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Il movimento #MeToo ha raggiunto le università cinesi, nonostante gli sforzi dei censori su internet

Studentesse cinesi mostrano striscioni contro le molestie sessuali alla Marcia delle Donne del 20 gennaio a Washington, DC. Immagine di Voice of America, utilizzata con autorizzazione.

Il movimento globale #MeToo sta lentamente prendendo piede anche in Cina, nonostante la censura su internet.

Dopo il licenziamento di un rinomato professore dell'università Beihang, Chen Xiaowu, a causa di numerose accuse di molestie sessuali, studenti ed ex studenti delle maggiori università della Cina hanno lanciato petizioni online [en] richiedendo agli amministratori scolastici l'istituzione di politiche ufficiali contro le molestie sessuali, attualmente completamente inesistenti nelle università cinesi. L'iniziativa ha dato il via alla creazione del proprio hashtag dedicato, #EveryoneIn.

Dopo più di una dozzina di accuse di molestie sessuali contro il produttore cinematografico americano Harvey Weinstein ad ottobre 2017, la campagna e l'hashtag #MeToo sono diventati un movimento globale volto a promuovere la consapevolezza del pubblico in merito alle molestie e alle violenze sessuali. Da allora, le donne di tutto il mondo hanno iniziato a condividere online le proprie esperienze in merito usando l'hashtag #MeToo.

Il movimento si è diffuso nella Cina continentale, ma è stato difficile notarlo online, a causa dell'aggressivo regime di censura che la Cina applica su internet. Gli attivisti riportano [en] che frasi come “contro le molestie sessuali” sono prese di mira e censurate sui social media.

Tuttavia, tutto questo ha iniziato a cambiare quando la storia di Luo Qianqian, una ex studentessa dell'università Beihang di Pechino, è diventata virale.

Luo, che vive attualmente negli Stati Uniti, ha pubblicato un saggio in cui ha descritto come Chen Xiaowu l'avesse adescata a casa di sua sorella e l'avesse assalita sessualmente dodici anni fa, durante gli anni della laurea magistrale. Anche se lei è riuscita a scappare, ha scoperto poi che anche un'altra studentessa era stata adescata da Chen, rimanendo incinta dopo l'incontro.

La storia di Luo è diventata virale dal giorno alla notte. I censori non hanno tardato a farsi sentire, ma non sono riusciti a contenere le risposte quando cinque altre studentesse della Beihang si sono fatte avanti con simili accuse di molestie sessuali contro Chen.

Dopo aver effettuato delle indagini, l'università Beihang ha deciso di licenziare Chen, che all'epoca era anche vice-presidente dei programmi di laurea triennale dell'istituto. Il Ministero dell'Istruzione ha privato Chen del titolo accademico di “Studioso del Fiume Yangtze”, il maggior riconoscimento accademico cinese.

La decisione è stata ampiamente riportata e discussa sulla piattaforma di social media cinese Weibo.

Una studentessa della Beihang ha commentato in uno dei post di Weibo in merito alle azioni disciplinari, enfatizzando come avrebbero dovuto essere intraprese già tempo fa [zh, come i link seguenti]:

作为北航的学生,我只能说学校的反应之慢令人不满,这事情早就有人举报过,然后在知乎上删帖,然后威胁受害人,总归给压下去了,离我们不到1km的北电事件也没有了消息,这社会越来越让人失望,政府的不作为,让越来越多的优秀学子开始离开这个国家,长此以往,这个国家还有希望吗?

Da studentessa della Beihang, posso solo dire che quest'università è malauguratamente lenta nella risposta contro le molestie sessuali. Il caso era già stato riportato in precedenza. Era stato già svelato su Zhifu (un'altra piattaforma online), ma il post era stato cancellato e la vittima minacciata. La notizia era stata repressa. Un caso simile [di molestie sessuali] è successo alla Beijing Posts and Telecommunications University, che si trova a malapena 1 km di distanza dalla Beihang. Non c'è stato nessun approfondimento. La gente è delusa dall’ inerzia del governo. Sempre più persone delle élite lasciano il paese. Come possiamo vedere ancora la speranza a lungo termine in questo paese?

Le attiviste femministe considerano questo risultato una piccola vittoria, che ha portato alla luce i problemi di molestie sessuali endemiche dei campus cinesi e la mancanza di politiche concrete da parte delle università per affrontare il problema.

Wei Tingting, un'attivista femminista che era stata arrestata dalla polizia per aver organizzato un'azione contro le molestie sessuali durante il Giorno delle Donne, l'8 marzo 2015, ha condotto un sondaggio nazionale sulle molestie sessuali nei campus universitari a settembre 2017. Tra 6592 persone che hanno risposto, quasi il 70% ha riportato di essersi imbattuta in diverse forme di molestie sessuali.

