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Cosa bisogna fare per #salvareinternet in Europa? Punti di vista dalla Romania

I Membri dell'Europarlamento (MEP) rumeni che hanno votato in favore della difesa dei diritti degli utenti di internet: Renate Weber [it, come i link seguenti, salvo diversa indicazione], Adina-Ioana Vălean, Laurentiu RebegaTraian Ungureanu. Collage di Global Voices, CC-BY, inclusa Wikipedia PD foto [en].

Secondo YouTube, ogni 60 secondi vengono caricate sui suoi server 400 ore di video [en]. Dai gattini alle proteste pubbliche, passando per il soft porn, YouTube è in continua espansione per una ragione su tutte: non serve alcun permesso per pubblicare. Se i contenuti caricati non rispettano le regole, lo si scopre a cose fatte. Per ora.

La storica riforma sul copyright proposta nell'Unione Europea potrebbe trasformare radicalmente questo sistema imponendo alle piattaforme che pubblicano contenuti generati dall'utente, come YouTube, di valutare la proprietà intellettuale di tali contenuti – si tratti di video, audio, testi o immagini – prima che l'utente possa caricare il file.

Il 5 luglio, il Parlamento Europeo ha respinto il mandato di negoziazione della commissione giuridica JURI per la proposta di direttiva sul diritto d'autore. Di conseguenza, la discussione è stata riaperta e ciascuno dei 751 MEP può presentare nuove proposte ed emendamenti. Una nuova votazione è prevista per settembre.

La relativa petizione ha già raccolto quasi un milione di firme e oltre 40.000 cittadini europei hanno inviato email ai membri del Parlamento Europeo suggerendo modifiche alla direttiva che garantirebbero la protezione dei loro diritti e interessi.

Presentata per la prima volta dalla Commissione Europea a settembre 2016, la proposta di Direttiva sul Copyright intendeva costituire un punto chiave del pacchetto di misure pensato dall'UE per creare un Mercato Unico Digitale che faciliti le tecnologie di rete per promuovere l'economia e la crescita del mercato. Nel merito, però, questa proposta andrebbe ad ostacolare la modernizzazione del quadro normativo relativo al diritto d'autore in EU.

Le proposte sulla tutela del copyright attualmente sostenute dagli organi di governo europei non tengono in considerazione la natura stessa delle tecnologie digitali e i loro potenziali utilizzi in rete.

Il punto più controverso della Direttiva è certamente l'Articolo 13, ufficiosamente ribattezzato “censorship machine” [en] (macchina della censura) dalla rete in difesa di un internet aperto European Digital Rights (EDRi). L'articolo mira a ritenere i provider responsabili per i contenuti caricati dagli utenti. Attualmente, se un utente carica contenuti che violano i diritti di qualcuno o qualche legge, l'utente ne è responsabile e il provider o la piattaforma sono protetti. Se, invece, fossero considerati responsabili per le azioni dell'utente, sarebbero costretti a iper-tutelarsi per evitare ogni rischio. Molto probabilmente, questo causerebbe un cambiamento abissale nelle funzionalità basilari di tali piattaforme, distogliendole dalla loro originaria natura orientata alla partecipazione e alla condivisione. Sarebbe la fine del libero scambio di informazioni.

Abbiamo già visto versioni in scala ridotta dello stesso fenomeno nella sezione commenti di diversi siti: quando il proprietario/amministratore di un sito inizia a rilevare comportamenti indesiderati, spesso comincia col moderare i contenuti, dapprima in modo blando e poi sempre più severamente. Finendo per disattivare completamente la sezione commenti. Per rispettare l'articolo 13, le piattaforme online sarebbero costrette ad applicare meccanismi automatici per filtrare i contenuti, in modo da avere la certezza che il file da pubblicare non violi alcun copyright.

Come funzionerebbe questo sistema di filtro automatico [en]? Sarebbero necessari degli algoritmi in grado di individuare le eventuali violazioni di ciascun contenuto caricato.

Facile a dirsi, ma quasi impossibile da mettere in pratica correttamente. I casi di contenuti rimossi erroneamente per supposte violazioni del copyright sono innumerevoli. Due esempi particolarmente assurdi: il video di un gatto che fa le fusa [en] accusato di violazione del copyright da due etichette discografiche, e una conferenza di Harvard [en] sul diritto d'autore rimossa perché… i ricorrenti sostenevano violasse il copyright di una canzone pop.

