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Le 13 cose vietate (o fortemente sconsigliate) in Tagikistan

tEx paese sovietico, il Tagikistan si è negli ultimi anni guadagnato una reputazione di Paese a cui piace vietare le cose. Mentre alcuni dei divieti di questa nazione sembrano essere legati alla paura da parte del governo di alimentare un certo estremismo religioso, altri sono più difficili da comprendere a pieno.

1. Niente capodanno, grazie. Non siamo (più) nell'Unione Sovietica.

I due personaggi del capodanno Ded Moroz e Snegurochkha alla piazza Lenin, a Voronezh (Russia). Di Shallin. Creative Commons 3.0.

Il primo divieto [en, come i link seguenti, salvo dove diversamente indicato] di questa lista è entrato in vigore dalla fine del 2015. Il Tagikistan ha vietato il capodanno (la festività più importante in epoca comunista) in scuole ed università. Naturalmente, in spazi privati, le famiglie possono ancora festeggiarlo, anche se ci sono delle restrizioni anche per questo (se ne parlerà più avanti). La popolazione, in questo senso, è quindi (implicitamente) invitata a non esagerare.

2. Niente Halloween o Holi, grazie. Non siamo né in America, né TANTOMENO in India!

Alcuni indiani durante i festeggiamenti del festival Holi. Foto di pashminu. CC0.

Secondo Eurasianet.org:

On May 15 [2016] police aggressively dispersed a gathering of young people celebrating the Hindi fesitival of Holi in Dushanbe on the grounds that the event was haram — not in compliance with Muslim customs. What particularly aggrieved the public was the level of physical violence used against the underage children.

Still, as the saying goes, when God closes a door, he opens a window.

Tajiks now have other days on which they can freely celebrate. There is the newly created President’s Day, on November 16, Flag Day on November 24 and then National Language Day on October 5, which happens to fall on President Emomali Rahmon’s birthday.

Il 15 maggio del 2016, la polizia ha fatto disperdere [tg] un gruppo di giovani radunati per il festival indiano dell'Holi a Dušanbe, giustificando tutto ciò con il fatto che questa festa fosse vietata nella religione islamica, e quindi non conforme alle tradizioni musulmane. Ciò che ha offeso particolarmente chi ha partecipato ai festeggiamenti è stato il grado di violenza perpetrato nei confronti dei minorenni.

E ancora, come recita il detto, quando si chiude una porta si apre un portone. I tagiki hanno ora altri giorni in cui poter festeggiare liberamente.

Sono stati introdotti recentemente, il President's Day (giorno del Presidente) del 16 novembre, il Flag's Day (giorno della bandiera) il 24 novembre e il National Language Day (giorno della lingua nazionale) del 5 ottobre, che coincide con il compleanno del Presidente Emomali Rahmon.

Ad ogni modo, le persone che in Tagikistan festeggiano l'Holi sono davvero poche. Ma alla repressione sui partecipanti al festival l'anno scorso, sono seguiti arresti da parte della polizia di persone vestite da demoni che divorano i cadaveri e da vampiri, che hanno segnato la più famosa festa di Halloween nel 2013 e nel 2014. Fa sorridere il fatto che in questo caso la polizia abbia potuto invocare l'Islam come ragione per l'annullamento dei festeggiamenti, perchè, come diverrà chiaro in seguito, questa festività non è gradita nemmeno alle autorità locali.

Ma allora, quale festeggiamento piace davvero alle autorità tagike? La risposta è semplice: il Nowruz. Il Nowruz, che cade nel giorno del'equinozio di primavera, è abbastanza pagano da non contribuire alla crescente religiosità del laico e musulmano Tagikistan, e mette in luce l'eredità persiana del paese.

3. Niente feste di compleanno fuori dallo spazio privato delle abitazioni. Tanto, come ben sai, non puoi permettertelo!

Torta di compleanno, foto di Will Clayton. Caricata su Flickr. CC 2.0.

Se sei abbastanza coraggioso da festeggiare il tuo compleanno in un bar o in un ristorante, metti anche dei soldi da parte per la multa.

