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Libano: la società civile lancia una nuova coalizione per la gestione dei rifiuti

Foto della conferenza stampa per annunciare la fondazione della Waste Management Coalition (Coalizione per la gestione dei rifiuti) il 14 dicembre 2017. Foto di Bassam Khawaja, utilizzata previa autorizzazione.

Poco più di due anni dopo che il paese era stato ingolfato da una crisi dei rifiuti incontrollata, una nuova coalizione per la gestione dei rifiuti è stata annunciata in Libano. Avrebbe come obiettivo fare pressione sul governo affinché vengano trovate soluzioni sostenibili per il problema della spazzatura, che a oggi rimane irrisolto. Questa coalizione, chiamata semplicemente ‘Waste Management Coalition’ (WMC) (Coalizione per la gestione dei rifiuti), è composta da più organizzazioni ambientaliste e gruppi della società civile, secondo quanto riportato dal giornale francofono L'Orient-Le-Jour [fr].

I gruppi che prenderanno parte a questa coalizione sono: sia da Beirut Madinati [ar], che nel maggio 2016 ha guidato una campagna volontaria per eleggere un consiglio municipale di individui senza alcuna affiliazione politica, che da ONG e gruppi della società civile come: Cedar Environmental [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione], Green AreaGreenpeace, AUB Nature Conservation CenterRecycle LebanonTERRE Liban, Badna Nhaseb (Vogliamo responsabilità), Choueifat Madinati, Sohet Wladna Khatt Ahmar (La salute dei nostri figlio è una linea rossa) e Muntada Insan.

Logo della Waste Management Coalition. Fonte: Sito web.

Inoltre, si è unito alla coalizione anche ‘You Stink’ Movement, un movimento di protesta liberamente organizzato iniziato nel 2015 in risposta all'incapacità del governo di sostituire la discarica di Naameh, che raccoglie rifiuti da Beirut e dalla regione del Monte Libano (un'area in cui risiede circa metà della popolazione libanese).

L'annuncio è stato fatto durante una conferenza stampa alla sede centrale di Greenpeace a Beirut, mentre il governo stava discutendo e posticipando la decisione di espandere le due discariche costiere nelle aree di Costa Brava e Borj Hammoud, che sarebbero dovute essere parte del piano d'emergenza a breve termine proposto dalle autorità per far fronte alle crisi del marzo 2016.

La notizia della formazione della coalizione arriva pochi giorni dopo la pubblicazione del rapporto di Human Rights Watch (HRW) e del video che denuncia le conseguenze della crisi dei rifiuti sulla salute.

Il rapporto, pubblicato il 1° dicembre scorso, studia gli effetti sulla salute derivanti dalla combustione di discariche a cielo aperto, che, in Libano, si sono moltiplicate dopo la crisi dei rifiuti. Questo tipo di combustione a cielo aperto dei rifiuti provoca gravi danni alla salute, da malattie cardiache e tumori a malattie della pelle, asma e altre malattie respiratorie.

Il principale obiettivo della coalizione è di mettere pressione alle autorità responsabili del piano per la gestione dei rifiuti solidi in Libano, per produrre e attuare una strategia sostenibile basata sulla gestione integrata dei rifiuti solidi. Il gruppo ha chiesto che il governo metta in pratica una riduzione della produzione di rifiuti alla fonte, il riutilizzo e il riciclaggio, e infine lo smaltimento utilizzando le tecniche appropriate conformi alle normative ambientali nazionali e internazionali.

Conferenza stampa a Berytech: @BeirutMadinati lancia insieme ad altri gruppi una Coalizione per la Gestione dei Rifiuti per sostenere soluzioni di impatto vitale. E’ straordinario quando i cittadini sono così competenti e i loro governanti no!

Soulaïma Chamat, docente di medicina presso l'università pubblica libanese, ha dichiarato in una conferenza stampa che la coalizione userà tutte i mezzi a sua disposizione per far pressione sul governo e le amministrazioni interessate affinché adottino ed implementino una strategia efficiente per la gestione dei rifiuti, insistendo sugli effetti negativi che tale crisi sta avendo sulla salute pubblica e sull'importanza di campagne di sensibilizzazione riguardanti il lavoro della coalizione in futuro.

Nonostante numerosi avvertimenti, il governo libanese continua a negare la possibilità che si sviluppi una nuova crisi dei rifiuti. Il Ministro dell'Ambiente ha recentemente smentito l'esistenza di tale crisi, dichiarando che non c'è alcuna ragione di allarmarsi e che non si ripresenterà il problema dell'immondizia per le strade.

