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Protesta unanime contro il ritorno del “delitto di solidarietà” in Francia

Réfugiés Paris

Tracce di campo rifiugiati. Sotto ferrovia sopraelevata, distretto 18 di Parigi. #BACKTOTHESTREET, di Jeanne Menjoulet su Flickr CC-BY-2.0.

Secondo i risultati di un sondaggio [fr, come i link seguenti salvo diversa indicazione] realizzato in 25 paesi a metà del 2017, il 53% degli intervistati in Francia ritiene che il numero di immigrati nel paese sia molto elevato. Appoggiato della maggioranza dell'opinione pubblica francese riguardo un inasprimento della politica migratoria, il presidente francese Emmanuel Macrone il suo Ministro degli Interni Gérard Collomb, stanno ultimando il progetto di legge su asilo e immigrazione. Il testo, che ha ricevuto critiche da tutte le parti, è in fase di consultazione – accesa – e dovrebbe essere presentata davanti al Consiglio dei Ministri il 21 febbraio. “Nonostante un discorso di benvenuto ai rifugiati, si avverte un senso di dissuasione da parte di tutti i media”, scrive il quotidiano Le Monde.

Sicuramente, l'inasprimento non si limita all'ambito giuridico. Sul campo, le azioni, come le tende da campeggio distrutte in pieno inverno, compiute contro i migranti che non fanno parte del sistema per la richiesta d'asilo e contro chi li aiuta, non finiscono e sembrano riversarsi ogni volta di più contro persone e associazioni, e contro un crescente numero di difensori dei diritti umani, osservatori, intellettuali e mezzi di informazione in generale. Mentre il “crimine di solidarietà” – inesistente come tale nei testi giuridici – è riapparso tra gli articoli di giornale e tra i commenti nei social media.

Quei ribelli che salvano i migranti

In Francia, alcune regioni che si trovano al confine detengono una lunga tradizione nel fornire rifugio e aiuto agli stranieri. Per esempio, la Val Roia, [it] enclave montuoso francese incastrato tra le Alpi liguri italiane, appare sulle testate dal 2015 (vedere foto qui), per le azioni compiute dal suo attivista più celebre, il contadino e attivista Cédric Herrou, che ospita nella sua fattoria i migranti che incontra per strada, insieme ai problemi giudiziari che si è trovato ad affrontare. La sua pagina Facebook racconta la sua vita quotidiana, il suo sostegno e la sua posizione.

[…] Ici dans la roya chaque noir et arrêté, contrôlé, tutoyé.
Les ombres sont devenus des choses, des choses à évacuer.
Ici le droit ne s’applique pas aux ombres.

Par contre, le droit incrimine les résistants, oui je dis résistants, car nous résistons tant bien que mal à la pression policière, aux gardes à vues, aux procès et aux médisances et insultes de certains élus et hauts fonctionnaires.
Depuis deux ans nous sommes victimes et témoins d’une violence d’état. […]

[…] Qui a Val Roya, tutti i neri vengono arrestati, controllati, gli viene dato del tu.
Le ombre diventano cose, cose da evacuare.
Qui, la legge non viene applicata sulle ombre.

Al contrario, il diritto incrimina quelli che resistono, sì li chiamo quelli che resistono, perchè resistiamo il più possibile alla pressione della polizia, alle guardie, alle cause legali, alle calunnie e agli insulti di alcuni funzionari eletti e alti funzionari.
Da due anni siamo vittime e testimoni di violenza di Stato. […]

Vallée de la Roya

Val Roia, di Fulvio Spada su Flickr CC BY-SA 2.0.

Cédric Herrou non è solo. Questo è quello che racconta Raphaël, 19 anni:

…a pris des SDF Noirs en auto-stop sans leur avoir au préalable demandé leurs papiers. Pour ceci il risque, comme beaucoup d’autres, jusqu’à cinq ans de prison et 30.000 euros d’amende, en vertu de l’article L622-1, qui met en garde « toute personne qui aura, par aide directe ou indirecte, facilité ou tenté de faciliter l'entrée, la circulation ou le séjour irréguliers, d'un étranger en France ».

…ha riunito i neri senza tetto che facevano l'autostop senza chiedergli prima i documenti. Per questo motivo, si rischia, come molti altri, fino a cinque anni di prigione e 30.000 euro di multa in virtù dell'articolo L622-1, che avverte: “Chiunque abbia facilitato o provato a facilitare, con aiuto diretto o indiretto, l'ingresso, la circolazione o il soggiorno irregolare di uno straniero in Francia”.

Gli abitanti della valle hanno formato un'associazione, Roya citoyenne.

A Briançon, nel passo delle Echelle [it], i benevoli cittadini del collettivo Tous Migrants, fanno ronde notturne a sostegno dei migranti che si muovono per le montagne senza equipaggiamento per il freddo, per evitare che le pattuglie li seguano e li portino oltre il confine. La polizia ha indagato su più di 40 persone.

Pour l’heure, aucun décès n’a été constaté sur place, « un petit miracle ». Mais ce sont plus de 300 personnes qui ont été évacuées vers les urgences de l’hôpital à leur arrivée à Briançon, selon les chiffres communiqués par Tous Migrants. Deux personnes ont du être amputées l’année dernière, victimes d’hypothermie, tandis que deux autres ont été grièvement blessés suite à une chute dans le ravin en tentant d’échapper à un contrôle policier, en août 2017.