Amirbek Isayev ha imparato la lezione in prima persona quando è stato multato per una somma molto alta in Tagikistan (che corrisponde ai 600 dollari), per aver portato una torta “rivelatoria” in un pub di Dušanbe. Coloro che lo hanno querelato hanno aperto il caso contro Isayev quando è apparsa su Facebook una foto di lui e la torta, scattata all'interno del local. Se nella foto egli fosse stato insieme ad una bistecca, avrebbe potuto farla franca.

4. Niente feste di fine anno scolastico, grazie. Questo è solo l'inizio della vita reale, ed è molto, ma molto peggio di quello che pensate, fidatevi.

Foto di fine anno scolastico di Sean McGrath. CC 2.0.

Guastafeste? Ci puoi scommettere. Le feste di fine anno scolastico – un’ altra grande tradizione dell'era sovietica – sono state vietate nel 2016. I magistrati non hanno mai spiegato le ragioni del divieto, ma è possibile che avessero in mente due bersagli da colpire: lo scambio di regali tra insegnanti e studenti, e il caos creato dagli studenti ubriachi nella capitale Dušanbe. Ad ogni modo, sulla cerimonia del diploma si stende un velo di tristezza.

5. Niente matrimoni stravaganti

E i matrimoni sono tra le cose ancora più rovinate, grazie alla rigida legge sui festeggiamenti; la stessa legge per cui è stato accusato Amirbek Isayev. Gli ultimi emendamenti del governo, entrati in vigore nel 2007, sono i più rigidi da quando il governo ha deciso di spingere costantemente le persone a spendere di meno per i festeggiamenti.

Alcune righe dell’ articolo di RFE/RL pubblicato a settembre di quest'anno, dà un'idea di quello che succede alle famiglie che vengono colte in fallo dalla legge:

Final preparations were in full swing at Zaidullo Khudoyorov's home in southern Tajikistan as the family got ready to celebrate the marriage of his eldest daughter.

Just hours before the party, however, a group of local officials raided the house and confiscated most of the food the family had prepared for the banquet.

The officials deemed the quantities of food “wasteful” and in violation of a newly amended Tajik law that regulates and limits how much families spend on weddings, funerals, and all other private functions.

“We managed to prevent a lawbreaking in the village,” said Kholmurod Ibrohimov, an official who took part in the August 26 raid, in Dahana, on the outskirts of the city of Kulob.

“During the raid, we established that the family prepared a wasteful amount of food, such as special flatbreads and halva for the banquet at the bridegroom's house,” Ibrohimov said on September 18, after reports of the seizure emerged. “We seized the food and handed it over to the Kulob psychiatric hospital.”

Ibrohimov also pointed out that the cost of the food was incompatible with the “impoverished” family's income.

Erano in pieno svolgimento gli ultimi preparativi a casa di Zaidullo Khudoyorov, nel sud del Tagikistan, poiché la sua famiglia era pronta a festeggiare il matrimonio della loro figlia maggiore.

A poche ora appena prima che cominciassero i festeggiamenti, comunque, un gruppo di ufficiali locali ha fatto irruzione nella casa confiscando la maggior parte del cibo che la famiglia aveva preparato per il banchetto.

Gli ufficiali hanno ritenuto che la grande quantità di cibo fosse “uno spreco” e che violasse una nuovo emendamento della legge tagika [tg] che regola e limita quanto le famiglie debbano spendere per matrimoni, funerali, e tutte le altre funzioni private.

“Siamo riusciti ad impedire la violazione di una legge nel villaggio,” ha detto Kholmurod Ibrohimov, un ufficiale che ha preso parte al raid del 26 agosto a Dahana, nella periferia di Kulob.

“Durante il raid, abbiamo stabilito che quella famiglia aveva preparato una quantità superflua di cibo, come delle focacce speciali e l'halva (un dolce) per il banchetto a casa dello sposo,” ha detto Ibrohimov il 18 settembre, dopo aver stilato un rapporto in seguito alla confisca. “Abbiamo sequestrato il cibo per poi portarlo all'ospedale psichiatrico di Kulob.”