Il secondo punto più controverso della proposta UE è l'Articolo 11, che introduce un nuovo diritto per gli editori di stampa denominato “ancillary copyright” [en] (copyright ausiliario, conosciuto anche come “Link Tax”). Non si tratta di una novità in Europa. Introdotto prima in Germania e poi in Spagna, in entrambi i casi sotto la forte pressione dei maggiori editori di stampa, si è dimostrato un fallimento clamoroso [en]. In base a questo nuovo diritto, gli editori dovrebbero chiedere un compenso a chi cita i loro contenuti online. Se la proposta fosse stata accettata, anche un semplice link a un contenuto online richiederebbe il pagamento di una tariffa.

Ciò causerebbe un enorme squilibrio tra gli editori di stampa e qualunque altro sul web. Quando il copyright ausiliario è stato introdotto in Germania, Google News ha sfruttato la sua posizione dominante sul mercato per negoziare particolari privilegi con gli editori di stampa, esentandoli in blocco dal pagamento della tassa. Ma gli aggregatori di notizie più piccoli, che non possono contare sui numeri di Google, hanno dovuto chiudere. In Spagna, dove la legge non autorizza gli editori a rinunciare al loro compenso (come invece accade in Germania), è toccato a Google News chiudere i battenti.

Ciò che è accaduto conseguentemente in Spagna colpisce ancora di più: la nascita di una nuova e in apparenza promettente start-up che offre un'applicazione Android per accedere, a pagamento, ad articoli e notizie. Quella che sembrava un'ottima soluzione, si è presto rivelata [en] essere di proprietà del colosso editoriale tedesco Axel Springer, ovvero il principale promotore di queste leggi in Germania, in Spagna e in tutta l'EU.

Quali reazioni dalla Romania?

A livello europeo, ci sono molti individui e organizzazioni coinvolti nel progetto. Noi dell'ApTI (Association for Technology and Internet) abbiamo provato a contattare i MEP della Romania per mostrare loro gli effetti legali, economici ed educativi di alcuni articoli contenuti nella riforma proposta.

Su 32 eurodeputati rumeni, solo quattro hanno rifiutato il mandato negoziale della commissione JURI, dimostrandosi a favore della difesa dei diritti degli utenti internet europei e del resto del mondo. Due di loro hanno dichiarato pubblicamente il loro pensiero su Facebook.

Renate Weber (ALDE, Independent) [ro]:

…in opinia mea, libertatea in raport cu internetul nu inseamna ca tot ce e continut de internet trebuie sa fie gratuit. Sunt de acord cu protectia drepturilor de autor si cu faptul ca platformele online trebuie sa gaseasca formule prin care autorii, artistii in general sa fie protejati si platiti in mod adecvat pentru utilizarea operelor.

Problema e ca formularea actuala a art. 13 nu reuseste un just echilibru intre respectarea drepturilor de autor si obligatiile impuse platformelor online. Dar mai ales, ceea ce lipseste din acest articol este protectia utilizatorilor individuali (end users). Pentru a se conforma cerintelor din art. 13 platformele online vor fi obligate sa introduca filtrarea automata a continutului online, asta inseamnand inclusiv afectarea oricarei uploadari, oricat de nevinovata ar fi ea.

Frankfurter Algemeine Zeitung a rezumat cel mai bine: uploadarea, urcarea unui video pe YouTube, sau pe Twitter, de la aniversarea unui copil va deveni imposiba daca in fundal canta Beyonce. Aceste instrumente automate nu pot nici macar sa fie conforme cu directiva privind drepturile de autor care prevede exceptii in cazul parodiilor, al criticilor, etc.

Dar trebuie sa precizez ca de fapt uploadarea devine imposibila daca utilizatorul este european. Vad din nou aici tipul de abordare care a fost folosit in cazul ACTA: impunem reguli cat mai stricte pentru europeni in vreme ce utilizatori de pe alte continente vor face in continuare ce vor dori. Nu pot fi de acord cu asa ceva, mai ales ca de data asta ar fi vorba inclusiv de sanctionarea unor comportamente complet nevinovate sau de sanctionarea creativitatatii utilizatorilor individuali europeni.

