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Mozambico: l’unica associazione LGBT è prossima al riconoscimento legale dopo un decennio di battaglie

Alcuni membri di Lambda durante una manifestazione del 2013. Foto: Lambda/Flickr, per gentile concessione.

L'associazione Lambda, l'unica in Mozambico che si batte per i diritti delle comunità lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT), ha fatto un importante passo avanti verso il riconoscimento legale, per il quale sta lottando [pt, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] da oltre un decennio.

Il Consiglio Costituzionale del Mozambico – che equivale alla Corte suprema – ha deliberato che lo status di Lambda non aveva violato la Costituzione, come avevano invece asserito alcuni funzionari di governo.

Dal 2008, Lambda ha ripetutamente fatto domanda di riconoscimento ufficiale come associazione, sempre ignorata dal Ministero di Giustizia, ossia l'organismo competente per la registrazione delle organizzazioni civili.

Secondo gli attivisti, i funzionari del governo avevano informalmente comunicato che la richiesta non poteva essere presa in carico perché andava contro una clausola della Legge sulle associazioni del 1991. Questa particolare clausola ha ostruito l'ufficializzazione di varie organizzazioni che perseguono obiettivi contrari “all'ordine morale, sociale ed economico del paese e che offendono i diritti di altri o del bene pubblico.”

Il 31 ottobre, il Consiglio ha dichiarato tale clausola incostituzionale, poiché contraddice l'Articolo 52 della Costituzione, in base al quale “le organizzazioni armate di natura militare o paramilitare, e quelle che promuovono violenza, razzismo, xenofobia, o che perseguono obiettivi contrari alla legge sono considerate proibite.” Il Consiglio ha deliberato che è questo l'unico genere di associazioni a cui è proibita l'ufficializzazione.

Nella sua decisione, il Consiglio non ha menzionato specifiche associazioni, ma secondo il direttore esecutivo di Lambda, Danilo da Silva, il decreto apre finalmente le porte al riconoscimento dell'organizzazione. Come ha dichiarato all'emittente tedesca Deutsche Welle:

“Este posicionamento do Conselho Constitucional vem de alguma forma desarmar esta justificação que informalmente era-nos passada”.

La presa di posizione del Consiglio Costituzionale in qualche modo disarma questa giustificazione, che ci è stata data in modo informale.

Diritti LGBT in Africa

La legalizzazione di Lambda va ad aggiungersi all'ambiente man mano sempre più favorevole alla comunità LGBT del Mozambico, uno dei pochi paesi in Africa in cui l'omosessualità non è considerata un crimine. Per esempio, in Sudan e in alcune zone della Nigeria e della Somalia, l'omosessualità è punibile con la pena di morte, e con l'ergastolo in Uganda, Tanzania e Sierra Leone.

Le ex colonie portoghesi sono fra i paesi più tolleranti per le comunità LGBT. Capo Verde, per esempio, è stato il secondo paese a depenalizzare l'omosessualità nel 2004, e uno dei soli sei paesi africani a firmare nel 2008 un documento dell'assemblea generale dell'ONU che condanna le violazioni dei diritti delle minoranze sessuali.

Alcuni giuristi di Capo Verde, inoltre, sostengono che anche le sezioni del codice civile che limitano il matrimonio soltanto a persone di sesso opposto sono incostituzionali, perché antecedenti alla promulgazione della costituzione. Il documentario “Tchindas“, che narra la storia di Tchinda Andrade, un illustre attivista transgender nel paese, ha vinto numerosi premi internazionali nel 2016.

Tuttavia, anche nei paesi meno restrittivi la popolazione LGBT non è esente dal pregiudizio e dalla violenza. In Angola, dove le leggi in materia di attività omosessuali sono vaghe [en], la comunità LGBT vive nell'anonimato e deve fare i conti con la discriminazione per accedere a sanità e istruzione: questo afferma Carlos Fernandes, direttore della Associação Iris Angola.

In generale, la decisione del Consiglio Costituzionale del Mozambico è stata respinta da alcune fasce sociali. Nell'assai discusso post del giornalista Ericino de Salema, per esempio, molti si sono espressi contro il riconoscimento di Lambda, e contro l'omosessualità stessa.

Danilo da Silva, direttore esecutivo di Lambda, ha risposto ai commenti del post con il seguente messaggio:

Vejo muito ressentimento naqueles que querem usar do poder coesivo do Estado para fazer valer os seus preconceitos. É uma pena pois viver em sociedade é saber respeitar os outros, mesmo que não simpatizemos com as suas escolhas de vida, desde que estas não nos afectem.
Direitos fundamentais são direitos de todos os moçambicanos, não são privilégios para alguns.
Vamos tod@s aproveitar a oportunidade para aprender com aquele acórdão que não é só uma vitória para as pessoas LGBT, mas para todos que são e tem ideias diferentes. Aquele acórdão é um ode à igualdade, a paz e a harmonia social.

Hoje estou muito orgulhoso de ser moçambicano.

Vedo molto rancore in coloro che vogliono usare il potere coercitivo dello Stato per rinforzare i loro pregiudizi. È vergognoso, perché vivere in una società significa saper rispettare gli altri, anche se non simpatizziamo con le loro scelte di vita, fintantoché non ci riguardino.
I diritti fondamentali sono diritti per tutti i mozambicani, non sono solo dei privilegi per alcuni.
Dobbiamo tutti cogliere l'occasione di imparare una lezione da questo decreto, il quale non è solo una vittoria per la comunità LGBT, ma per tutti coloro che sono differenti e che hanno idee diverse. Questa sentenza è un'ode all'uguaglianza, alla pace e all'armonia sociale.

Oggi sono molto orgoglioso di essere mozambicano.

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