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L'amnistia ai signori della droga porterebbe la pace in Messico? Dipende a chi lo chiedete

Nell'immagine: Andres M. Lopez Obrador, che ha proposto l'amnistia per alcune delle persone coinvolte nel conflitto armato, tra i cartelli della droga in Messico. Foto pubblicata su Flickr da Eneas de Troya, scattata durante la campagna elettorale di Lopez Obrador e utilizzata in conformità ai termini della licenza CC 2.0.

Perdonare i criminali servirebbe a mettere fine al conflitto armato interno in Messico? Questa è una delle ultime idee proposte di recente durante la campagna per le future elezioni presidenziali del luglio 2018.

Il candidato che attualmente è in testa alle preferenze, Andres M. López Obrador [it] (conosciuto anche con le sue iniziali, AMLO), ha dichiarato in un discorso dello scorso dicembre che prenderebbe in considerazione la possibilità di concedere un'amnistia ai capi dei cartelli della droga messicani in guerra tra di loro.

Per amnistia si intende [es, come i link seguenti salva diversa indicazione] “condonare determinati reati e rinunciare a perseguire legalmente i colpevoli”, secondo quanto si legge nel dizionario dell’Accademia di Spagna [it].

L'ex capo del governo della capitale del Messico ha nuovamente proposto la sua candidatura, nonostante i due insuccessi precedenti. Questo candidato populista [en] di sinistra, che è stato membro di vari partiti, è spesso stato equiparato all'attuale Presidente del Venezuela Nicolás Maduro [it].

L’ Huffington Post ha commentato la “proposta di amnistia” di López Obrador con queste testuali parole: “Esamineremo la sua dichiarazione sull'amnistia da ogni punto di vista, tenendo conto anche delle vittime”. Anche il sito di notizie e commenti Animal Politico ha espresso la sua opinione sulla proposta, facendo notare che il leader del Movimento di Rinascita Nazionale (MORENA) ha dichiarato di “essere disposto a tutto” pur di riportare la pace nel paese.

Nel gennaio 2018, l'attuale Presidente Enrique Peña Nieto [it] ha definito la proposta di amnistia un “tradimento del Messico” in un discorso che molti hanno considerato essere una risposta diretta a López Obrador. Il Governo Federale del Messico ha dichiarato di essere in guerra con i criminali dal momento che tale guerra è stata apertamente dichiarata dall'ex presidente, Felipe Calderon [it] nel 2006.

Benché López Obrador e i suoi sostenitori abbiano rivisto questa dichiarazione sull'amnistia, l'argomento è diventato oggetto di un vero e proprio dibattito pubblico.

Gli utenti hanno pubblicato le loro opinioni su Twitter:

Le critiche del governo messicano sulla proposta di amnistia per i criminali è pura ipocrisia, considerato che lo stato non solo non ha mosso un dito per combattere la criminalità organizzata, ma è addirittura diventato il loro partner principale in un impero fatto di corruzione.

L'utente Adrian Turner ha invece così commentato:

Mi domando se l'amnistia proposta da AMLO include anche Peña Nieto e chiunque altro abbia saccheggiato il Messico mediante il controllo comprovato e trasparente delle risorse nazionali e il cui comportamento ha compromesso il Tesoro pubblico. Uso volutamente le lettere minuscole.

Pedro B. ha invece scritto:

Il presidente @epn si strappa i vestiti per la proposta di amnistia di AMLO, ma non dice niente sul 98% dei casi rimasti impuniti. Non ha proprio ritegno.

Anche Daniel Vazquez ha fatto commenti simili:

Non capisco perché si spaventino quando sentono la parola “amnistia” che AMLO sta promuovendo, dal momento che è il governo stesso a promuovere l'IMPUNITÀ e già questo è abbastanza grave.

In questo tweet, un utente suggerisce che la proposta del candidato López Obrador potrebbe non essere stata fatta seriamente ma solo per scherzo:

Il peggior nemico di AMLO è proprio AMLO stesso. In che guaio si è cacciato proponendo “l'amnistia” ai criminali. Senza dubbio, gli è sembrata una battuta che era giusto fare. Queste cose accadono quando non si ascolta e quando si crede di essere Dio in terra.

Porre fine al conflitto con l'amnistia (ancora non ho capito bene cosa intenda AMLO) non garantirà la pace. Togliere le armi ai criminali non serve. Per capire cosa bisogna fare, dobbiamo ascoltare le vittime. Loro hanno un ruolo centrale in questa tavola rotonda.