Per il momento, non si sono registrati morti nel luogo, “un piccolo miracolo”. Tuttavia più di 300 persone, secondo i dati diffusi da Tous Migrants, sono state portate al pronto soccorso una volta arrivate a Briançon. Due persone hanno subito amputazioni nell'ultimo anno, a causa dell'ipotermia, mentre altre sono rimaste gravemente ferite dopo essere cadute da un burrone mentre cercavano di scappare da un controllo della polizia, nell'agosto del 2017.

Martine Landry, militante di Amnesty International, sarà processata a Nizza il 14 febbraio:

pour « avoir facilité l’entrée de deux mineurs étrangers en situation irrégulière […], en ayant pris en charge et convoyé pédestrement ces deux mineurs du poste frontière côté Italie [Vintimille] au poste frontière côté France [Menton] ».

[…] per “aver facilitato l'ingresso di minori stranieri in una situazione irregolare […], per aver assistito e accompagnato a piedi i minori dalla frontiera italiana [Ventimiglia] al posto di frontiera francese [Menton]”.

A Parigi, tra molti altri, possiamo citare l'impegno e le diverse prove di Houssam El-Assimi (è possibile vedere il suo profilo sul sito di Le Monde):

Pilier du collectif de soutien “La Chapelle Debout” […] Houssam El-Assimi, lui, a développé un engagement multiforme : il traduit de l’arabe au français pour les demandes d’asile, rend des visites dans les centres de rétention, constitue des dossiers pour éviter les renvois vers les pays en guerre, etc.[…] Cette fois, il comparaît pour « violences volontaires sur personne dépositaire de l’autorité publique, rébellion, à Paris, le 30 septembre 2016 »…Ce jour-là, alors que les policiers opèrent un contrôle d’identité de migrants, le militant court d’un groupe à l’autre leur conseillant de s’enfuir. Après, les versions diffèrent. Houssam El-Assimi est accusé d’avoir été violent envers un policier. Lui nie. « C’est moi qui ai eu trois jours d’ITT [incapacité temporaire de travail] et me retrouve accusé de violence et de rébellion », déplore-t-il.

Pilastro del gruppo di supporto “La Chapelle Debout” […] Houssam El-Assimi, il suo impegno è molteplice: traduce dall'arabo al francese le richieste d'asilo, fa visite ai centri di detenzione, crea dei dossier per evitare che vengano rimandati nei paesi in guerra, ecc. […] Questa volta, sarà in tribunale per “violenza volontaria contro pubblico ufficiale, ribellione a Parigi il 30 settembre 2016″… Quel giorno, mentre la polizia faceva un controllo di identificazione ai migranti, il militante correva da un gruppo ad un altro dicendo loro di fuggire. In seguito la versione cambia. Houssam El-Assimi è accusato di violenza contro la polizia. Lui lo nega. “Ero io ad avere tre giorni di malattia da lavoro e mi sono ritrovato accusato di violenza e ribellione”, si lamenta.

Su Twitter, a febbraio 2017, si è creato l'account Délit de solidarité (Crimine di solidarietà) per raccontare questi fatti.

L'indignazione cresce nei social media

La ricerca”crimine di solidarietà” su Twitter dà modo di leggere varie reazioni. Alcuni esempi:

Reazione individuale:

Ammettilo, Emmanuel Macron, è un po’ brutto chiedere ai francesi cosa possono fare per la Francia, e poi denunciarli perchè stanno sostenendo il loro onore.

Dal periodico Fakir:

“Crimine di solidarietà”, delizioso ossimoro.
Abbiamo l'impressione che non osino scrivere “Crimine contro l'umanità”.

Dalle associazioni di beneficenza, Vincent De Coninck, di Secours Catholique a Calais:

Classificazione dei migranti:
Sarkozy lo aveva sognato
Macron l'ha fatto

————-
Alcune prima pagine dicono più di un articolo di approfondimento.

L'economista Maxime Combes evidenzia la contraddizione tra il discorso di Emmanuel Macron e le sue azioni:

Sul tema della migrazione, deve avere determinazione, efficacia e umanità.
L'umanità senza l'efficenza, sono belle parole. L'efficacia senza l'umanità è ingiustizia
.
—————-
La realtà di Emmanuel Macron è:
✅ minori abbandonati tra le montagne a Echelle
✅ minori rinchiusi nei centri di detenzione
✅ migranti attaccati con il gas e senza acqua
✅ tende distrutte
✅ volontari perseguitati per crimine di solidarietà

Il sindaco di Grenoble, città vicina ad Echelle:

[crítica] I migranti rischiano la pelle tra Francia e Italia! Signor Presidente, Emmanuel Macron, smetta di aver paura: nessun muro sarà abbastanza alto da fermare un uomo che vuole vivere. Il secolo delle migrazioni è cominciato: Bisogna cambiare!

Si possono trovare le testimonianze di migranti che hanno ottenuto asilo sul sito web Benvenuti Rifugiati. Inoltre Dessins san Papiers organizza a Parigi laboratori di disegno per permettere ai rifugiati di raccontare i loro viaggi. Le opere sono esposte in mostre o stampate su libri.

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