chiudi

Aiuta Global Voices, fai una donazione!

La nostra comunità di volontari in tutto il mondo lavora per raccontare le storie di cui i media non parlano—ma non possiamo farlo senza il tuo aiuto. Sostienici con una donazione a Global Voices!

Fai una donazione

Vedi tutte le lingue sopra? Traduciamo le storie di Global Voices per rendere i citizen media accessibili a tutti.

Scopri di più su Traduzione Lingua  »

Top Manta: un marchio e una vittoria degli sforzi dei venditori ambulanti di Barcellona

Alcuni membri del Sindacato Popolare dei Venditori Ambulanti di Barcellona. Foto: Playground Do (Usata con permesso)

La seconda settimana di marzo è stata particolarmente tragica per i venditori ambulanti di Spagna, a seguito della morte per arresto cardiaco di Mame Mbaye [es, come gli altri link, salvo diversa indicazione], di origini senegalesi, avvenuta dopo un inseguimento da parte della polizia.

Questo tragico evento, tuttavia, si contrappone a due promettenti avvenimenti: la massiccia partecipazione alle manifestazioni di solidarietà con Mbaye, e il successo della campagna di crowdfunding per finanziare un progetto che punta a migliorare le condizioni di vita del collettivo di Barcellona: la creazione di un proprio marchio commerciale, Top Manta [In spagnolo, manta significa coperta e si riferisce al telo poggiato a terra su cui molti venditori ambulanti espongono la loro merce. Da qui, anche il termine manteros, riferito agli ambulanti stessi].

“Il progetto a cui abbiamo tanto lavorato ora è realtà. Ci permetterà di aiutare a migliorare le condizioni di vita dei venditori ambulanti, continuare la lotta contro il razzismo, condividere ciò che sappiamo: #TOPMANTA #Crowdfunding Collabora e condividi!

Il progetto è stato avviato dal Sindacato Popolare dei Venditori Ambulanti di Barcellona, un'associazione formata da migranti provenienti da diversi paesi africani, che hanno trovato un metodo di sussistenza nella vendita per le strade a causa degli ostacoli amministrativi posti dalle leggi che regolamentano l'accesso al lavoro.

All’ insegna del motto “Sopravvivere non è un crimine,” il Sindacato è nato nel 2015 come “una forma di sostegno reciproco di fronte alla durezza della quotidianità trascorsa in strada a vendere, e come modo per difendersi di fronte al razzismo istituzionale, alla persecuzione e alla criminalizzazione.”

La creazione del Sindacato e del marchio Top Manta [it] è stata preceduta da oltre un decennio di lotte, auto-organizzazione e costruzione di reti di solidarietà.

“Siamo individui creativi con idee e ambizioni, come te.”

L'idea di creare Top Manta era stata annunciata dal collettivo nel 2017, insieme a un video promozionale lanciato da Playground Do, che ha già raggiunto più di 1 milione di visualizzazioni. In esso, il portavoce del Sindacato e sarto di professione Aziz Faye, spiega come, dopo otto anni senza occupazione, ha scoperto la dignità del lavoro di venditore ambulante, nonostante le molestie della polizia, la discriminazione da parte delle altre persone, e un introito che fatica a raggiungere i 200 euro al mese.

Come fanno? Secondo Faye, nel video seguente: “Poiché abbiamo molte idee e molte ricchezze.”

Nel video, Faye riflette sull'improvvisa attenzione mediatica ricevuta, e su come sia in contrasto con l'invisibilizzazione e il rifiuto che caratterizzano le immagini che li riguardano, diffuse dagli stessi media:

Hace poco hemos lanzado nuestra propia marca, la marca Top Manta (…) de pronto, la gente que nos ignoraba o rechazaba, nos tenía admiración. Los medios querían entrevistarnos, los diseñadores querían conocernos (…) ¿Qué había cambiado? Dos cosas. Primero se descubrió que no somos solamente inmigrantes ilegales, sino que somos individuos creativos con ideas y ambición, como tú. Segundo, empezamos a hablar el lenguaje del capitalismo.

