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Gli iracheni chiedono al governo di aiutare un orfanotrofio che cura i bambini con l'arte

Screenshot di un'intervista a Hisham al-Dhahabi, pubblicata su YouTube con il titolo ‘Hiwar al Taseaa with Ali al-Muhana’, l'11 ottobre 2017 dal canale Hona Baghdad.

In Iraq, è stata recentemente lanciata una campagna sui social media che sta diventando sempre più popolare, in cui si fanno pressioni sul governo perché conceda un pezzo di terreno all’ Iraqi Safe House for Creativity, un orfanotrofio privato che ospita i bambini iracheni più vulnerabili.

In un’intervista [ar] (che inizia intorno al 32° minuto) trasmessa da Hona Baghdad, un canale di notize in lingua araba, Hisham al-Dhahabi, il direttore e fondatore dell’ Iraqi Safe House for Creativity, ha reso noto che la municipalità di Baghdad si era inizialmente offerta di donare alla sua organizzazione un pezzo di terra, ma che le trattative si sono attualmente arenate nell'ufficio del Primo ministro Haidar al-Abadil, che non ha ancora approvato il progetto.

Al-Dhahabi ha invitato il Primo ministro a firmare i documenti, in modo che la sua organizzazione possa iniziare a ingrandire la sua struttura.

al-Dhahabi è un psicologo qualificato ed è conosciuto in Iraq per le sue attività umanitarie a favore di bambini rimasti orfani, trascurati e senza casa. Ha iniziato a lavorare [en] con i bambini vulnerabili nel 2004, per la sezione di Baghdad di un'organizzazione curda denominata Protecting the Children of Kurdistan (Proteggere i bambini del Kurdistan).

Nel 2006, un membro dell'organizzazione è stato ucciso in coincidenza con l'intensificarsi degli scontri che hanno portato successivamente alla chiusura della sezione. Anziché scegliere di gestire un sistema di orfanotrofi statali disfunzionali, ha preferito prendersi direttamente cura dei bambini, fondando l'Iraqi Safe House for Creativity. L'organizzazione non ospita solo bambini svantaggiati, ma cerca di curarli con terapie basate sull'arte, nel tentativo di aiutarli a superare i traumi che hanno subito. Ai bambini vengono proposte lezioni di arte e musica per consentano di sviluppare il loro talento creativo, oltre a lezioni su attività più pratiche come imparare a fare il barbiere, cucire e cucinare. Attualmente, l'organizzazione ospita 45 minori di età compresa tra i 4 e i 20 anni.

Le iniziative di al-Dhahabi a sostegno dei bambini rimasti orfani non hanno sempre avuto la strada in salita. Già nel 2011 aveva prodotto un documentario intitolato “In My Mother's Arms” (Nelle braccia di mia madre), che evidenziava le difficoltà che aveva dovuto affrontare per reperire i fondi per finanziare il suo rifugio sicuro, che attualmente viene portato avanti per lo più grazie a donazioni private dal momento che riceve poca assistenza del goveno.

Nei primi mesi del 2017, al-Dhahabi è stato premiato a Dubai durante la cerimonia [en] degli Arab Hope Maker, un evento che premia i leader del mondo arabo più ispirati che hanno dedicato le loro vite ad aiutare i meno fortunati e a migliorare le loro comunità. al-Dhababi è stato una delle cinque persone ad aver ricevuto un premio di 1 milione di dirham (circa 272.000 dollari) per poter continuare le sue attività filantropiche. Al-Dhahabi ha già previsto di usare i soldi del premio per finanziare la costruzione della nuova struttura dell'organizzazione.

Il video seguente, creato nell'ambito dell'iniziativa Arab Hope Makers, illustra il lavoro da lui svolto:

Gli Iracheni stanno usando l'hashtag انطونا_قطعة_ارض#, che tradotto significa “Dateci un pezzo di terra”, per sostenere al-Dhahabi e la sua organizzazione [ar].

A mio nome e per conto di tutti gli iracheni che hanno un po’ di coscienza, chiedo un pezzo di terra per Hisham al-Dhahabi.

Hisham al-Dhahabi non sta chiedendo l'impossibile, ma solo il rispetto dei diritti di base per i bambini iracheni.

Il governo dovrebbe aiutarlo a costruire una fondazione completa, perché questi bambini sono il futuro dell'Iraq e meritano di sentirsi al sicuro.

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