Asadar, voi vota impotriva unui mandat care sa permita inceperea negocierilor, insa acest lucru nu va fi suficient. Nicio dezbatere in Plenul PE, chiar daca ea e un instrumemt democratic in procedura legislativa, nu este momentan de ajuns. E nevoie de un nou text care sa rezolve toate aceste probleme care sa gaseasca un just echilibru intre libertatea utilizatorilor de internet de a uploada, cu protejarea drepturilor de autor si respectarea dreptului utilizatorilor europeni de internet de a se exprima liber, comparativ cu utilizatorii de internet de pe alte continente.

…secondo me, la libertà di internet non significa che tutti i contenuti in rete dovrebbero essere gratuiti. Condivido la necessità di tutelare il diritto d'autore e ritengo che le piattaforme online debbano trovare formule che garantiscano ad autori e artisti in generale la giusta retribuzione per il loro lavoro.

Il problema è che l'attuale formulazione dell'Art. 13 non consente un giusto equilibrio tra il rispetto del copyright e gli obblighi imposti alle piattaforme online. Ma ciò che manca di fondamentale in questo articolo è la tutela degli utenti finali. Per attenersi ai requisiti imposti dall'Art. 13, le piattaforme online dovrebbero introdurre filtri automatici dei contenuti pubblicati, incluso l'impatto di ogni file caricato, anche quando è legale.

Il Frankfurter Allgemeine Zeitung ha riassunto così la questione: caricare il video di una festicciola di compleanno su YouTube o su Twitter sarebbe impossibile se si sentisse una canzone di Beyoncé sullo sfondo. Gli strumenti automatici non sarebbero comunque efficaci ai sensi della Direttiva, che prevede eccezioni per le parodie, le recensioni, le critiche, e così via.

Devo aggiungere che l'uploading risulterebbe impossibile solo per gli utenti europei. Riconosco qui lo stesso approccio utilizzato per l’ACTA: imponiamo regole restrittive ai cittadini europei, mentre negli altri continenti si continua a fare come si vuole. Non posso essere d'accordo, soprattutto perché stavolta sarebbero previste sanzioni per comportamenti assolutamente innocenti che andrebbero a colpire la creatività individuale degli utenti europei.

Per questo voterò contro il mandato per dare avvio alle negoziazioni, ma questo non basta. Il dibattito all'interno dell'assemblea plenaria del Parlamento Europeo, per quanto sia uno strumento democratico della procedura legislativa, non è sufficiente. Per risolvere tutti questi problemi, è necessario riscrivere il testo in modo che individui un giusto equilibrio tra la libertà di pubblicare degli utenti, la tutela del copyright e il rispetto del diritto dei cittadini europei ad esprimersi liberamente in rete, al pari dei cittadini degli altri continenti.

Adina Vălean (EPP, PNL):

I believe the success of a normative act lies in broad support from all those involved. Today we would not be in this situation if the proposal of the Legal Committee were not controversial. This shows us that we need to continue the debate and find the means and legal instruments by which the entire creative industry in Europe is genuinely protected without creating obstacles to innovation and the digital economy. That is why I voted against the proposal of the Legal Committee on the Copyright Directive.

Credo che il successo di una normativa risieda nell'eguale tutela riservata a tutte le parti interessate. Oggi non saremmo in questa situazione se la proposta della Commissione Legale non fosse controversa. È la dimostrazione che dobbiamo continuare a confrontarci per trovare i mezzi e gli strumenti legali che garantiscano la tutela dell'intero settore creativo europeo, senza creare ostacoli all'innovazione e all'economia digitale. Ecco perché ho votato contro la proposta della Commissione Legale per la Direttiva sul diritto d'autore.

La dichiarazione di Adina Vălean su Facebook.

Allo stato di cose, è ancora necessario convincere i parlamentari europei a presentare emendamenti che garantiscano i diritti dei cittadini europei.

Il 26 agosto sarà il ‘Save the Internet Action Day’ (Giornata di Azione per Salvare Internet), un evento che intende coinvolgere quante più persone e organizzazioni possibili, per inviare un messaggio chiaro ai rappresentanti UE, che li sproni a trovare misure legislative appropriate e realizzabili.

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