Da poco abbiamo lanciato il nostro marchio, Top Manta (…) e improvvisamente la gente che ci ignorava o rifiutava ha iniziato ad avere dell'ammirazione per noi. I media volevano intervistarci, i designer volevano conoscerci (…) Cos'era cambiato? Due cose. Primo, si era scoperto che non siamo solo immigrati illegali, ma individui creativi con idee e ambizioni, come te. Secondo, abbiamo iniziato a parlare il linguaggio del capitalismo.

Sulla sua pagina web, il marchio Top Manta descrive se stesso come qualcosa di più di un progetto commerciale: uno strumento di resistenza e di affermazione, un marchio “collettivo, semplice, ribelle e degno”, contro le frontiere, il disprezzo e l'oblio.

Al momento, dopo meno di una settimana dalla sua attivazione, la campagna di crowdfunding per finanziare l'avvio del progetto ha già oltrepassato il suo obiettivo minimo, e continua a crescere. Chi offre il suo contributo può scegliere tra diverse ricompense, come magliette e felpe, disegnate dal collettivo e realizzate in maniera solidale, equa e sostenibile (è disponibile la spedizione verso Europa, America Latina e Senegal).

Manteros: solidarietà contro criminalizzazione, razzismo e invisibilità

Secondo un rapporto del Comune di Barcellona, nel 2016 c'erano 400 venditori ambulanti in città, di cui più della metà in situazioni amministrative irregolari. Lo stesso rapporto smentisce la voce, molto diffusa per le strade e in rete, che le beneficiarie finali dell'attività dei manteros siano le organizzazioni mafiose.

Grazie alle pressioni esercitate da diversi collettivi di migranti, nel 2010 la vendita ambulante era stata depenalizzata, diventando un'infrazione minore. Ma nel 2015, con la controversa riforma del codice penale portata avanti dal governo conservatore targato Partito Popolare [it], la vendita ambulante è tornata a essere considerata come un crimine, sanzionato con pene che vanno da sei mesi a due anni di carcere.

Questo contribuisce a perpetuare la situazione di vulnerabilità giuridica degli ambulanti: il reato resta nella fedina penale, impedendo di fatto la regolarizzazione della situazione amministrativa. Come conseguenza, trovare un lavoro legale alternativo alla vendita ambulante diventa ancora più difficile. È questo il caso di molti manteros, che restano “senza documenti” nonostante vivano in Spagna da oltre un decennio.

Come sottolinea il “Manifesto per la Depenalizzazione di Top Manta”:

…cuando un mantero es condenado por vender, esto cierra de facto cualquier posibilidad de regularización futura debido al tema de los antecedentes penales. Esto es lo que llamamos criminalización de la pobreza.

…quando un mantero viene condannato per l'attività di vendita, di fatto per lui si chiude qualsiasi possibilità di una futura regolarizzazione a causa del precedente penale. Questo è ciò che chiamiamo criminalizzazione della povertà.

Iniziative come quella di Top Manta e la loro accettazione da parte del pubblico spagnolo aprono le porte a grandi speranze e possibilità. Tuttavia, ogni successo resterà una piccola cosa finché non si affronterà l'insidioso razzismo sociale e istituzionale che normalizza le violenze della polizia, insistentemente denunciate dal collettivo: “Da molto tempo la violenza perpetrata contro di noi viene accettata come qualcosa di naturale. (…) Abbiamo decine di colleghi con gambe e braccia rotte in seguito alle operazioni di polizia.”

avvia la conversazione

login autori login »

linee-guida

  • tutti i commenti sono moderati. non inserire lo stesso commento più di una volta, altrimenti verrà interpretato come spam.
  • ricordiamoci di rispettare gli altri. commenti contenenti termini violenti, osceni o razzisti, o attacchi personali non verranno approvati.