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Il graphic journalism e i fumettisti creano narrazioni alternative della realtà in Siria

Illustrazione presa da ‘Syria: a bakery and a climbing frame tank’ (Siria: un panificio e carro armato per giocare) – Azaz, agosto 2012 (George Butler/SyriaUntold)

Questa storia è stata scritta per Syria Untold [en, come i link seguenti] da Nathalie Rosa Bucher, scrittrice franco-tedesca di base a Beirut al momento. L'articolo è stato inizialmente pubblicato il 6 dicembre e ripubblicato qui grazie ad un accordo per la condivisione di contenuti. Ciò che segue è una versione abbreviata dal pezzo originale di Nathalie Rosa Bucher.

Inondati di immagini fotografiche sui social media, le vignette sono diventate un'alternativa popolare utilizzata per sensibilizzare e raccontare storie. Le ONG come SyriaUntold hanno usato illustrazioni e disegni appositamente per catturare e raccontare la vita dei rifugiati siriani con progetti come Shadi Whose Mail was Too Late (giugno 2017)

Sul potere dei fumetti di proporre narrative nuove, il vignettista britannico George Butler ha affermato:

“illustrations don’t need to be competing with photographs, but I think they connect more powerfully with a smaller number of people, I think they are great tools for engaging people who care and understand. I think they can stick in your mind for life. I think they stand out in a world obsessed with photography.”

I fumetti non hanno bisogno di essere in competizione con la fotografia, ma penso che si colleghino in modo più potente con un numero minore di persone, penso che siano ottimi strumenti per coinvolgere le persone che si interessano e capiscono. Penso che possano restare nella tua mente per tutta la vita. Penso che riescono a distinguersi in un mondo ossessionato dalla fotografia. “

Butler sentiva un forte senso di responsabilità quando lavorava con inchiostro, carta e acquerelli ad Azaz, vicino al confine turco, dopo che la l'Esercito Siriano Libero (FSA) aveva preso la città nel 2012.

“I think one criticism of drawing or perhaps it is just me – is that it is easy to be biased in favor of the person you are sitting in front of. I like doing justice to the people sitting in front of me. In Azaz I felt like it was the least I could do. But I think the press significantly contributed to the idea that the opposition would overthrow the Assad regime (because they only had access to one side), whereas, in reality, the regime was never going to ‘lose’ without outside involvement.”

Credo che una delle critiche del disegno – o forse sono solo io, è che è facile venire accusati di favorire la persona che ti trovi davanti. Voglio rendere giustizia alle persone con cui ho a che fare. Ad Azaz, mi è sembrato fosse il minimo che potevo fare. Ma credo che i giornali abbiamo contribuito notevolmente all'idea che l'opposizione potesse rovesciare il regime di Assad (perché avevano accesso solo ai giornali di una parte) mentre, in realtà, il regime non avrebbe mai ‘perso’ senza un intervento esterno

Di ritorno da Azaz, Butler ha iniziato una piccola iniziativa assieme a “Syrian Suppers” che lentamente è cresciuta nella fondazione Hands Up Foundation.

“Abbiamo raccolto circa £4 milioni,” ha detto Butler. “I fumetti mi hanno semplicemente permesso di rimanere in Siria abbastanza a lungo, tanto da non poter restare indifferente e dover reagire. E lo facciamo attraverso Hands Up”.

Illustrare un punto di vista diverso

La rivoluzione siriana ha visto una forte produzione artistica, compresa la produzione di fumetti. Widad Al-Hamawi, il cui nome è stato cambiato per ragioni di sicurezza, e che fa parte del collettivo Comic4Syria, ha sottolineato che il potere dell'illustrazione risiede nei:

“the colors, the emotions, the clarity of the event, the sense of bitter humor sometimes, tackling the subject from different points of view, catching a moment that cannot be photographed or was not photographed, but we know it happened. Illustration gives you more freedom to document events and feelings.”

colori, le emozioni, la chiarezza dell'evento, il senso dell'umorismo a volte amaro, affrontando il tema da diversi punti di vista, catturando un momento che non può essere fotografato o non è stato fotografato, ma sappiamo che è successo. L'illustrazione ti dà più libertà di documentare eventi e sentimenti.

Hamawi sottolinea:

“illustrations have the liberty of seeing the picture from any perspective you want, literally speaking. This helps the audience put themselves in the place of all characters. Illustrations magnify the truth, emotionally and graphically. Illustrations are about telling the truth through lies.”

Le illustrazioni hanno la libertà di far vedere l'immagine da tutte le prospettive che vuoi, letteralmente. Questo aiuta il lettore a mettersi nei panni del personaggio. Le illustrazioni enfatizzano la verità, emotivamente e graficamente. Con le illustrazioni raccontiamo la verità attraverso delle bugie.

Mentre il collettivo ha smesso di pubblicare anni fa, sono stati capaci di documentare alcuni momenti di una parte molto importante della storia a modo loro:

“We wait and wait for the time to come where we [will] be able to publish again.”

Noi aspettiamo e aspettiamo che arrivi il momento dove potremo pubblicare di nuovo.

