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Tagikistan: perché le future spose temono i suoceri anche prima del matrimonio?

Una rappresentazione teatrale dedicata all'attivismo contro la violenza di genere in Tagikistan. Foto di OSCE/Nozim Kalandarov (CC BY-ND 4.0)

Una recente inchiesta [tg] del servizio in lingua tagica di Radio Free Europe (RFE/RL) ha presentato un breve riepilogo di alcuni dei molti abusi che le giovani donne del Tagikistan, in Asia centrale, devono regolarmente subire vivendo con le famiglie dei mariti. I commenti scritti in risposta all'articolo mostrano tuttavia che il problema non viene ancora preso abbastanza seriamente, nonostante il crescente numero di donne che denuncia gli abusi.

Secondo una legge tacita della società tagica, ciò che arriva in una casa rimane lì. Questa legge viene applicata nella stragrande maggioranza dei casi e copre anche i casi più vergognosi di violenze domestiche. Le giovani abusate sono spesso costrette a soffrire in silenzio nelle famiglie in cui vanno a vivere dopo il matrimonio e, negli ultimi tempi, le conseguenze di questi abusi hanno addirittura attirato l'attenzione della stampa internazionale [en come i link seguenti]. In alcuni casi noti, i sospetti abusi si sono infatti conclusi tragicamente.

Nel dicembre del 2012, il Parlamento tagico ha approvato una legge sulla prevenzione della violenza domestica dietro le sollecitazioni delle organizzazioni di difesa dei diritti umani locali e internazionali.

Sembra che la legge stia iniziando a fare effetto. Nella sola regione meridionale del Khatlon, sono circa 300 le mogli che hanno denunciato di essere vittime di abusi da parte delle suocere nei primi mesi del 2017. Queste donne rappresentano tuttavia solo la punta dell'iceberg.

Questo articolo valuta i motivi per cui la violenza domestica è così diffusa in Tagikistan, dando particolare rilievo alle difficoltà economiche e finanziarie che spingono molti uomini ad andare in Russia per guadagnarsi da vivere. In assenza dei loro mariti, le mogli sono obbligate a vivere con le suocere e tale convivenza spesso degenera in situazioni conflittuali.

Stupisce tuttavia che molti dei commenti in risposta all'articolo fossero contro anziché a favore delle giovani donne che sono uscite allo scoperto e hanno denunciato gli abusi subiti dalle loro suocere.

Un commentatore di nome Afsus scrive:

ин духтарои хозира телефон баромаду вайрон шуданд боварим хай ки аз ин шикояткунандагон 95% аз пушти телефон чунки хозира духтархо як соат кори хона кунанд 2 соат тарики интернет ба кихо гап мезанад худо медунад.

Ciò che rovina tutte queste giovani donne sono i cellulari. Sono sicuro che li hanno usati anche per le loro denunce. Si occupano della casa per un'ora e poi passano le due ore successive a conversare con qualcuno al telefono.

Un altro commentatore ha voluto fare dello spirito:

Тамоми чомеа хамин хел аст. Масалан декани мо яз ягон хушдоман мондани надорад.

Tutti i membri della nostra società si comportano allo stesso modo. Il rettore di un'università, ad esempio, non è molto meglio di una qualunque suocera.

Un altro commentatore, Shohin, ha proposto di organizzare speciali corsi di formazione per insegnare alle mogli come comportarsi dopo sposate.

Кумитаи занон аз корхои бехуда дида, лоихахои махсус барои Ба шавхар баромадани духтархо тахия намояд. Чунки маблагхо бе маьни сарф нашаванд. Модарони бехунар бошад акалан Ба духтаронашон одоби муоширатро ёд диханд.

Il Comitato per gli affari delle donne (che, tra l'altro, si occupa di esaminare le denunce ricevute dalle donne) spende i soldi inutilmente. Dovrebbe organizzare corsi speciali per preparare le giovani al matrimonio. Spetterebbe alle loro madri insegnare loro come comportarsi correttamente.

In futuro lo stato tagico dovrà impegnarsi più attivamente per dimostrare che la violenza domestica è una priorità del governo, e che le leggi che proteggono le vittime non solo teoriche ma anche efficaci nella pratica.

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