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Il progetto CrossCheck al Forum Mondiale della Democrazia a Strasburgo

CrossCheck infographie

Come funziona CrossCheck, infografica riprodotta per gentile concessione del progetto CrossCheck, grazie a Marie Bohner

“La questione del populismo” è stato il tema dell'edizione 2017 del Forum Mondiale per la Democrazia [fr, come gli altri link, salvo diversa indicazione] che si è tenuto tra l'8 e il 10 novembre nella sede del Consiglio d'Europa di Strasburgo. Durante le tre giornate di dibattiti in sessione plenaria, presentazioni di progetti innovativi provenienti da tutto il mondo, e di un'agorà che ha moltiplicato la partecipazione attiva, intellettuali, politici, professionisti e giovani di tutto il mondo si sono confrontati su temi quali: “Dalla democrazia dei partiti alla democrazia dei cittadini”;  “I media, amici o nemici della democrazia?”; “Il populismo è un problema?”; “Risposte multilaterali al populismo.”

Tematiche in cui si inserisce naturalmente il progetto CrossCheck, con cui Global Voices, con il team di GV in francese, collabora da gennaio 2017. Global Voices ha pubblicato una decina di analisi eseguite da CrossCheck su informazioni false e notizie diffuse durante la campagna presidenziale francese.

Marie Bohner, amica e autrice per Global Voices, è coordinatrice del progetto CrossCheck France, che ha presentato al Lab 3 del Forum con l'intervento “Verifica dei fatti: il gioco vale la candela?”. Le abbiamo posto qualche domanda.

Lab 3 FMD 2017

Marie Bohner presenta CrossCheck al Lab 3 del FMD 2017 di Strasburgo, il 9 novembre 2017. Foto Suzanne Lehn

Global Voices (GV): Tu sei, in un curriculum stringatissimo, consulente, giornalista e autrice per Global Voices. Cosa ti ha portata, lungo il tuo percorso, a lavorare direttamente a un progetto di cooperazione dei media per dimostrare la disinformazione diffusa durante il periodo critico della campagna presidenziale francese?

Marie Bohner (Marie) : Global Voices ! Global Voices est partenaire du projet CrossCheck avec lequel j'ai eu la chance de travailler depuis janvier 2017. Il est toujours étonnant (et très réconfortant) de voir que des activités bénévoles sont non seulement aussi enrichissantes que des activités rémunérées, mais qu'elles peuvent aussi conduire aux perspectives les plus folles. Surtout à GV ! Même si le fait de travailler pour CrossCheck, entre autre, a donné à mes activités un rythme très intense depuis le début de l'année – et je suis donc malheureusement moins productive pour GV. J'ai plein d'idées, mais souvent pas le temps de les mener au bout.

Marie Bohner (Marie): Global Voices! Global Voices è partner del progetto CrossCheck, a cui ho avuto l'opportunità di lavorare da gennaio 2017. È sempre sorprendente (e rincuorante) vedere attività pro bono che, non solo sono appaganti come se fossero remunerate, ma possono anche portare a prospettive totalmente inaspettate. Soprattutto qui a GV! Anche se il fatto di lavorare per CrossCheck, tra le altre cose, ha dato alle mie attività un ritmo molto intenso a partire dall'inizio dell'anno, cosa che purtroppo mi rende meno produttiva per GV. Sono piena di idee, ma spesso non ho tempo di metterle in pratica.

GV: Potresti descrivere brevemente per i nostri lettori cos'è CrossCheck, e come funziona?

Marie : CrossCheck est un projet de journalisme collaboratif initié par First Draft et soutenu par le Google News Lab. Il a rassemblé plus de 30 partenaires médias, universitaires et technologiques autour des élections présidentielles françaises, dans le but de détecter et de vérifier les rumeurs circulant sur les réseaux sociaux en lien avec les thèmes de la campagne. Le projet a été mené par une centaine de journalistes, de la presse nationale à la presse régionale, pure players, presse écrite et TV, avec une dizaine d'étudiants. Nous avons réussi à mener à bien la vérification de plus de 60 histoires en 10 semaines.

Marie: CrossCheck è un progetto di giornalismo collaborativo iniziato da First Draft [en] e sostenuto da Google News Lab. Riunisce più di 30 media partner accademici e tecnologici con lo scopo, a proposito delle elezioni presidenziali francesi, di individuare e verificare le voci circolanti sui social media inerenti ai temi della campagna. Il progetto è portato avanti da un centinaio di giornalisti della stampa nazionale e regionale, pure player, carta stampata e TV, con una decina di studenti. Siamo riusciti a completare la verifica di oltre 60 storie in 10 settimane.

