuno abbia in realtà mai cercato la sua famiglia, fino a quando Victor Espinosa li rintracciò in Messico nel 2000. La famiglia fece poi causa per ottenere i diritti sulle opere di Ramírez. Frank Maresca è il co-proprietario della Ricco/Maresca Gallery di New York, che ora rappresenta la proprietà dei 20 nipoti di Ramírez. Afferma che anche se le maggiori opere di Ramírez vengono vendute a circa mezzo milione di dollari, e i suoi disegni si trovano nelle collezioni di alcuni grandi musei di New York come il Guggenheim o il Museo di Arte Moderna, altri come il Metropolitan Museum of Art o il Whitney Museum of Modern Art non hanno un Ramírez.

“Penso che credano che valga meno di quanto viene prodotto, questo viene percepito dall’atteggiamento dell'accademia” afferma Maresca. “Non riesco a pensare ad un’altra ragione per cui non sia successo. Non c’è altra ragione”

Donna De Salvo, curatrice senior al Whitney, ammette il limite. “Probabilmente siamo indietro” dice “Francamente c’è un numero di artisti latino americani che non sono presenti nella nostra collezione, ne siamo consapevoli e stiamo lavorando per avere alcuni consulenti che abbiano le competenze necessarie”

Victor Espinosa dice che non esiste nessuna opera di Ramírez neanche nei musei messicani. Il Museo Regionale di Guadalajara, che si trova vicino alla città natale di Ramírez, non ha nessuna informazione sull’artista.

Probabilmente non sono a conoscenza del fatto che il servizio postale statunitense nel 2015 abbia rilasciato un set di cinque timbri commemorativi di Martín Ramírez. 

L’unico altro artista messicano che è stato commemorato alla stessa maniera è stata Frida Kahlo.

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