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Le molestie sessuali e la piaga delle spose bambine continuano ad affliggere l'Egitto

Donne egiziane in fila in attesa di votare per le elezioni parlamentari del 2011. Foto pubblicata da UN Women il 2 dicembre 2011 e utilizzata in accordo alla licenza Creative Commons.

Nel 2015, Hala Yousef, il Ministro egiziano della Popolazione ha segnalato [en, come i link seguenti salvo diversa indicazione] che il 15% di tutti i matrimoni celebrati in Egitto coinvolgono minori. Sebbene l'età per contrarre il matrimonio sia stata portata a 18 anni nel 2008, la pratica continua a essere diffusa nel Paese, soprattutto nelle regioni più povere.

Oltre a violare i diritti dei minori, queste pratiche sfociano spesso in violenze nei confronti dei minori, che sono quasi sempre bambine.

Uno studio del 2001 ha rivelato che il 29% delle minori date in spose vengono maltrattate dai mariti. Nel 2014, il Centro per le Ricerche Sociali dell'Università del Cairo ha scoperto che il 27% delle ragazze che erano state date in sposa prima dei 18 anni aveva subito violenze fisiche da parte dei mariti.

Inoltre, da un rapporto stilato nel 2016 da un comitato dell'ONU è emerso [it] che la persecuzione di donne ben note, attive nel campo della difesa dei diritti umani, contribuisce a peggiorare la continua violazione dei diritti delle donne in Egitto:

The continuous persecution of women human rights defenders such as Azza Soliman and Mozn Hassan… establishes and reinforces a pattern of systematic repression of the Egyptian women’s rights movement, aiming to silence and intimidate those working tirelessly for justice, human rights and equality.

La continua persecuzione delle donne che lottano per la difesa dei diritti umani, come Azza Soliman [it] e Mozn Hassan… ha contribuito ad instaurare e rafforzare uno schema di repressione sistematica del movimento di difesa dei diritti delle donne egiziane, e a mettere a tacere e intimidire chiunque sia instancabilmente impegnato per la giustizia, i diritti umani e l'uguaglianza.

Per approfondire queste problematiche, Global Voices ha intervistato Samah Mansur, un'attivista egiziana che si sta battendo per la difesa dei diritti delle donne da 10 anni.

Samah Mansur, l'attivista che difende i diritti delle donne egiziane. Foto utilizzata con la sua autorizzazione.

Mansur lavora come funzionario dell'unità di difesa dei diritti di genere e delle donne presso l’‘Appropriate Communication Techniques for Development Center (ACT). Ha aderito all'iniziativa “Say No To Child Trafficking” (Dì no al traffico di minori), lanciata da un gruppo che si occupa di monitorare e documentare il traffico e il matrimonio di minori in Egitto. Mansur ha anche aiutato a dar vita all'iniziativa “I Saw Harassment” (Ho visto le molestie), il cui obiettivo è quello di accrescere la consapevolezza del problema delle molestie in Egitto e combatterlo.

Nel 2007, ha ricevuto un premio dal Fondo per lo Sviluppo delle Donne delle Nazioni Unite per le sue ricerche nell'ambito della lotta contro la violenza sulle donne.

Nevena Borisova (NB): cosa ti ha spinto ad iniziare a lavorare sui diritti delle donne?

Samah Mansur (SM): I’ve been fortunate to come from a family where volunteering is considered absolutely important. My parents believed that the best gift they could ever give me is to help people in need. I was allowed to spend copious amount of time at charities, and shelters to help orphans, battered women, and people in need, beyond what I was taught in school and so nurtured me into volunteer lover that I am today. Since 2003, I have been involved in the non-profit sector and I joined the Appropriate Communication Techniques for Development (ACT) which works on fighting all types of violence against women. I am lucky because I am able to choose what to do and I am absolutely passionate about everything I do.

Samah Mansur (SM): sono stata fortunata, perché provengo da una famiglia per la quale il volontariato è sempre stato importante. I miei genitori ritenevano che il miglior dono che mi potessero fare era quello di insegnarmi ad aiutare le persone bisognose. Oltre al tempo dedicato allo studio, mi è stato permesso di passare tantissimo tempo presso enti benefici e rifugi per aiutare orfani, donne maltrattate e persone bisognose, e tutto questo mi ha portato ad essere una sostenitrice del volontariato. Dal 2003 mi occupo di attività senza scopo di lucro e sono entrata a far parte di Appropriate Communication Techniques for Development (ACT), che si occupa di lottare contro tutti i tipi di violenze contro le donne. Sono fortunata, perché posso scegliere cosa fare e metto tutta la mia passione in quello che faccio.