‘Megaphone’, un gruppo di attivisti, ha pubblicato una foto citando il Ministro in inglese ed arabo, con la seguente didascalia:

The Minister of Environment's statement ignores that in 2018 the temporary landfills (originally scheduled for 2020) will reach capacity

La dichiarazione del Ministro dell'Ambiente ignora il fatto che nel 2018 le discariche temporanee (originariamente programmate per il 2020) raggiungeranno la capacità disponibile.

“Non stiamo affrontando una crisi dei rifiuti. Non c'è alcuna ragione di allarmarsi e che non si ripresenterà il problema dell'immondizia per le strade. Non dovremmo mettere in allarme le persone e metterle di fronte ad un problema che non esiste.” Citazione del ministro pubblicata da ‘Megaphone’ sulla loro pagina Facebook il 10 dicembre 2017. Foto utilizzata con permesso.

In una intervista a Global Voices, Bassam Khawaja, ricercatore libanese per Human Rights Watch ha affermato che “il governo dovrebbe dare ascolto a questa coalizione e ai libanesi”, aggiungendo che:

They want a long term sustainable waste management solution that respects people’s right to health and a safe environment—not more short term emergency plans that leave most of Lebanon littered with burning piles of garbage.

Vogliono una gestione dei rifiuti sostenibile a lungo termine che rispetti il diritto delle persone a vivere in un ambiente sano e sicuro – non un semplice piano di emergenza a breve termine che lascia la maggior parte del Libano ricoperta di mucchi di spazzatura bruciante.

Hanadi Nasser, un attivista del movimento ‘You Stink’, ha spiegato a Global Voices perché la costruzione di inceneritori che sarebbe stata pianificata non sia la strada da percorrere:

The [planned] incinerators will jeopardise people's lives with their toxic ashes and its not clear what they're going to do about them and where they are planning to get rid of them. You Stink wants to be part of the coalition to pressure the government and the municipalities to work on our demands and to establish sustainable environmental solutions based on recycling, and reducing waste.

Gli inceneritori [pianificati] metteranno a repentaglio la vita delle persone con le loro ceneri tossiche e ancora non è chiaro cosa ne faranno e dove pensano di sbarazzarsene. You Stink vuole far parte della coalizione per fare pressione sul governo e sui comuni per lavorare sulle nostre richieste e per stabilire soluzioni ambientali sostenibili basate sul riciclaggio e sulla riduzione degli sprechi.

Greenpeace ha rilasciato una dichiarazione a Global Voices, dicendo:

Greenpeace Arab World and all members of the WMC hope that by mobilising enough people power and by using all available tools such as legal actions, peaceful protest, awareness campaigns and on-ground initiatives, enough pressure will be applied on the authorities leaving them no choice but to back down from their current and planned activities (coastal dumps, incinerators…) which are nothing less than an ecocide.

Greenpeace per il Mondo Arabo e tutti i membri della colaizione WMC sperano che mobilitando un numero sufficiente di persone e utilizzando tutti gli strumenti disponibili quali azioni legali, proteste pacifiche, campagne di sensibilizzazione e iniziative sul territorio, si eserciterà una pressione sufficiente sulle autorità competenti che non lascerà loro alcuna scelta se non quella di rinunciare dalle loro attività attuali e pianificate (discariche costiere, inceneritori …) che non sono altro che un ecocidio.

Secondo quanto dichiarano sul loro sito internet, gli obiettivi della coalizione si dividono in quattro categorie principali.

In primo luogo, a livello tecnico, la coalizione vuole combattere contro la proposta dell'inceneritore e di combustione all'aria aperta attualmente in corso, facendo pressioni sul governo per adottare invece una strategia di riduzione dei rifiuti alla fonte.

In secondo luogo, a livello legislativo, l'obiettivo è quello di spingere il governo a rispettare e far rispettare le convenzioni ambientali internazionali di cui fa parte e punire qualsiasi violazione.

In terzo luogo, a livello di gestione, la coalizione cerca di restituire la gestione dei rifiuti al Ministero dell'Ambiente, che preparerà una visione, una politica, progetti globali e un piano a lungo e medio termine in tutte le questioni relative all'ambiente, compresa una proposta per fasi di attuazione e un piano per monitorare l'attuazione sulla base di un approccio partecipativo.

Infine, a livello di sviluppo sociale, desiderano continuare le campagne di sensibilizzazione per promuovere i principi di base della riduzione, del riutilizzo e del riciclaggio.

Trovare una soluzione per il problema dei rifiuti del Libano sta diventando urgente, ancora una volta poiché le due discariche temporanee di Bourj Hammoud e Costa Brava dovrebbero raggiungere la capacità massima nel 2018 e la pressione aggiuntiva della Coalizione per la gestione dei rifiuti potrebbe mettere in marcia tali passi risolutivi.

Le organizzazioni e gli individui interessati possono diventare membri della coalizione attraverso il sito web dedicato.

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