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2017: un altro anno di contropotere femminista in America Latina

“We Want Ourselves Alive” “Ci vogliamo vive” Foto di Emergente. Utilizzo autorizzato.

Il 2017 è stato un altro anno dai numeri allarmanti [en, come i link seguenti salvo diversa indicazione] e un altro anno in cui le donne sono stare respinte. È stato l'anno in cui l'America Latina ha alzato la voce contro la violenza di genere attraverso i movimenti femministi che hanno divampato e si sono estesi per tutta la regione, creando ponti con altri movimenti delle donne a livello globale.

Questi movimenti hanno risuonato in tutto il mondo e sono stati riconosciuti dai principali mezzi di informazione: Il dizionario inglese Merriam Webster ha scelto la parola “femminismo” come Parola dell'Anno e il giornale americano Time ha scelto la campagna #MeToo (#anch'io), nella quale migliaia di persone hanno condiviso le loro storie di molestie sessuale, come Persona dell'Anno.

Global Voices ha seguito molti dei movimenti che hanno scosso l'America Latina, e ora che l'anno è finito, vogliamo rivedere alcuni dei momenti in cui le donne hanno avuto difficoltà a prendere il centro della scena.

“Durante la settimana in cui l'America Latina ha preso le strade e la rete per difendere i diritti delle donne, il pubblico della regione era in tumulto per la morte di 41 giovani donne in un rifugio ai margini di Città del Guatemala”. Foto: Carlos Sebastián per il media online Nómada. Utilizzato sotto licenza Creative Commons – non specificata.

Marzo è stato un mese tragico per il Guatemala. È stato il mese che ha visto 41 ragazze morire in un incendio in una casa famiglia gestita dallo stato nella periferia di Città del Guatemala, un incidente che ha dato inizio a tante iniziative da parte di gruppi sociali civili. La tragedia, ha portato, soprattutto, alla campagnia globale #56Hurt (#NosDuelen56). L'iniziativa ha riunito un gruppo di artisti internazionali che ha creato un ritratto per ogni ragazza morta nell'incendio, chiedendo alle autorità guatemalteche di entrare in azione [es].

Indira Jarisa Pelicó Orellana, una delle vittime del massacro “Hogar Seguro”(Luogo Sicuro), aveva 17 anni quando è morta. Ritratto dell'artista messicana Claudia Navarro. Utilizzata con permesso.

#NosDuelen56 es un grito por la justicia desde el arte, el periodismo, el medioactivismo y los feminismos. Es un ejercicio de memoria colectiva y de dignificación por las 56 niñas que fueron encerradas y quemadas en un hogar estatal en Guatemala el pasado 8 de marzo del presente año. De ellas, 41 murieron como resultado de este crimen femicida y 15 están con heridas de gravedad.

#NosDuelen56 è un grido per la giustizia attraverso l'arte, il giornalismo, l'attivismo online e il femminismo. È un esercizio di memoria collettiva e di dignità per le 56 ragazze che sono state rinchiuse e bruciate in una casa famiglia gestita dallo Stato in Città del Guatemala, l'8 marzo dell'anno corrente. Come risultato di questo femminicidio 41 di queste sono morte, e 15 sono gravemente ferite.

A luglio, la scena principale è stato presa da un'iniziativa a dati aperti indipendente il cui scopo è mappare i femminicidi in Messico [it] (in spagnolo, MFM). La mappa fornisce le coordinate geografiche e il contesto per femminicidi che hanno avuto luogo dal 2016. Alla fine del 2017 la mappa ha registrato 1.824 casi.

Ad agosto, un intero movimento che seguì uno studente dalla Scuola di Medicina del Perù all'università di Asunción, ha rivelato la complicata e potente rete che mette molte carriere delle studentesse di medicina a rischio.

A settembre, il femminicidio di Mara Castilla [it] da parte di un autista di Cabify ha scoinvolto la regione. L'omicidio di Castillo ha scatenato proteste in undici stati del Messico [es] in cui i manifestanti hanno criticato lo Stato per la mancanza di misure di sicurezza e la regnante impunità che circonda la violenza contro le donne. Contemporaneamente, vari hashtag in rete, che collegavano la sua morte ai precedenti casi di violenza di genere (in particolare, la campagna #IfTheyKillMe (#Se mi uccidono), hanno chiesto sicurezza per le donne e la fine della colpevolizzazione delle vittime in rete.

