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L'Argentina fa il conto alla rovescia per il voto sulla legalizzazione dell'aborto

La mobilitazione dei fazzoletti verdi davanti al Congresso. Immagine pubblica di Facebook della Campagna Nazionale per il Diritto all'Aborto Legale, Sicuro e Gratuito.

Il 13 giugno 2018, la Camera dei Deputati del Congresso argentino deciderà se approvare o no il progetto di legge sulla depenalizzazione dell'aborto, il cui dibattito si è acceso [it] a marzo di quest'anno, un fatto che metterebbe una pietra miliare sul lungo cammino percorso [es, come i link seguenti] dai difensori di questo diritto in Argentina.

Per due mesi la Camera dei Deputati ha ascoltato diversi argomenti a favore e contro la depenalizzazione dell'aborto. Il periodo dei dibattiti ha incluso alcune modifiche al disegno di legge per poter ottenere il voto di vari deputati indecisi. Le modifiche più importanti sono la possibilità di obiezione di coscienza da parte del professionista (sebbene l'istituzione è obbligata ad appoggiarsi a medici che accettino di effettuare questo tipo di pratica) ed il consenso dei genitori o rappresentanti legali nel caso di minori di 16 anni.

Nel frattempo, sulle reti sociali e per le strade sta nascendo un altro dibattito: tutti i martedì, da aprile, varie organizzazioni di diritti umani e della società civile convocate dalla Campagna Nazionale per il Diritto all'Aborto Legale Sicuro e Gratuito si sono radunate davanti al Congresso, con un fazzoletto verde come simbolo della lotta e lo slogan “Educazione sessuale per decidere, anticontraccettivi per non abortire, aborto legale per non morire”. Dall'altro lato, ci sono state anche marce contro la depenalizzazione guidate da diverse organizzazioni religiose e gruppi antioabortisti sotto il motto “Salviamo le due vite”.

Il 13 si organizzerà una fiaccolata davanti al Congresso della Nazione in attesa del risultato del dibattito e della votazione della Camera dei deputati. Varie inchieste confermano la tendenza generale della società a favore della depenalizzazione dell'aborto. Anche il famoso giornalista Eduardo Feinmann, convinto oppositore dell'aborto legale, ha condotto una rapida inchiesta fra i suoi seguaci di Twitter e non è rimasto molto contento del risultato.

INCHIESTA. Siete a favore o contro l'aborto legale, sicuro e gratuito?

Per il momento e a 48 ore dalla decisione dei deputati, la stima sull'intenzione di voto mostra una lieve inclinazione contro la depenalizzazione. Ci sono ancora molti voti indefiniti, forse per indecisione o per evitare pressioni o minacce nel rendere pubbliche le loro posizioni.

L'ultima giornata di dibattiti ha beneficiato della ferma presentazione del Ministro della Salute della Nazione, Adolfo Rubinstein, in sostegno alla depenalizzazione dell'aborto:

Llevamos 35 años de democracia. El aborto es un tema que ha estado escondido bajo la alfombra. […] La evidencia es muy sólida respecto a que la despenalización reduce la mortalidad materna y el número de abortos totales. De alguna manera tenemos que actuar.

Abbiamo 35 anni di democrazia. L'aborto è un tema che è stato nascosto sotto il materasso.(…) L'evidenza è molto solida rispetto al fatto che la depenalizzazione riduce la mortalità materna ed il numero di aborti legali. Dobbiamo agire in qualche modo.

Ottenendo l'approvazione alla Camera dei Deputati questo mercoledì, il disegno passerà ad essere discusso alla Camera dei Senatori della Nazione, dove la quantità di voti contro, per il momento è abbastanza superiore. Tuttavia questa tendenza potrebbe variare in conordanza con il risultato dei deputati, dove le indecisioni hanno un ruolo chiave.

“Sono solo un fazzoletto verde che sta guardando il Congresso”

Non si può neppure ignorare la forza dell'opinione pubblica che non solo riflette sulla tendenza delle inchieste ma anche sulle diverse testimonianze e sulle reti sociali, dove i messaggi si fanno più intensi mano a mano che si avvicina la data della votazione.

Fra le tante testimonianze condivise, una donna spiega nel dettaglio gli ostacoli legali e burocratici che ha affrontato davanti alla necessità di un aborto terapeutico. Senza fare il nome dei professionisti, descrive il rifiuto di alcuni ad aiutarla e l'intenzione di altri di farsi pagare una cifra esorbitante per realizzare la pratica. Sul dibattito in Congresso e sul suo vissuto, riflette:

Mi cabeza y mi cuerpo no habían logrado resetearse y seguían aún con la angustia grabada de aquél momento en el que en vez de recibir la ayuda y contención médica e institucional que necesitaba, me encontré saltando al vacío sin red. Cuando dormía tenía pesadillas con el Dr. N y el Dr. B. […] No puedo dejar de pensar en el médico B. Sobre todo después de verlo en el Congreso argumentando a favor de la vida.

La mia testa ed il mio corpo non riuscivano a ripartire, avevano impressa l'angoscia di quel momento nel quale invece di ricevere l'aiuto e l'imparzialità medica ed istituzionale di cui avevo bisogno, mi sono trovata a fare un salto nel vuoto senza rete. Quando dormivo avevo gli incubi con il Dottor N ed il Dottor B. (…) Non riesco a smettere di pensare al Dottor B. Soprattutto dopo averlo visto al Congresso parlando a favore della vita.

E conclude:

Siento que nos estamos jugando mucho en estos días. Algunas amigas me dan valor, como si me dieran la mano, como aquélla vez […] Soy sólo un pañuelo verde más mirando al Congreso y pidiéndole que vote la legalización del aborto.

Mi rendo conto che stiamo rischiando molto in questi giorni. Alcune amiche mi fanno coraggio, come se mi stessero dando la mano, come quella volta (…) Sono solo un altro fazzoletto verde che guarda il Congresso chiedendogli di votare per la legalizzazione dell'aborto.

Su Twitter anche i cittadini esprimono con forza opinioni e punti di vista differenti a favore della depenalizzazione:

L'ONU ha definito come metodo di tortura la penalizzazione dell'aborto. Se non si approva la legge i responsabili di quella tortura e le eventuali morti saranno i deputati che non voteranno. Dovranno avere sulla coscienza ogni donna che morirà dissanguata. L'aborto esiste, legale o illegale

L'argomento “Appoggio solo l'aborto legale nel caso di violenza altrimenti si fottano per aver aperto le gambe” è segno che non ti interessano molto “le due vite”, ciò che più ti piace è PUNIRE le donne, giusto? Aborto legale o clandestino, è questo il punto.

Se finalmente passasse la legge, l'Argentina sarebbe il secondo paese dell'America Latina nel seguire questa tendenza mondiale verso l'aborto legale, sicuro e gratuito. Il primo è stato l'Uruguay, che lo ha depenalizzato nel  2012, facendo diventare la mortalità materna la seconda più bassa dell'America latina.

Siamo come i paesi che vogliamo essere. Senza corruzione, integrati con il resto del mondo, con una macroeconomia responsabile, una tutela sociale ed il dialogo politico. E con l'aborto legale.

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