La possibilità di concedere l'amnistia non è stata solo oggetto di dibattito su Twitter. Un'altra voce che ha partecipato al dibattito è quella dell'attivista e poeta Javier Sicilia [en] che è una vittima del conflitto armato dal momento che suo figlio è stato ucciso nel 2011 da membri di un squadrone armato.

Sicilia ha inviato una lettera aperta a López Obrador che è stata diffusa da diverse testate giornalistiche, e in particolare dalla rivista settimanale Proceso. Nel seguente estratto, Sicilia si rivolge al candidato ponendo particolare enfasi sul suo presunto ruolo di salvatore:

Querido Andrés Manuel:

Tú y yo a lo largo del tiempo hemos tenido serias y profundas diferencias. Me simpatizas más que cualquier otro de los candidatos a la Presidencia de la República, pero me repugnan tu mesianismo y tus aires de redentor que, al igual que lo han hecho otros, he criticado a riesgo de tener que soportar el linchamiento en redes de muchos de tus correligionarios; [e] incluso, en 2011, una amenaza de muerte.

Caro Andres Manuel,

Io e Lei abbiamo avuto opinioni profondamente diverse nel tempo. Gode della mia solidarietà più di qualsiasi altro candidato alla presidenza della repubblica, ma sono disgustato dalle sue arie messianiche e di redentore che ho criticato, come molti altri, anche a rischio di essere linciato sui media dai suoi tanti discepoli. Tra l'altro, verso la fine del 2011 sono anche stato minacciato di morte.

Riguardo all'amnistia, Sicilia scrive:

A menos que estés buscando el voto del crimen organizado que, enquistado en los aparatos políticos, ha destrozado y desfondado a la nación –cosa que en su monstruosidad me rehúso creer–, dime, dinos, Andrés Manuel: ¿puedes en conciencia pedirnos olvido a las víctimas, sobre todo a las víctimas de los desaparecidos que aún no encuentran a sus seres queridos? ¿Puedes pedir olvido a un país que tiene centenas de fosas clandestinas, incluyendo las del Estado, como lo revelamos en Morelos al descubrir y abrir las fosas de Tetelcingo y Jojutla? ¿Puedes pedir olvido a un país donde los criminales continúan asesinando, desapareciendo, extorsionando, porque la corrupción del Estado les ha dado una carta para la impunidad –ella, te recuerdo Andrés Manuel, alienta al crimen–?

A meno che non stia cercando di ottenere i voti del crimine organizzato che si è radicato nel sistema politico e ha disonorato la nazione – una cosa così mostruosa che ho difficoltà a crederci – ci dica, Andres Manuel: in tutta onestà, ci chiede veramente di dimenticare le vittime e soprattutto i familiari degli scomparsi che non hanno ancora ritrovato i loro cari? Chiede veramente al paese di dimenticare le centinaia di tombe senza nome, incluse quelle costruite dallo stato? Chiede veramente al paese di dimenticare che i criminali hanno potuto continuare ad assassinare, rapire ed estorcere perché la corruzione dello stato ha garantito loro l'impunità, che vorrei ricordarle, Andres Manuel, incoraggia il crimine?

Le tombe senza nome a cui si riferisce Sicilia non solo quelle usate dai gruppi armati per nascondere furtivamente le loro vittime ma anche quelle usate dallo stato per sbarazzarsi dei resti umani delle vittime dei conflitti armati involontari. Molte di queste tombe sono state scoperte nello stato di Morelos [en] nel sud del Messico.

L'idea di proporre l'amnistia ai cartelli della droga non è nuova nell'America Latina. Nel 2016, la Colombia [en] l'aveva proposta tra le tante azioni con l'intento di porre fine al conflitto armato interno. Il pubblico respinse l'idea esprimendo la propria opinione in un referendum (vinto con uno stretto margine), che era stato organizzato per confermare gli accordi di pace finalizzati a promuovere il perdono delle persone coinvolte nella guerilla.

Va ricordato che la partecipazione dei cittadini a questo particolare esercizio democratico fu scarsa, perché stando ad alcune fonti, solo il 62% dei colombiani circa risultava idoneo al voto.

L'Ecuador è un altro paese della regione in cui, in circostanze particolari, è stata proposta un'amnistia per persone che avevano commesso determinati reati.

Per il momento, e indipendentemente dal fatto che i media abbiano travisato o meno le parole del candidato López Obrador, i cittadini messicani stanno apertamente dibattendo sulla possibilità di perdonare i criminali coinvolti nei conflitti armati per raggiungere la pace dopo quasi 12 anni di scontri.

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