GV: Quale valutazione, al di là della sconfitta dell'estrema destra alle presidenziali francesi, hai accolto con maggiore sollievo?

Marie : CrossCheck a généré de beaux échanges avec tous types de publics, à travers des formulaires en ligne où les gens pouvaient poser des questions ou suggérer des rumeurs à vérifier, mais aussi à travers les réseaux sociaux. Ces échanges ont été plus qualitatifs que quantitatifs, mais surtout ils ont permis de briser un peu l'esprit de silo créé par les réseaux sociaux. Apparemment, selon une recherche sortie récemment, cela serait lié en grande partie à la participation des médias régionaux et locaux dans le projet.

Le projet a aussi permis aux journalistes d'avoir une plateforme de discussion entre eux pour discuter des enjeux et des problématiques du métier aujourd'hui, dans un esprit d'utilité publique.

Marie: CrossCheck ha dato vita a interessanti scambi con tutti i tipi di pubblico, mediante moduli online che chiunque poteva usare per porre domande o suggerire notizie da verificare, e anche attraverso i social network. Si è trattato di scambi qualitativi più che quantitativi, ma soprattutto che hanno permesso di spezzare il ‘pensiero unico’ creato dai social network. A quanto sembra, secondo una ricerca [en] pubblicata di recente, molto si deve alla partecipazione al progetto dei media regionali e locali.

Il progetto ha anche permesso ai giornalisti di avere una piattaforma per discutere tra loro delle odierne problematiche e difficoltà del mestiere, in un'ottica di pubblica utilità.

GV: CrossCheck si è diffuso in altri Paesi, al di là della Francia? Può ancora farlo?

Marie : L'équipe de First Draft a beaucoup de demandes à ce sujet, mais il n'est pas toujours facile pour les médias d'un pays de se mettre à travailler de concert… L'expérience a suscité beaucoup de curiosité à l'international, je ne serai donc pas étonnée si des formes plus ou moins proches se produisent ailleurs. Chez First Draft l'idée est de tirer partie de l'expérience française pour définir une sorte de méthodologie. Reste à voir comment cela peut s'adapter, culturellement, d'un pays à l'autre. Les médias français sont les premiers étonnés (mais ravis) d'y être arrivés !

Marie: La squadra di First Draft ha molte richieste a questo proposito, ma non è sempre facile per i media di un Paese mettersi a lavorare di concerto… Questa esperienza ha suscitato molta curiosità a livello internazionale, quindi non mi sorprenderebbe se nascessero altrove iniziative più o meno simili. L'idea di First Draft è quella di trarre dall'esperienza francese una sorta di metodologia. Resta da vedere come poterla adattare, culturalmente, ai diversi Paesi. I media francesi sono i primi a essere stupiti (ed entusiasti) di esserci riusciti!

GV: La collaborazione che si è creata tra media diversi (AFP, stampa nazionale, stampa locale…) e per natura concorrenti, a proposito della verifica delle informazioni dubbie, potrebbe continuare? Relativamente a quali tematiche, e a quali condizioni?

Marie : L'envie est là, les discussions sont en cours. Je ne peux pas tellement en dire plus pour l'instant. De façon générale il y a peut-être une envie d'aller explorer des thèmes autres que politiques. La santé, peut-être? C'est une hypothèse à ce jour.

Marie: La voglia c'è, e sono in corso discussioni in proposito. Non posso dire molto di più per ora. In linea generale, potrebbe esserci una spinta ad esplorare temi diversi dalla politica. La salute, forse? Ora come ora è solo un'ipotesi.

GV: Il progetto CrossCheck dispone anche di un ramo dedicato alla ricerca. Quali sono, ad oggi, i suoi contributi?

Marie : Ce n'est pas vraiment une “branche” recherche. Mais une recherche a été confiée à des chercheurs pour tirer des enseignements du projet. Les résultats viennent d'être publiés la semaine dernière sur le site de First Draft. En anglais pour l'instant, et incessamment en français.

Marie: Non si tratta di un vero e proprio “ramo di ricerca”. Ma è stato affidato a dei ricercatori l'incarico di trarre insegnamenti dal progetto. I risultati sono stati pubblicati [en] la settimana scorsa sul sito di First Draft. Per ora in inglese, e presto in francese.

GV: È il terzo anno che intervieni all'FMD anche a nome di un'altra organizzazione, l’Ososphère. Puoi descriverci l'iniziativa di quest'anno e le tematiche illustrate?