NB: hai aderito all'iniziativa ‘Say No to Child Trafficking’. Qual è la portata del problema in Egitto e quali misure è necessario intraprendere?

SM: In Egypt, child marriage and child trafficking are a social phenomenon which primarily affects girls who live in extreme poverty in rural areas, and is becoming more prevalent in urban areas, as well as in Upper Egypt. Twelve percent of them are married before they turn eighteen. One major contributing factor is the wealthy men from Egypt, and the Arab region, including the Gulf Countries, who frequently visit Egypt to acquire “temporary marriages and tourism marriages” with underage girls. Girls below the age of fourteen are forced into marriage. These marriages are often facilitated by the girl’s parents and are arranged through marriage brokers, sheikhs, lawyers, community leaders, etc., who take bribes for registering these illegal marriages of underage girls. After a while, these girl brides are in very vulnerable positions. They are either left abandoned and pregnant, taken by force to serve as maids in faraway households, or in many cases subjected to abortions.

These marriages, considered a form of child trafficking and modern day slavery, force young brides to work as maids and servants in abusive settings where a monthly compensation is received and channeled by special brokers. The money goes to the girl’s unemployed male siblings and father.ri

SM: In Egitto, il matrimonio e il traffico di minori sono fenomeni sociali che interessano principalmente le ragazze che vivono in condizioni di estrema povertà nelle aree rurali, ma sta diventando sempre più diffuso anche nelle aree urbane, soprattutto nell'Alto Egitto. Il 12% delle minori viene costretto a sposarsi prima del diciottesimo anno di età. Uno dei fattori che contribuisce al fenomeno è la tendenza di uomini facoltosi egiziani e delle regioni arabe, compresi i paesi del Golfo, a visitare frequentemente l'Egitto allo scopo di contrarre “matrimoni temporanei o per turismo” con ragazze minorenni. Ragazze di età inferiori ai quattordici anni vengono costrette a sposarsi .Questi matrimoni sono spesso agevolati dai genitori delle ragazze e organizzati tramite mediatori matrimoniali, sceicchi, avvocati, leader di comunità, ecc., che spesso prendono mazzette per registrare questi matrimoni illegali con ragazze minorenni. Dopo qualche tempo, queste ragazze si trovano in una posizione molto vulnerabile: vengono abbandonate incinte, forzate a lavorare come domestiche in case distanti dal loro luogo di origine oppure costrette ad abortire.

A seguito di questi matrimoni, che sono considerati una forma di traffico di minori e di moderna schiavitù, le ragazze vengono obbligate a lavorare come domestiche e serve, circondate dalla violenza per un compenso mensile che viene spesso riscosso e gestito da speciali intermediari. Il denaro viene quindi inviato ai familiari uomini disoccupati delle ragazze.

NB: hai contribuito a lanciare l'iniziativa ‘I Saw Harassment’. Potresti dirmi qualcosa di più sulle molestie sessuali in Egitto? 

SM: Sexual harassment is a major problem in Egypt. Studies show that large majorities of women have been subjected to it, often on the street or public transportation. And the problem is deeply rooted. For this reason I participated in establishing the I Saw Harassment Initiative which works on monitoring and documenting sexual harassment crimes against women.

SM: le molestie sessuali sono un problema serio in Egitto. Vari studi rivelano che moltissime donne hanno subito molestie per la strada o negli autobus. Il problema ha radici profonde. Per questo motivo, ho deciso di aderire al lancio dell'iniziativa I Saw Harassment, il cui obiettivo è monitorare e documentare i casi di molestie sessuali contro le donne.

NB: quali sono le opportunità di carriera per le donne egiziane?

SM: Egypt ranks low in gender equity. The 2015 Global Gender Gap Index, ranks Egypt at 136 out of 145 countries worldwide. Women have significantly lower participation in the labor force than men (26% vs 79%) and lower literacy (65% literacy for women vs 82% of males).

We have 89 (14.9%) women in the parliament, 14 are appointed and 65 are elected.

SM: L'Egitto occupa una posizione bassa nella classifica per quel che riguarda l'uguaglianza tra i sessi. Nel Global Gender Gap Index del 2015, l'Egitto è al 136° posto tra i 145 paesi presi in esame. La percentuale di donne egiziane che lavora è significativamente minore rispetto a quella degli uomini (26% contro il 79%), così come quella di donne istruite (65% per le donne contro l'82% degli uomini).

In parlamento siedono 89 donne (14,9%): 14 sono state nominate d'ufficio e 65 sono state elette.

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