Molti hanno concordato che le molestie sessuali operate da Chen Xiaowu sono solamente la punta dell'iceberg:

当客厅里有一只蟑螂的时候,墙角早就一堆了

Quando vedi uno scarafaggio in sala da pranzo, solitamente ce n'è un'intera colonia nell'angolo.

对中国的敎育行业感到无比担忧,从幼儿园到大学,就没有给孩子一个安全的环境。除了压就是洗白。

Il settore dell'istruzione in Cina è un casino — dall'asilo all'università, nessun ambiente è sicuro. E il problema viene affrontato con la repressione o con una ripulita superficiale…

Alcuni hanno enfatizzato come questo sia un riflesso dell'abuso di potere sistematico che si nota nella società. Un utente ha scritto:

在“色欲”的社会里谁能把持住?特别是有着公权势的人,利用权势(职权利害)把多少女性抱上了床、搂进了怀?有的是投怀送李,有的是身不由己,但都是为了生计。

In una società portata avanti dal “desiderio e dalla sete”, come possono le persone resistere alle tentazioni? Specialmente coloro che hanno posizioni di autorità pubblica, usano il loro ruolo per attirare le donne. Per sopravvivere le donne devono essere sottomesse, che lo vogliano o no.

Per affrontare il problema dell'abuso di potere sistematico, gli studenti, gli ex-studenti e gli insegnanti di numerose università, incluse l'università di Pechino, l'università Fudan e l'università di Wuhan, hanno presentato appelli pubblici alle autorità universitarie per introdurre delle misure disciplinari e di monitoraggio per prevenire le molestie sessuali nei campus.

Inoltre, più di 50 professori universitari in tutto il paese hanno firmato una dichiarazione il 19 gennaio, incoraggiando il Ministero dell'Istruzione a fronteggiare i casi di molestie sessuali nelle scuole e nei campus universitari con politiche concrete. I professori hanno suggerito che gli indiziati dovrebbero essere giudicati in tribunale. Hanno anche garantito di riportare tutti i casi di molestie sessuali e di proteggere le vittime.

Tuttavia, simili richieste di stabilire delle politiche in merito alle molestie sessuali nei campus sono state ripetutamente avanzate negli ultimi anni, nonostante questo nessuna politica concreta è mai stata introdotta.

Le femministe, come Wei Tingting, stanno usando questo momento per creare una maggiore pressione nell'opinione pubblica:

在你们看到的“罗茜茜”以外,还有另一个和很多个“罗茜茜”……这个罗茜茜用了12年,其她的罗茜茜我们看不见。
有人说这是中国高校版的Me Too,我要说的是,Me Too并不够,而是要Everyone In
不是只有受害的当事人站出来说:Me Too 还要更多其他的人(包括女人和男人)拿出行动来说:I’m in
Me Too 只解决了”说出来“的部分,说出来之后要做什么,需要更多人的I’m In

Luo Qianqian è solo un caso, ma ci sono molte “Luo Qianqian”… ci sono voluti dodici anni per Luo Qianqian [per raccontare la sua storia], altre Luo Qianqian rimangono invisibili.
Alcune persone dicono che questa è la versione universitaria cinese del movimento Me Too. Vorrei sottolineare che la campagna Me Too non è abbastanza, abbiamo bisogno che tutti partecipino.
Non sono solo le vittime che devono alzare la voce e raccontare le loro storie Me Too, abbiamo bisogno che anche gli altri (uomini e donne) partecipino all'azione e dicano “ci sono anch'io”.
Me Too riguarda solamente la parte della narrazione. Dopo che le storie sono state raccontate, abbiamo bisogno di più “ci sono” per far seguire delle azioni concrete ai racconti.

Wei ha lanciato una campagna di crowdfunding con questo piano:

1,为调查报告中所有的211高校寄送一份高校调查报告和建议信
2,为这个网络众筹一名协调人的工资
3,招募更多感兴趣的同道人

1. Mandare una copia del resoconto del sondaggio, insieme ad un set di suggerimenti sulle politiche da attuare, alle 211 università che hanno partecipato al sondaggio.
2. Favorire il salario di un coordinatore il cui compito è quello di mantenere una rete [nazionale contro le molestie sessuali].
3. Reclutare più persone nella rete.

Nel frattempo, alcuni sono preoccupati che l'attuale campagna #MeToo in Cina subirà altre forme di repressione online. Nel 2015, cinque attiviste femministe sono state arrestate [it] per aver parlato apertamente di molestie sessuali prima del Giorno Internazionale della Donna, l'8 marzo.

Secondo un’ inchiesta del New York Times, oltre ad aver dovuto censurare un appello pubblico in favore di politiche contro le molestie sessuali nei campus, gli attivisti sono stati avvisati dalle autorità che le loro azioni avrebbero potuto essere viste come cospirazione con le forze straniere e tradimento verso la patria. Le femministe e gli alleati del movimento in Cina si stanno preparando ad affrontare una censura ancora maggiore, con l'avvicinamento del Giorno Internazionale della Donna anche quest'anno.

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