Aprire gli spazi, contrattaccare:

Durante il concorso di bellezza Miss Perù di quest'anno, le partecipanti sono entrate in scena richiamando l'attenzione sull'allarmante numero di casi di violenza contro le donne nel Paese. L'iniziativa ha sconvolto i media internazionali, ma i netizen peruviani hanno velocemente aggiunto colore alla storia. Per molti, il contesto di per sè, fa parte di un complesso sistema che tratta le donne come oggetti [es]: 

Screenshot da Al Jazeera: “Le contendenti di Miss Perù hanno trasformato il concorso in una protesta contro la violenza di genere.” Disponibile su YouTube

Primero, hay que reconocer el contexto de la situación. Miss Perú 2017. Un concurso que elige a su ganadora en base a su apariencia física y capacidad de responder preguntas en tiempo record. Donde todas las mujeres son casi idénticas: altas, delgadas […] Lima, Perú. La 5ta ciudad más peligrosa para las mujeres en el mundo […] Estas dos cosas están relacionadas, ambas son producto de una sociedad machista. La cosificación de la mujer es una forma de violencia que nace de una sociedad que solo nos valora por nuestros cuerpos y que piensa que pueden hacer lo que les da la gana con ello.

Per prima cosa, si deve conoscere il contesto della situazione. Miss Peru 2017. Un concorso di bellezza che sceglie la vincitrice basandosi sul suo aspetto fisico e la capacità di rispondere alle domande in tempo record. [Un contesto nel quale] tutte le donne sono quasi identiche: alte, magre,[…] Lima, Perù. La quinta tra le città più pericolose per le donne nel mondo. […] Queste due cose sono collegate. Sono entrambe il prodotto di una società maschilista. L'oggettificazione delle donne è una forma di violenza che nasce da una società che ci considera solo in base al nostro corpo e che pensa di poter fare quello che vuole con esso.

Continua [es] :

Si Latina.pe y Miss Perú en verdad les importara el bienestar de las mujeres peruanas y realizar un cambio potente en nuestra sociedad machista y violenta, hubieran utilizado ese tiempo que dedicó para emitir el certamen para algo más productivo que nombrar a otra reina de “belleza” (física, específica, occidental y que no representa la apariencia de la mayoría de peruanas). Yo no le voy a tirar flores a un certamen porque por fin se dio cuenta que las mujeres peruanas estamos sufriendo en una situación crítica. Nosotras no decimos “nos están matando” o “#PerúPaísDeVioladores” porque nos gusta. Nos duele. Mucho. Nos deprime. Nos parte el alma pero lo gritamos porque es la verdad y no podemos ignorar lo que estamos viviendo.

Se Latina.pe [la catena televisiva che trasmette il concorso] e Miss Perù davvero hanno a cuore il benessere delle donne peruviane e vogliono portare un forte cambiamento nella nostra società sessista e violenta, potrebbero utilizzare il tempo della diretta per qualcosa di più produttivo che nominare un'altra regina di “bellezza” (fisica, specifica, occidentale, che non rappresenta la maggior parte delle donne peruviane). Non ho intenzione di lanciare fiori al concorso perchè alla fine si sono rese conto che noi donne peruviane stiamo vivendo una situazione critica. Noi non diciamo “ci stanno uccidendo” o #PeruCountryofRapists #PerùPaesediRazzisti perchè ci piace. Fa male. Molto. Ci deprime. Ci spezza il cuore ma lo urliamo perché è la verità e non possiamo ignorare quello che stiamo vivendo.

Altre iniziative artistiche hanno denunciato abusi, come la serie fotografica che critica le cliniche illegali che hanno lo scopo di “correggere” le donne omosessuali in Ecuador, mentre altri progetti elogiano i contributi delle scienziate dell'America Latina. Contemporaneamente, questi movimenti ed iniziative hanno aperto spazi per il dialogo (sia online che offline) riguado gli incroci tra razza e genere e il bisogno di conversazioni difficili riguardo la discriminazione all'interno di movimenti per l'uguaglianza:

Adesso, più che mai, è tempo per noi donne nere di definire noi stesse utilizzando i nostri criteri, e di riunirci in spazi creati da noi e per noi […] Alcune femministe bianche/intersezionaliste urleranno al separatismo e alla segregazione dopo aver letto questo, ma perfavore utilizzate questa opportunità per educare voi stesse all'ipocrosia e alle contraddizioni del movimento femminista riguardo le donne nere.

Tutto sommato, la battaglia continua e le comunità che combattono per la causa stanno diventando più forti. Con i movimenti delle donne che continuano a guadagnare terreno nella regione, ci si aspetta che il 2018 sia l'anno che vedrà la crescita di molti altri progetti che spingano per cambiamenti fondamentali nella società e si facciano sostenitori di un mondo più sicuro e giusto per tutte le donne.

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