Ibrohimov ha anche osservato che il costo del cibo era eccessivo rispetto al reddito della famiglia “impoverita”.

6. O singhiozzi troppo forti ai funerali…

I funerali di Atahualpa, sovrano degli Incas. Dipinto di Luis Montero (1867).

Proprio così! Questo divieto è stato introdotto due mesi fa. Leggi e piangi!

7. Niente vestiti ‘alieni’. Rispettiamo la tradizione nazionale!

Per scoraggiare le donne ad indossare l'hijab, tipico della tradizione islamica, il Tagikistan ha fatto passare una legge che esorta i cittadini a vestirsi secondo la moda del paese.

A settembre di quest'anno, molti media occidentali hanno riportato la notizia che il Tagikistan ha vietato l'hijab, anche se la legge che è stata fatta passare non menziona il nome di questo indumento. Piuttosto, gli abiti tradizionali, o meglio,”nazionali”, vengono considerati una sorta di protezione dai loro concorrenti “stranieri”. In ogni caso, la vita è diventata più dura per le donne che in questi ultimi anni indossano l'hijab, mentre il governo impone un tipo abbigliamento comune nel Medio Oriente e nel vicino Afghanistan.

Oltre ad essere stato vietato negli istituti scolastici statali, l'hijab è stato anche proibito nei negozi di alcune città, e c'è chi riporta che delle donne con l'hijab sono state allontanate dagli ospedali pubblici. Le donne tagike possono ancora coprirsi il capo – e sono spesso incoraggiate a farlo – ma non il loro mento. L'abbigliamento della donna nella foto qui sotto, ad esempio, va benissimo:

Original image from Atlas of Beauty. Viral image shared by rise.gr.

Foto originale dall'Atlas of Beauty (Atlante della bellezza). Immagine virale condivisa da rise.gr.

8. Meno gambe!

Meme shared on Vk.com

Meme condiviso su Vk.com

Come è stato già detto, è impossibile catalogare l'immensa pila di divieti nella cultura del Tagikistan. Mentre l'abbigliamento del Medio Oriente sta affrontando dei tempi difficili, gli indumenti troppo scoperti non se la stanno passando meglio.

Infatti, allo stesso modo dell'anno scorso, è difficile poter indossare i pantaloncini corti in un edificio governativo in Tagikistan, come lo è in Arabia Saudita. Le minigonne sono state a lungo vietate [tg] nelle scuole, e sono fortemente sconsigliate in pubblico.

Dato che abbiamo già visto come la donna tagika ideale dovrebbe vestirsi, sopra si può notare invece l'abbigliamento dell'uomo tagiko ideale.

9. Abbasso le barbe!

“Se puoi leggere questa frase, la mia barba non è abbastanza lunga” – Questa t-shirt di Topatcoo sarebbe probabilmente vietata in Tagikistan.

Le barbe lunghe sono ai ferri corti in Tagikistan. Anche qui, nessuna legge vieta espressamente di portare la barba, ma alcuni esponenti del clero hanno stabilito un limite da non superare nel paese, ovvero oltre tre centimetri di barba. Come se non bastasse, sembra che la polizia tagika abbia avuto mano libera nel radere con la forza migliaia di uomini con la barba. In un post di un famoso blog [tg] citato da Global Voices nel 2015, il blogger Rustam Gulov si è lamentato della rasatura forzata a cui è stato stato sottoposto:

They came for me too… Today, three policemen took me to Khujand police station and shaved my beard forcedly. This country does not have a future!

Sono venuti anche per me… Oggi, tre poliziotti mi hanno portato con la forza alla caserma di Khujand e mi hanno rasato la barba. Questo paese non ha futuro!

10. Niente nomi stranieri o strani per i bambini. Non sono per niente divertenti!

23/09/2009. Il Presidente Barack Obama e la First lady Michelle Obama posano per una foto insieme a Emomali Rahmon, il Presidente della Repubblica del Tagikistan, durante un ricevimento al Metropolitan Museum a New York. (Foto ufficiale della Casa Bianca di Lawrence Jackson). CC 2.0. Emomali sicuramente compare nel registro dei nomi tagiki, mentre Michelle e Barack probabilmente no.

