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Malesia: la marcia viola che ha riunito centinaia di donne contro le ‘politiche tossiche’ nazionali

La marcia viola ha riunito circa un migliaio di donne a Kuala Lumpur. Foto: Pagina Facebook di Wanita Bantah Politik Toksik

Il 10 settembre 2017, circa un migliaio di donne di ogni estrazione sociale si sono riunite [en, come i link seguenti] nella capitale malese di Kuala Lumpur per far fronte a quello che chiamavano la crescente marea della politica tossica nel paese, organizzando la marcia delle ‘Wanita Bantah Politik Toksik’ (le donne contro la politica tossica).

Le donne hanno tenuto una “marcia viola” per denunciare una serie di problemi che affliggono il paese: sessismo, corruzione, frode elettorale, razzismo e violenza contro le donne. I relatori durante la manifestazione hanno sottolineato la scarsa rappresentazione delle donne in politica, il fallimento del Parlamento per riformare o abrogare leggi che discriminano le donne, come la legge sui figli e matrimonio e le molestie online nei confronti delle donne.

L'ex giudice e diplomatica Datuk Noor Farida Ariffin ha riassunto le motivazioni della azione di protesta come segue:

We as the women of Malaysia are dismayed at the erosion of democracy in Malaysia, through acts of violence perpetrated at political events, media or online. As the authorities have failed to address the problem, we as the women of Malaysia are taking a stand against this harmful rise of toxic politics.

What is more worrying is when a woman’s dignity and well-being can be sacrificed for the sake of politics and propaganda.

In quanto donne della Malesia, siamo scioccati dall'erosione della democrazia nel nostro pese, attraverso atti di violenza perpetrati a eventi politici, sui media o online. Dato che le autorità non sono state in grado di affrontare il problema, noi donne malesi ci solleviamo in protesta contro il dannoso aumento di politiche tossiche.

Non c'è cosa più preoccupante di quando la dignità della donna ed il suo benessere vengono sacrificate in nome della politica e della propaganda.

Le organizzatrici dell'azione di protesta hanno identificato alcuni esempi di politiche tossiche in Malesia. (“Rakyat” significa persone/gente).

1) Violenza politica, 2) Minacce individuali, 3) Discorsi razzisti, 4) Comportamenti sessisti, 5) Odio tra Rakyat (persone), 6) Fallimento del corpo governativo nel garantire la sicurezza del pubblico in generale, 7) Fallimento nell'applicare la costituzione federale. Esempi di ‘politiche tossiche’ in Malesia. Foto: Pagina Facebook di Wanita Bantah Politik Toksik

L'iniziativa ha inoltre unito diverse personalità che hanno criticato il partito dominante, che è al potere fin dagli anni '50. Il Primo Ministro in carica è accusato di essersi intascato più di 600 milioni di dollari attraverso un'impresa di investimento statale. Lo scandalo di corruzione ha suscitato proteste diffuse in tutto il paese. La crisi politica generata da questi scandali ha portato alla riduzione della libertà di parola dopo che il governo ha ordinato la chiusura di diversi mezzi di informazione che avevano coperto il problema della corruzione nel paese.

“Wait A Minute Now,”, un sito d'informazione indipendente, ha spiegato così l'importanza politica della marcia viola:

It was quite a sight to behold. 1,000 people does not sound like a lot, but in Malaysia, where protesting is not looked upon kindly, it represents at least that many women who are brave and passionate enough to come out and make themselves heard. Women of all ages, colour, background, and sexual orientation waved placards and chanted slogans in hopes that the movement would be recognised as a call for change.

Era uno spettacolo da vedere. 1.000 persone non sembrano tante, ma in Malesia, dove protestare non ha una connotazione necessariamente positiva, è un segno almeno che molte donne sono abbastanza coraggiose e appassionate per uscire e farsi sentire. Donne di ogni età, colore, esperienze e orientamento sessuale hanno sventolato cartelli e cantato slogan, nella speranza che il movimento sia riconosciuto come un invito al cambiamento.

Ma la giornalista Boo Su-Lyn ha invitato gli organizzatori a riconoscere che l'evento è a favore dell'opposizione politica:

There is nothing wrong with supporting the Opposition; civil society leaders should just make clear their objectives about a regime change, instead of pretending that they are independent and impartial activists fighting for the rights of all Malaysians.

Non c'è nulla di sbagliato nel sostenere l'opposizione; i leader della società civile dovrebbero solo rendere chiari i loro obiettivi per un cambio di regime, invece di far finta di essere attivisti indipendenti ed imparziali che lottano per i diritti di tutti i malesi.

In effetti, alla manifestazione erano presenti i leader dell'opposizione, ma la maggior parte dei partecipanti erano membri di organizzazioni della società civile e donne ordinarie che sostengono la causa.

L’ hashtag #WanitaBantahPolitikToksik (donne contro le politiche tossiche) è stato utilizzato per promuovere l'azione e per unire i malesi nella resistenza alle politiche tossiche.

Qui di seguito sono riportate alcune foto della marcia del 10 settembre e i messaggi di solidarietà da parte di utenti malesi su Twitter:

Il sessismo è spesso utilizzato per mantenere le donne in silenzio e non esprimere le proprie opinioni su tali questioni.

Bisogna essere pazzi per sottovalutare le giovani donne 🖤

Siamo qui insieme per un motivo e con la speranza che la Malesia si liberi dalle politiche tossiche

La richiesta di non discriminazione su qualsiasi base – inclusa la sessualità – è presente alla marcia di oggi!

Se vuoi vivere in un mondo/paese migliore, devi prima avere rispetto per le persone che ti circondano, soprattutto le donne

Eravamo al #WanitaBantahPolitikToksik a Kuala Lumpur oggi, ed è stato glorioso.

In quanto 50% dei votanti, le donne hanno il diritto di definire l'agenda nazionale. Rifiutiamo le politiche tossiche.

“Donne, fatevi valere!”

“Fatevi valere per voi stesse, donne!”

Alla manifestazione #WanitaBantahPolitikToksik a Kuala Lumpur oggi (Donne contro le politiche tossiche)

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