L'ultimo disegno di Comic4Syria. Pubblicato in un articolo (solo in arabo) che analizza le accuse di ‘terrorismo’ nella Siria controllata dal regime – 4-12-2017 (Comic4Syria/SyriaUntold)

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Scenes from Syria (2015), della vignettista americana Molly Crabapple, è il risultato di una straordinaria collaborazione intrapresa clandestinamente nel 2013 tra Crabapple a New York e il giornalista siriano Marwan Hisham da Raqqa.

I due hanno successivamente lavorato su Aleppo e Mosul, e stanno completando una autobiografia di 82 pagine sul loro lavoro che uscirà nel 2018. “La nostra prima collaborazione è stata su Raqqa” ricorda Hisham, ora in Turchia:

Molly, at the time a Twitter acquaintance, suggested if I can take photos that give an idea about the general life in the city under ISIS occupation. The idea, we both knew, was risky but was also very tempting. We agreed to make up to ten illustrations. Since it was my city, I knew exactly where to go, and in some cases, what to capture. We were in daily contact exchanging ideas. Molly ended up drawing all my photos of nine scenes. We had one thing in mind: Depicting civilian and human life in Raqqa and other cities away from the stereotype.

Molly, che allora conoscevo solo tramite Twitter, mi propose di fare delle foto che rendessero l'idea sulla vita quotidiana in una città sotto l'occupazione dell'ISIS. Sapevamo entrambi che l'idea era pericolosa, ma anche molto allettante. Abbiamo deciso di fare una decina di vignette. Dato che si trattava della mia città, sapevo esattamente dove andare, e in alcuni casi, cosa fotografare. Eravamo in contatto tutti i giorni, ci scambiavamo idee. Molly alla fine ha disegnato tutte e nove le mie foto. Avevamo una sola cosa in mente: rappresentare la vita civile ed umana a Raqqa ed altre città, senza stereotipi.

Il primo, e probabilmente il più sorprendente, delle nove “Scenes from Daily Life in the De Facto Capital of ISIS” (Scene di vita quotidiana nella capitale de facto dell'ISIS) di Crabapple è la sua rappresentazione della storica Torre dell'Orologio, un famoso monumento dove un contadino e una contadina con le teste mozzate brandiscono una torcia.

Vi è solo una figura sullo sfondo. La base della statua è dipinta di nero e coperta con slogan dell'ISIS. Le caratteristiche impronte di inchiostro sono un presagio, come la nube tumultuosa che si libra sopra la struttura. Hisham ricorda:

[…] the Clock Tower illustration from Raqqa, […] symbolized ISIS’ vandalization of the city. It was a magnificent start. It gave me an irresistible motive to help make more.

L'illustrazione della Torre dell'Orologio a Raqqa, […] simboleggiava la vandalizzazione della città per mano dell'ISIS. E’ stato un inizio magnifico. Mi ha dato un motivo irresistibile per continuare ad aiutare a farne altri.

Hisham spiega ulteriormente il suo percorso con Crabapple:

In the Raqqa project I shot short videos around some of the scenes I picked, to make it easier for her to see through my eyes.

Per il progetto di Raqqa ho girato brevi video delle scene che avevo scelto, perché lei potesse vedere più facilmente attraverso i miei occhi.

La Torre dell'Orologio – Scene di vita quotidiana nella capitale de facto dell'ISIS (Molly Crabapple-Marwan Hisham/Uso con permesso. Tutti i diritti riservati)

Un mezzo ideale per nuove narrazioni

I giornalisti trovano molteplici ragioni per utilizzare illustrazioni e immagini esplicite per raccontare nuove storie.

Il giornalista iracheno Ghaith Abdul-Ahad riesce a immortalare nel suo album da disegno alcuni dei luoghi ostili che copre, non solo per dare rilievo alle storie non raccontate ma per guarire dal trauma. Abdul-Ahad ha una formazione da architetto e sta attualmente lavorando ad un libro che mostrerà il lavoro fatto nel suo paese d'origine, l'Iraq, così come in Siria e Yemen.

Negli ultimi 30 anni, il vignettista politico Patrick Chappatte si è costruito una carriera parallela come giornalista per immagini, mettendo in rilievo problemi e storie individuali trascurate dai media. La sua vasta produzione comprende storie dal braccio della morte negli Stati Uniti e un film d'animazione su una bomba a grappolo in Libano: ‘Lebanon: Death in the field’ (Libano: morte sul campo).

Nel documentario “Plans-Fixes – Patrick Chappatte”, ha sottolineato che il giornalismo grafico è un modo onesto di parlare ai lettori e che, in quanto forma d'arte sviluppatasi e proliferata dagli anni '90, potrebbe essersi sviluppata sicuramente in parte a causa della necessità dei mezzi di comunicazione di rinnovarsi.

Chappatte ritiene che:

contrary to a common prejudice, comics can help address serious, difficult issues. This form allows, if not requires, the reporter to be part of the story he tells, both as a narrator and a character.

Contrariamente a quanto dettato dai comuni pregiudizi, i fumetti posso aiutare ad affrontare temi seri e difficili. Questa forma consente, o addirittura richiede, al fumettista di far parte lui stesso della storia che racconta, sia come narratore che come personaggio.

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