Questa legge si applica ai cittadini del gruppo etnico tagiko. Per quanto riguarda il 2016, i cittadini sono stati costretti a scegliere il nome dei propri figli tra quelli contenuti in un registro ufficiale dello Stato. Questo registro esclude in particolare alcuni nomi tradizionali arabi, anche se i magistrati hanno riportato che la legge sui nomi è stata pensata anche per impedire che ai bambini vengano dati nomi di oggetti domestici – per esempio la ‘scopa’. Secondo Open Asia, che ha creato agli inizi di quest'anno un apposito questionario sulle cose che sono o non sono vietate nel Paese, anche il nome “John” sarebbe off-limits per i tagiki.

11. Questo vale anche per i ristoranti, pure se stranieri…

Come si dice “Prét a manger” in tagiko? Foto di Zhangyang. CC 2.0

Stai aprendo un ristorante italiano a Dušanbe? Non chiamarlo Bella Italia o qualcosa del genere, perché la legge sulla lingua nazionale stabilisce che i ristoranti debbano avere dei nomi in tagiko. Nella pratica non succede sempre così, ma Open Asia scrive [tg] che un ristorante indiano di nome Salaam Namaste, essendo stato colto in fallo dalla legge, ha dovuto pagare una multa di quasi 100 dollari.

12. Niente più boxe, combattimenti nella gabbia e altri sport violenti. Perché… l’ ISIS.

Floyd Mayweather e Connor McGregor si prendono a pugni. Screenshot da Vimeo.com.

Dušanbe non ospiterà probabilmente Connor McGregor molto presto. Quest'anno il Ministro dello Sport e della Cultura ha vietato la boxe praticata a livello agonistico insieme a vari tipi di Arti Marziali Miste (MMA). Nel riportare la proposta di divieto a settembre, AFP ha scritto:

Tajikistan's sports committee said Wednesday it is seeking to ban professional boxing and several types of martial arts in the impoverished ex-Soviet nation over concerns they promote violence and extremism.

The committee said in a statement the ban was being proposed “taking into account the (need to) prevent violence, and prevent the lowering of honour and dignity in sport.”

Mercoledì, il Comitato sportivo tagiko ha affermato che sta pensando di vietare la boxe praticata a livello agonistico insieme a diversi tipi di arti marziali nell'impoverita nazione ex-sovietica, con la preoccupazione che questi sport possano incitare alla violenza e all'estremismo.

Il comitato ha detto, in una dichiarazione, che il divieto era stato proposto “prendendo in considerazione il bisogno di prevenire atti di violenza e l'importanza di ridare dignità e onore allo sport”.

Il divieto è in vigore da allora, con le autorità che intanto cercano di introdurre il “gushtingiri,” che è invece un'arte marziale nazionale. Alcuni studi hanno dimostrato che gli sport violenti sono popolari nelle cerchie dei reclutatori dell'ISIS. Le autorità tagike affermano che più di un migliaio di cittadini si sono uniti a gruppi estremisti, andando a combattere in Iraq e in Siria.

13. Infine, niente droni, grazie. L'Afghanistan è dietro l'angolo..

I membri della comunità di Global Voices (provenienti da 60 paesi) fotografati da un drone. Permesso di pubblicazione della foto: @ka_bino e PR Works. Fare questa fotografia in Tagikistan sarebbe stato legale nel 2015, quando è stata scattata, ma illegale solo un anno dopo.

Leggendo tutto questo, starai probabilmente pensando che il Tagikistan non è un Paese che permette alle persone di far volare oggetti telecomandati nella volta celeste senza una buona ragione. E faresti bene.

Ma il Tagikistan non è stato tra i primi paesi a vietare i droni, infatti ciò è avvenuto solo l'anno scorso. Gli emendamenti al codice aereo del paese, secondo un legislatore parlamentare del paese, “miravano a prevenire voli con aerei senza equipaggio, controllati da organizzazioni terroristiche e trafficanti di droga”.

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