Ososphère fmd

Marie al workshop dell'Ososphère all'FMD, con la Compagnia dei Castelli in Aria. Foto Suzanne Lehn

Marie : L'Ososphère est une plateforme culturelle et artistique à Strasbourg, qui s'intéresse de près aux questions de la fabrique de la ville et de la conversation dans l'espace public. Je travaille avec eux autour d'un programme qui s'appelle les Cafés Conversatoires : il s'agit de passer outre les expertises de celles et de ceux qui font et habitent la ville, pour les rassembler autour d'une table dans l'espace public. Les architectes, les élus, les urbanistes, mais aussi les habitants et leurs associations, les chercheurs, les philosophes, et surtout les artistes, qui apportent une impulsion et un regard différent au débat.
Au FMD nous avons travaillé sous forme de workshop artistique, urbain et radiophonique, pour interroger avec les participants du FMD la notion de peuple et de populisme à l'échelle de la ville. Nous travaillons avec plein de gens étonnants, en particulier des artistes qui font des constructions incroyablement évocatrices en carton. La compagnie s'appelle des Châteaux en l'air (voir le site Entre cabanes).

Marie: L'Ososphère è una piattaforma culturale e artistica di Strasburgo, che si interessa da vicino della costruzione della città e della conversazione negli spazi pubblici. Lavoro con loro a un programma chiamato Les Cafés Conversatoires: si tratta di andare oltre le competenze di coloro che creano e abitano la città, per riunirli intorno a un tavolo nello spazio pubblico. Gli architetti, i rappresentanti eletti, gli urbanisti, ma anche gli abitanti e le loro associazioni, i ricercatori, i filosofi, e soprattutto gli artisti, che apportano un impulso e uno sguardo diverso al dibattito.
All'FMD abbiamo lavorato in forma di workshop artistico, urbano e radiofonico, per interrogarci insieme ai partecipanti all'FMD sulla nozione di popolo e di populismo su scala cittadina. Lavoriamo con tantissime persone sorprendenti, in particolare gli artisti che creano costruzioni in cartone incredibilmente evocative. La compagnia si chiama Castelli in Aria (vedi il sito Entre cabanes).

GV: Tutte queste attività non ti hanno permesso di assistere, se non in modo limitato, alle varie tavole rotonde, presentazioni e proposte del ricco programma dell'FMD. Nonostante questo, quali sono le tue impressioni sul tema, “La questione del populismo”, e sulla maniera in cui è stato trattato?

Marie : J'y ai vraiment été trop peu malheureusement pour faire de bons retours à ce sujet. J'ai l'impression que les choses tournaient beaucoup autour de la question de la désinformation en ligne et des médias. Peut-être moins de stratégies politiques… Mais cela reste un avis très parcellaire.

Marie: Purtroppo, ci sono stata davvero troppo poco per offrire un buon feedback in proposito. Ho l'impressione che le cose girassero molto intorno alla questione della disinformazione in rete e sui media. Forse meno strategie politiche… Ma resta un'opinione molto parziale.

GV: A breve parteciperai al Summit 2017 di GV a Colombo, per presentare la collaborazione tra Global Voices e FirstDraft/CrossCheck. Puoi darci qualche dettaglio in anteprima?

Marie : Nous allons parler de la façon dont les informations sont perçues – ou non – comme crédibles d'une culture à l'autre, dans une table ronde qui s'appelle “Is credibility cross-cultural?” le 2 décembre à 16h50. C'est excitant de partager ces problématiques au sein d'un groupe super international comme GV, particulièrement avec des gens qui s'interrogent sur la façon de formuler les informations, comme Connie avec NewsFrames, mais aussi Sivakosaran pour Wikipedia en tamoul et Sanjib pour le Népal.

Marie: Parleremo del modo in cui le informazioni vengono percepite — o meno — come credibili da una cultura all'altra, in una tavola rotonda intitolata “Is credibility cross-cultural?” (La credibilità è un fatto culturale?), il 2 dicembre alle 16:50. È emozionante condividere queste problematiche in seno a un gruppo super-internazionale come GV, in particolare con persone che si interrogano sul modo di formulare le informazioni, come Connie [en] per NewsFrames [en], ma anche Sivakosaran per Wikipedia in tamil [it] e Sanjib [en] per il Nepal.

Il tema e le date del prossimo Forum Mondiale della Democrazia sono già stati fissati: “La cittadinanza in movimento”, dal 19 al 21 novembre 2018.

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