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#SavePirin: attivisti ambientalisti bulgari ottengono un'importante vittoria in tribunale a favore del parco nazionale

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Una mappa in rilievo della zona del Monte Pirin affissa al muro del Servizio di Soccorso Montano a Borovets, Bulgaria. Foto di Global Voices, CC-BY.

Gli attivisti ambientalisti hanno applaudito quando, il 26 aprile, la Corte Amministrativa Suprema bulgara ha decretato che il governo [bg, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] deve interrompere i suoi progetti finalizzati a consentire nuove costruzioni nel Parco nazionale di Pirin, patrimonio mondiale dell'UNESCO, richiedendo che venga prima condotta una Valutazione Ambientale Strategica.

For the Nature, la coalizione che ha intentato la causa, ha acclamato la decisione della corte [en] come un passo importante nella loro lotta per proteggere [en] la preziosa area naturale.

Secondo quanto riportato dal WWF-Bulgaria, un membro della coalizione ha dichiarato:

The [government] plan permits construction on an area that is 12.5-times larger than currently permitted area and could lead to commercial logging affecting nearly 60 per cent of the park (currently no commercial logging is permitted in the park). Development of the plan has been financed by the EU.

Il piano [governativo] consente la costruzione in un'area 12,5 volte più grande di quella attualmente consentita, portando alla possibilità di ampliamento delle attività di disboscamento commerciale a quasi il 60% del territorio del parco (attualmente non ne è consentita alcuna all'interno dell'area protetta). Lo sviluppo del piano è stato finanziato dall'UE.

La minaccia al Parco nazionale di Pirin ha scatenato un'ondata di proteste in tutta la Bulgaria e all'estero [it] durata cinque mesi. L'ultimo round si è svolto il 26 aprile a Sofia, Blagoevgrad, Plovdiv, Sliven e Londra, durante il quale i partecipanti hanno chiesto protezione anche per il patrimonio naturale dell'area del Mar Nero.

La sentenza del tribunale ha annullato la decisione del Ministero dell'Ambiente e delle Acque bulgaro di accettare un progetto di piano di gestione per il Parco nazionale di Pirin, per il periodo 2014-2020, senza una Valutazione Ambientale Strategica preventiva, progetto che avrebbe consentito la costruzione di nuovi impianti sciistici nei pressi della città di Bansko.

Gli attivisti che hanno intentato la causa affermano che un tale sviluppo metterebbe a repentaglio l'intero parco e che sarebbe in diretta violazione della Direttiva UE 2001/42/EO, che richiede una valutazione ambientale in caso di decisioni riguardanti il ​​turismo, l'industria forestale e la biodiversità.

La corte ha sostenuto che, senza effettuare la valutazione ambientale richiesta, “il Ministero non ha le basi per fare una stima adeguata dell'impatto ambientale delle azioni del piano”. Il collegio di tre giudici ha rilevato che tale valutazione deve basarsi sui criteri del Regolamento di Valutazione Ambientale, regolamento che finora non è stato preso in considerazione.

Anche se gli attivisti ambientalisti bulgari hanno brevemente festeggiato la sentenza della Corte amministrativa suprema, sono cauti nel considerare questa come la fine della loro lotta per salvare il parco, svolta sotto l'hashtag #SavePirin; sono infatti consapevoli dei potenti interessi finanziari coinvolti nel pretendere la terra per i nuovi progetti turistici. Ora il Ministero dispone delle due settimane di legge per presentare un appello, che verrà sottoposto ad una giuria di cinque giudici [en]:

Grandi notizie per @zazemiata + le migliaia di persone che protestano contro i piani per danneggiare il Parco nazionale di Pirin in Bulgaria! #SavePirin

I media tradizionali in Bulgaria sono per la maggior parte gestiti da oligarchi e non hanno esattamente sostenuto la causa. Questi hanno invece presentato le proteste come insignificanti e scarsamente frequentate. Come esempio, un recente articolo chiama gli attivisti “i corruttori verdi” (in bulgaro зелени рушветчии) [en]:

La Bulgaria è all'ultimo posto nell'UE e nei Balcani riguardo alla libertà di espressione nei mass media.

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